Ferdinand Lassalle e una sinistra dimenticata..

LA SINISTRA DELLO SPIRITO

Ferdinand Lasalle (Breslavia, 11 aprile 1825Carouge, 31 agosto 1864) è stato uno scrittore, politico e agitatore tedesco.

Di inclinazione democratica, passò poi al socialismo. Prese parte attiva nella rivoluzione del 184849 e conobbe Marx e Engels, con i quali ebbe uno scambio epistolare fino al 1862. Inizialmente discepolo di Marx, ebbe poi forti divergenze su diverse questioni anche teoriche (come ad esempio sulla “legge bronzea del salario“). Nel 1863 fondò l’Associazione generale degli operai tedeschi. Marx condannò l’associazione che aveva obiettivi molto più moderati rispetto alle sue idee rivoluzionarie. Lassalle era infatti convinto che il miglioramento delle condizioni del proletariato potesse essere raggiunto attraverso il suffragio universale maschile che avrebbe permesso alle classi sociali diseredate di prendere il controllo dello Stato borghese dal suo interno senza la necessità di rovesciarlo con la rivoluzione. Intrattenne anche rapporti politici con Bismarck. Anche per questo legame Marx lanciò aspre invettive: Lassalle infatti sosteneva la causa dell’unificazione della Germania Imperiale e vedeva in Bismarck, per il quale nutriva una grandissima stima, l’uomo più adatto. Ciò era in forte opposizione con le idee marxiane che condannavano l’adesione a qualunque istanza nazionalista, contraria alla causa del proletariato internazionalista. Invece Lassalle inizialmente riuscì anche a raggiungere un accordo con il primo ministro cercando per l’appunto di ottenere in Prussia il suffragio universale, che lo stesso Bismarck vedeva comunque come strumento utile per indebolire la classe borghese liberale, nemica sia degli junker reazionari (almeno in questi primi anni di governo) sia dei socialdemocratici. Tuttavia l’accordo non si concretizzò anche per la morte precoce di Lassalle, morto eroicamente in duello.

Da Wikipedia – Biografie

Bismarck diceva di lui :

“Lo vidi, era la mia prima conversazione che facevo con lui,e da allora non mi sono mai pentito di averla fatta…. L’ho visto forse tre o quattro volte in tutto. Non c’è mai stata la possibilità che dei nostri colloqui assumessero la forma di negoziati politici. Che cosa potrebbe avermi offerto Lassalle ? Non aveva nessuno dietro di lui …. Ma lui mi ha attratto come un individuo,come essere umano. Era uno degli uomini più intelligenti e simpatici che abbia mai incontrato. Era molto ambizioso e tutt’altro che un repubblicano. Era fortemente nazionalista e monarchico. Il suo ideale era l’Impero tedesco, ed è su questo che ci fù il nostro punto di contatto. Come ho già detto era ambizioso,la sua era un ambizione su larga scala, e forse c’è spazio per pensare che, ai suoi occhi, l’Impero tedesco in ultima analisi,dovesse essere governato più dalla Dinastia dei Lassalle che non dalla dinastia degli Hohenzollern…. I nostri colloqui durarono sempre delle ore ed ero sempre dispiaciuto quando giungevano al termine.”

Otto Von Bismarck

UN SOCIALISMO DELLO SPIRITO

Lassalle apparteneva a quella corrente politica tedesca della Sinistra Hegeliana,corrente da cui poi nel novecento deriverà o il nazionalbolscevismo o  la Rivoluzione Conservatrice nel nome del Prussianesimo.

La sua sinistra,quella hegeliana,differisce da quella di Marx poichè è antimaterialista,crede in una Rivoluzione dello Spirito. Questa sinistra dello spirito si oppone all’idea Marxiana della lotta fra classi,alla contrapposizione fra classi essa propone l’accordo a l’armonia fra esse,tutte inserite nello Stato Nazione(unico strumento secondo Lassalle di emancipazione proletaria),tutte unite in questa nuova missione Nazionale e Proletaria della Sinistra dello Spirito.

Per Lassalle lo Stato-Nazione era l’unico strumento strumento di emancipazione prolateria.La rivoluzione passa quindi solo per lo Stato.Quindi la sua rivoluzione non può che essere culturale e riformista.  Il suo concetto di lotta di classe diviene quindi Nazionale,e non può passare se non dallo Stato. Lo Stato,per Lassalle,una volta fattosi carico delle istanze degli oppressi e dei proletari,deve allearsi con altri stati-Nazionali proletari,e condurre sul piano Nazionale e Internazionale la lotta contro gli Stati Capitalisti e plutocratici. Da questa posizione nascerà in Germania un duello fra tre sinistre,la prima Marxista e classista,la seconda Hegeliana Nazionale e Spirituale,e una terza sinistra,SocialNazionalista e Pangermanica völkisch del sangue e della terra(per capire meglio questi concetti consiglio di leggersi il libro “La sinistra Nazionalsocialista”). Dopo l’avvento di Hitler,sostenitore della terza tendenza,la sinistra marxista prima,e quella lassalliana dello Spirito dopo,verranno spazzate via dalle SS e dalla Gestapo,insieme alle Sa(componente rivoluzionaria e anarco-nazionalista,oramai divenuta scomoda al regime nazista).

