Lettere di Mussolini a Francesco Paoloni dal fronte di guerra 1915 – 1916

15 ottobre (1915)
Carissimo,
quando si è, come sono io, dal 13 settembre nei posti avanzati delle linee del fuoco, non si ha sempre né tempo, né voglia, né possibilità di scrivere.
La guerra nelle zone dove mi trovo è stato ed è dura, ma anche qui è stata e sarà vittoriosa.
Se il Reggimento avrà qualche tempo di meritato riposo, io scriverò le mie impressioni di guerra. Te le riassumo in poche parole: l’Italia ha dei soldati magnifici per disciplina, resistenza, coraggio.
Dai giornali che mi pervengono vedo che in complesso la situazione nel Paese è buona anche economicamente.
Si tratta di sorvegliare i politicanti! Tu hai una particolare inclinazione e capacità per quest’opera necessaria.
Ed ora tanti saluti a te e agli amici romani che mi ricordano. Tuo
Benito Mussolini

3 dicembre (1915)
Carissimo Paoloni,
eccellente la tua campagna anti-giolittiana.
Giolitti è – in questo momento – una “carta caduta sotto al tavolo”, ma il giolittismo con tutte le sue clientele e putredini è ancora troppo vivo.
Vedremo, se non sia il caso di raccogliere in opuscolo gli articoli che hanno avuto largo successo politico e giornalistico.
Bravo!
Una forte stretta di mano dal tuo
Mussolini

2 settembre 1916
Carissimo,
grazie delle due cartoline. Abbiamo vinto su tutta la linea. Ora rimane da “rastrellare” l’interno da tutti i sabotatori della guerra. La nostra schiacciante vittoria… non è ormai che una questione di tempo. Viva l’Italia! Affettuosamente tuo
Mussolini

1° ottobre 19 16
Carissimo,
ci sono alcune questioni urgenti che tu dovresti prospettare ai nostri amici che sono al Governo e sulle quali – in ogni modo – mi piacerebbe di conoscere – a mezzo tuo – il punto di vista dei nostri amici. E sono: licenze invernali, milizia mobile, pausa nelle operazioni.
Licenze invernali.
Sono attese vivamente da tutti i soldati. Circa l’inizio era corsa voce che sarebbero cominciate al 10 ottobre, ma si tratterà forse del 1° novembre o dicembre, perché è da sperare che le nostre operazioni nella zona del Basso Isonzo, procedano almeno per altri due mesi. Circa la durata delle licenze, si è detto che sarebbero state a seconda del tempo passato in zona di guerra di 30, 25, 15 giorni. Ma finora, qui, non si fa nulla e tutte le dicerie hanno corso, anche quelle della “sospensione” delle licenze. Sarebbe questo un gravissimo errore. So bene che l’anno scorso le licenze furono un mezzo disastro morale, ma quest’anno la situazione è diversa. La Vittoria ha avuto un “nome” [?] anche per noi; i chiacchieroni non hanno piú niente di nuovo da dire e poi per ottenere un contegno corretto da parte dei permissionaires basta ordinare ai Comandi dei Carabinieri di tradurre immediatamente al fronte, quel militare che tenesse discorsi o compisse azioni indegne di un soldato. In ogni caso, io credo che gli inconvenienti lamentati nel 1915, saranno assai minori nel 1916 e, in ogni caso, essi rappresentano il male minore di fronte all’altro che sarebbe provocato dalle licenze sospese o abolite. Desidererei sapere, che cosa si pensa in “alto loco” su questo problema urgente.
Milizia mobile.
Gli uomini delle classi 82. 83. 84. 85. costituiscono nella compagine dell’esercito un ELEMENTO DI DEBOLEZZA. Intendiamoci: sono uomini disciplinati; pronti all’adempimento di ogni dovere, ma e per l’età e per le condizioni familiari in cui si trovano, mancano di quello spirito di aggressività che caratterizza il buon soldato. Io credo, dall’osservazione diretta compiuta per oltre un anno, che sarebbe assai saggia misura, liberare i reggimenti di prima linea, dai superstiti della Milizia Mobile (salvo i graduati) e costituire dei reparti organici che potrebbero costituire un esercito di riserva, oppure adibirli a servizi di retrovie. I reggimenti potrebbero essere facilmente completati cogli elementi delle classi giovani dei riformati e col ’97 testè chiamato. SVECCHIARE I REGGIMENTI! MOLTIPLICARE GLI STRUMENTI DI GUERRA[?]
Pausa nelle operazioni.
Bisogna che tu sostenga questo punto di vista: nell’inverno imminente le operazioni militari non devono subire arresti di sorta. Nei tratti di fronte dove sia possibile, bisogna attaccare. Altrimenti gli austro-tedeschi approfitteranno della pausa per scavare altri interminabili ordini di trincee e a primavera saremo da capo. Anche nel cuore dell’inverno, quando si abbia ricchezza di uomini e di cannoni, come ha la Quadruplice si può combattere. Basta ricordare che i tedeschi hanno iniziato l’attacco a Verdun il 21 febbraio.
Sarrail.
Ti confesso che quest’uomo mi ha deluso. L’Armée d’Orient, mi sta diventando l’Armée d’Onan. I serbi che avevano il diritto di essere un po’ risparmiati sono finora gli unici che si battono.
Nell’attesa di una risposta punto per punto a questa mia lettera, ricevi i miei cordialissimi saluti, tuo
Mussolini

