TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 1905 -1919

Scopriamo insieme:
“La storia del Tesseramento del Partito Socialista Italiano”

1905 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

 

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1905

 

La prima tessera “nazionale” del Partito socialista, è quella del 1905, in un formato decisamente poco tascabile, che la fa somigliare più a un “mini diploma” che a un documento di riconoscimento da portare addosso.
L’autore, Galantara, è un nome ben conosciuto nel movimento socialista: fondatore nel 1892 con Podrecca del settimanale satirico “L’Asino” che ebbe una enorme diffusione in Italia fino all’avvento del fascismo, fu uno dei disegnatori più efficaci ed incisivi di area socialista.
Sul fronte della tessera, una figura di donna con berretto frigio, simbolo della libertà e del socialismo, tiene nella mano destra un martello e si appoggia con il braccio sinistro a un libro. Dietro di lei, una città industriale si staglia contro un cielo rosso;il tutto in un semicerchio contornato di garofani liberty nella migliore tradizione jugend. La tessera, che riporta la scritta “Partito socialista italiano, tessera di riconoscimento per l’anno 1905” è firmata, a destra in basso, “Rata Langa” cheera lo pseudonimo di Galantara.
E’ interessante notare che la simbologia della donna con il berretto frigio fu molto usata dal movimento socialista come allegoria della libertà: simbolo di avanzamento, di rinnovamento, di liberazione dell’umanità, deve questo suo significato al fatto che, nell’antica Roma agli schiavi emancipati veniva donato, appunto, un simile berretto. Per la verità, il berretto frigio, come dice la parola, proviene della Frigia, dove era usato dai sacerdoti del dio Sole.

Oltre ai significati già detti, ha sempre avuto una ulteriore valenza positiva, nella cultura successiva e soprattutto dopo la Rivoluzione francese, proprio perché legato ai significati allegorici del sole, e cioè rinascita, prosperità, avvenire, progresso. Questa allegoria, presente spessissimo nella grafica di Walter crane, di Galantara e di altri disegnatori socialisti dell’inizio del secolo, verrà usata, come vedremo in seguito, anche su altre tessere socialiste. Al di là dell’aspetto iconografico di questa prima tessera distribuita dalla Direzione del Psi, è opportuno esaminare brevemente anche la sua tipologia, le sue caratteristiche politiche. Anzitutto, a differenza delle tessere precedenti che venivano stampate dai Circoli socialisti, dalle Sezioni, dalle strutture periferiche di area (cooperative, associazioni culturali ecc.) questa tessera sottolinea il carattere “personale” della adesione: il soggetto non è più l’Associazione socialista di base, ma il singolo aderente, che è iscritto al Partito socialista presso una Sezione territoriale.
Sul retro dell’immagine di copertina, oltre alla firma del titolare, la tessera riporta quella del segretario della sezione e il timbro della Sezione stessa. La terza facciata del documento è poi riservata alle annotazioni mensili relative ai contributi che l’iscritto ha versato al Partito.
Nell’ultima facciata un breve testo sottolinea gli effetti dell’iscrizione: “La presente tessera attesta nel detentore il carattere e i diritti di aderente al Partito socialista italiano: essa viene rilasciata a chi abbia anticipatamente pagato il contributo individuale alla cassa Centrale: è valida per il solo anno in corso e si rinnova periodicamente di anno in anno”.

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1906 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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1906

La tessera del 1906 riproduce una immagine altamente espressiva: due mani in primo piano, due pugni chiusi, spezzano una spada: una simbologia pacifista che pare voglia scongiurare, intuendone il pericolo, l’avvicinarsi della guerra. Questa spada spezzata, questo ferro spezzato, richiama anche le catene, l’immagine di Spartaco e della rivolta degli schiavi, i condizionamenti subiti dai lavoratori, a significare la loro voglia di cambiamento e di emancipazione. Sullo sfondo ancora un cielo rosso e una città con le sue fabbriche fumanti.