Occorre tutta via precisare le differenze che intercorrono anche fra le varie Sinistre Nazionali . E’ oggetto di studio, sopratutto negli ultimi anni, l’esistenza di una sinistra non marxista interna ed esterna ai regimi nazifascisti di origini Lassalliane e Hegeliane.Queste sinistre Nazionali risultano avere origine durante la formazione degli stati Nazionali Italiano e Tedesco. Dunque affondano le loro origini nel Risorgimento e nel Prussianesimo Bismarckiano. Tuttavia, come sopra indicato,queste due sinistre sono differenti. Entrambe se vogliamo inizialmente derivate dal pensiero di Lassalle,quella tedesca in modo diretto e quella italiana in modo indiretto;si discostarono poi da quest’ultima(sinistra Lassalliana) per la loro vocazione rivoluzionaria.

Vi è da aggiungere un ‘altra grande differenza fra il Socialismo Nazionale Italiano e la Sinistra Nazionale tedesca. Oltre che alle diverse origini storiche e culturali dovute ai diversi processi nazionali che influenzarono i due rispettivi paesi(Italia e Germania),occorre precisare l’altra grande differenza non di poco conto. La sinistra Nazionale Italiana affonda le sue origini nel marxismo sorelliano del sindacalismo rivoluzionario,per poi solo dopo,rivalutare Lassalle ed Hegel,precisamente durante il ventennio con l’Attualismo Gentiliano di matrice spirituale ed Hegeliana dello Stato Organico-Etico Corporativo che nulla aveva a che fare con Sorel,il primo Mussolini,De Ambris,Rossoni,Olivetti,Bianchi,Ruinas ,e tutto il filone della Sinistra Fascista fortemente critica del liberale di destra hegeliana Gentile . Se fu solo durante il Ventennio fascista che la sinistra nazionale italiana ebbe nuova linfa distaccandosi dal Marxismo classista e materialista,vi è da ricordare che fu sempre durante il ventennio che ci fu la sua soppressione. Proprio perchè,ragion per cui ancora oggi quelli di Socialismo Nazionale la pensano così,il Vero Socialismo Nazionale ci fu solamente nella fase fascista iniziale di sansepolcro e nella fase finale e Socializzatrice di Salò,la parte intermedia di Regime e Ordine è ritenuta troppo filo-borghese,antilibertaria,monarchica e clericale. Per questa ragione se il Socialismo Nazionale Italiano esisteva anche prima del fascismo,l’influenza che ebbe durante il 19’ (Sansepolcrismo) lo segnò per sempre,facendolo confluire e rilegare nel fascismo stesso,un fascismo movimentista e libertario diverso da quello di regime,ma pur sempre erede di quel Socialismo marxista, sorelliano e libertario che nulla aveva a che fare con il prussianesimo,l’interclassismo e la sinistra dello spirito Hegeliana fondata sullo Stato Etico a cui sia Lassalle che Gentile guardavano con ammirazione,e con essi tutto il filone della Sinistra Nazionale tedesca. Quest’ultima,al contrario di quella italiana,può realmente definirsi erede di Bismarck,Lassalle ed Hegel;può realmente parlare di Stato Etico e di Sinistra dello Spirito,la componente italiana invece lo può fare solo per adozione,un adozione utilizzata e fondata su principi che nulla hanno mai avuto a che fare con lei,ma che anzi ,ormai, essendosi compromessa e fusa ideologicamente con il Fascismo ha perso ogni sorta di originalità,rimanendo una mera corrente ex-marxista,laica,nostalgica e libertaria del Fascismo stesso .

Cola de Rienzi

Il Socialismo di Lassalle

Il Socialismo di Lassalle ruotava attorno all’idea di Stato,in alternativa allo Stato Liberale, che si limitava a proteggere la libertà personale dell’individuo e la sua proprietà,egli proponeva l’edificazione di uno Stato la cui missione doveva essere quella di costruire una vera comunità: “lo scopo dello stato” ,diceva, “consiste piuttosto,proprio nel mettere in grado i singoli,attraverso l’unione,di raggiungere quegli obbiettivi,e quel tenore di vita,che essi non potrebbero mai raggiungere in quanto singoli,e nel renderli capaci di accumulare un patrimonio di educazione,potere e libertà,che essi,considerati come singoli,non potrebbero possedere. ”

Nella sua lotta contro il capitale Lassalle,al contrario di Marx,prefigurava :                 “un’oggettiva convergenza fra gli ideali di solidarietà sociale perseguiti dalla classe operaia,il movimento di unificazione nazionale della Germania e uno Stato in cui anch’egli,sia pure a partire da presupposti completamente diversi da quelli di Bakunin,non vedeva lo strumento del dominio di classe della borghesia,ma piuttosto il soggetto storico capace di guidare il progresso e l’educazione alla libertà del genere umano.”