28 ottobre 1916
Caro Paoloni,
bene, molto bene. I nostri “boches” è il titolo della collezione. Dopo i boches giolittiani, i “rossi”, poi, i “boches” neri. Il volume lanciato dal “Popolo” avrà un successo grandissimo perché ti sei rivelato un documentista formidabile, un pamphlétaire di prim’ordine. Non so quale piano tu intenda dare al libro, ma l’esame di tre periodi è indispensabile e cioè: durante la neutralità, allo scoppio della guerra, dopo un anno di guerra. Prima di consegnarlo alle stampe, mi piacerebbe di avere visione del tuo libro, perché, essendo io stato alcun tempo protagonista di determinati eventi, posso esserti utile a puro titolo di informatore.
Conto di essere a Milano, fra il 20 dicembre – 10 gennaio. Sarà difficile prima. Il libro dovrebbe uscire in gennaio e la sua apparizione coincidere coll’apertura del Congresso. Quanto al nuovo aggruppamento politico, non bisogna aver fretta di irrigidirlo in un partito. Basta per adesso creare un organismo nel quale raccogliere le energie disperse. Ma di ciò, ti parlerò piú a lungo in altro momento. Non mi parlare delle vicende balcaniche. Tutto ciò che succede laggiú è inaudito! Sarrail si è giocata per sempre la sua fama di uomo energico. È stato giocato da Costantino e da Venizelos [?] Arcades [?] ambo [?] …
La mia salute è buona, anzi sarebbe ottima, se non fossi angustiato dai parassiti. Non sono capace di liberarmene, nemmeno con gli indumenti antiparassitari. Ce n’è troppi! E sono inevitabili nelle trincee. Saluti cordialissimi tuo
Mussolini
Ad evitare ritardi mandami il tuo indirizzo privato.

15 dicembre 1916
Dal Carso
Carissimo,
come va l’edizione romana del “Popolo?” Dato il modo vivace col quale tu la fai dovrebbe andare…
Nelle trincee del Carso ex-austriache si trovano ancora le mazze ferrate. L’opinione pubblica delle trincee è questa: con queste mazze bisognerebbe schiacciare la testa a Lucci [?] e ai trecento Lucci di Montecitorio.
Dammi notizie della situazione generale che mi sembra molto oscura.
Io sto bene.
La pioggia ci ha giocato un pessimo tiro: ci ha immobilizzati. E piove sempre!
Un abbraccio tuo
Mussolini

31 dicembre (1916)
Carissimo,
ti ho mandato un’altra cartolina nella quale ti chiedevo notizie sull’esito dell’edizione romana del “Popolo” e poiché non mi hai risposto, penso che tu non l’abbia ricevuta. Le esumazioni ciccottiane e turatiane sono efficacissime e penso che faranno parte dei Social-sudekumizzati. Questo libro deve essere l’arsenale dal quale trarremo le armi per sabotare i sabotatori rossi della nazione e del socialismo. Hai visto le dimissioni del Gavaglio [?]? Il tuo libro dovrebbe essere prefazionato da qualcuno dei “dissidenti” piú in vista. A proposito: mi pare che i dissidenti si muovano pochino pochino. Scrivimi e dammi notizie sulla situazione generale. Noi scendiamo a riposo oltre Isonzo. Il maltempo ci ha impedito di agire. Dicembre ci ha dato due sole giornate di sereno. Per il resto, nebbia, pioggia e fango. Il morale è discreto, ma non si fa proprio niente o quasi per tenerlo su.
Auguri per il 1917 e saluti
Mussolini

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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