Per Lassalle ,insomma,soltanto un alleanza fra Stato e lavoratori poteva superare il capitalismo e sconfiggere la società borghese egoista e individualista;quest’alleanza andava costituita attraverso il suffragio universale diretto in cui Lassalle intravedeva la possibilità per i lavoratori di conquistare lo stato borghese e di trasformarlo dall’interno.

Assai più che sulla lotta di classe,dunque, Lassalle,  per il superamento del capitalismo,puntava sulla conquista del suffragio universale come strumento di democratizzazione politica e sulla costituzione di cooperative di produzione sostenute dallo Stato,attraverso cui i lavoratori sarebbero potuti sfuggire alla tirannia degli imprenditori e di quella “legge bronzea” per la quale il salario,a giudizio di Lassalle,tendeva a fissarsi al livello minimo vitale.

Lo stato

In contrasto con Karl Marx e i suoi seguaci, Lassalle ha respinto l’idea che lo stato fosse una struttura di potere avente la funzione di conservare i rapporti di classe esistenti e destinati a “estinguersi” in una futura società senza classi. Invece, Lassalle, considera lo stato come un’entità indipendente, uno strumento di giustizia essenziale per la realizzazione del programma socialista. Poichè esso è il vero contenitore del Popolo,rappresenta l’unico apparato in grado di contenere la classe oppressa.Ed è tramite lo Stato che bisognerà attuare la rivoluzione proletaria,una rivoluzione culturale e democratica da fare tramite il voto, e non la violenza.Le elezioni per Lassalle sono lo strumento per emancipare il popolo,lui desiderava il Suffragio universale proprio per mettere in atto la sua teoria di emancipazione proletaria,popolare e Nazionale.Questo fa di lui il padre della Socialdemocrazia,un padre nobile che al contrario di molti socialdemocratici di oggi,appartiene ad un socialismo non marxista.

LEGGE BRONZEA DEL SALARIO

La Legge Ferrea o Bronzea del Salario

Secondo Lassalle, i salari non possono scendere al di sotto del livello di sussistenza, perché senza la sussistenza il lavoratore non sarà in grado di lavorare,e quindi di produrre capitale e profitto per l’imprenditore. Tuttavia, la concorrenza tra i lavoratori per l’occupazione faranno giungere i salari fino a questo livello minimo. Ciò deriva dalla teoria demografica di Malthus , secondo cui la popolazione aumenta quando i salari sono al di sopra del “salario di sussistenza” e cade quando i salari sono al di sotto della sussistenza.Questo significa che nel tempo,con l’aumentare della popolazione aumenterà anche la disoccupazione e la povertà,poichè le risorse non basteranno più per tutti.                                                          Quindi un sostanziale benessere iniziale potrebbe provocare una crisi demografica ed economica nel lungo periodo.Lassalle voleva abbattere questa situazione economica fondata sulla legge Bronzea dei Salari introducendo un nuovo elemento che regolasse i flussi economici e che ne determinasse i prezzi,lo Stato dei Lavoratori.

Lassalle aveva accettato l’idea classica,posta dall’ economista David Ricardo, che i tassi salariali a lungo termine dovevano essere portati verso il livello minimo necessario per sostenere la vita del lavoratore e per provvedere alla sua riproduzione. In accordo con questa “legge ferrea dei salari“, Lassalle ha sostenuto che le misure individuali di auto-gestione da parte dei lavoratori salariati (teoria anarco-libertaria) erano destinate al fallimento e che solo i produttori tramite “cooperative socializzate” ,con l’aiuto finanziario dello Stato,avrebbero potuto apportare al miglioramento economico dei lavoratori .  Da questo, ne conseguiva che l’azione politica dei lavoratori per acquisire il potere dello Stato era  fondamentale, e che l’organizzazione dei sindacati volti a lottare per i miglioramenti salariali erano più o meno effimere rispetto alla reale realizzazione socialista e democratica dello Spirito tramite il suffragio universale delle classi proletarie all’interno dello Stato .

Per lui,il salario dei lavoratori gravitava stabilmente attorno a un livello medio:in epoche di crisi il salario dei alvoratori scendeva al di sotto,in epoche di prosperità saliva un po’ al di sopra di questo livello medio,di conseguenza il salario,prescindendo dalla maggiore o minore produzione di merci e dal maggiore o minore costo di esse,si manifestava costante lasciando i lavoratori in una invariabile condizione di sussistenza. L’unico mezzo efficace per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori consisteva,secondo Lassalle,nel renderli soggetti economici;egli era convinto che una organizzazione cooperativa del lavoro,nell’arco di una generazione,avrebbe portato all’estinzione della produzione.

Cola de Rienzi

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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