Se le prime due tessere presentano una iconografia centrata sulle città e sulle fabbriche -quasi una fuga nel futuro, visto che l’Italia era ancora essenzialmente agricola e il socialismo aveva prima di tutto una base contadina- ecco che le tessere successive, presentano una realtà ben diversa.

1907 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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1907

La tessera del 1907, realizzata anche questa da Galantara (che questa volta rinuncia al suo pseudonimo di Rata Langa e si firma con il suo vero cognome) rchiama per certi versi le immagini preraffaellite di Walter Crane, che tanta influenza ebbero in quegli anni nell’iconografia del movimento socialista internazionale ed italiano: stesse donne con berretto frigio, stessi stendardi al vento e soprattutto stessa esigenza didascalica (Crane “riempiva” i suoi disegni di spiegazioni, di frasi, di motti: su questa tessera vediamo che la donna regge nella mano sinistra una corona d’alloro dalla quale “svolazzano” due nastri bianchi con su scritto “Proletari di tutti i Paesi, unitevi” e “Uno per tutti, tutti per uno”).E’, però, una similitudine a prima vista. Ad una più attenta analisi, questa è un’allegoria ben diversa, richiama molto di più la Marianna dell’iconografia francese, non è una allegoria evanescente, una immagine viva, concreta, che agisce. Guida infatti un corteo di lavoratori, quasi un esercito armato (si vedono le falci alzate) e simboleggia in modo efficacissimo il Partito socialista alla guida del cambiamento.

E’ interessante notare che nel 1907 compare su una tessera di partito per la prima volta quello che a ragione è stato definito il più indovinato simbolo politico moderno: la bandiera rossa. Sarà presente in seguito, nel corso dei decenni, su moltissime altre tessere, ed è quindi opportuno esaminarlo un po’ più per esteso. In generale, la bandiera documenta innanzitutto l’esistenza di un fatto associativo: per numerose associazioni e circoli socialisti privi di valide strutture la bandiera era l’unico segno esterno di aggregazione.
L’origine della bandiera rossa risale alla Rivoluzione francese del 1848 e la sua diffusione fu a lungo contrastata dall’uso della bandiera nera da parte di gruppi e associazioni rivoluzionarie, anarchiche e operaie, nel periodo della Prima Internazionale. Per il movimento socialista italiano, nato da associazioni preesistenti, Società di mutuo soccorso, leghe, cooperative, non ci fu in origine una immediata codifica simbologia per quanto riguarda la bandiera.
Le antiche bandiere delle Società operaie avevano colori e tipologie multiformi; il Partito operaio, fondato a Milano nel 1882, ha una bandiera a strisce bianche e nere, mentre il Partito socialista rivoluzionario di Romagna innalza un vessillo verde.

Solo dopo il 1892 il Partito socialista adotta definitivamente come proprio emblema una bandiera rossa con frangia nera. Le bandiere del Movimento operaio italiano non furono realizzate, come nel caso inglese, da una struttura centralizzata, ma a livello di base, e sono molto diverse tra loro per stile e materiali usati. Vedremo più avanti l’immagine della tessera del 1921, che presenta appunto una donna che sta cucendo una bandiera socialista sullo sfondo di un campo di grano.

1908 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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Il gruppo di tessere che va dal 1908 al 1912 sono molto differenti per cultura e concezione grafica, pur essendo queste tessere famose tra i collezionisti e gli studiosi dell’immagine socialista come “le tessere della serie oro”.Queste tessere hanno infatti la caratteristica unificante di essere stampate tutte con disegni dorati e a rilievo. In quella del 1908, una seminatrice con berretto frigio, (ovvia allegoria del socialismo) si staglia contro il sole (altra simbologia che, come si vede ricorre frequentissima nelle allegorie del movimento socialista), con evidenti riferimenti alla iconografia francese rivoluzionaria. Nelle tessere successive, più che alla Rivoluzione francese, sembrano più immediati i riferimenti alla simbologia neoclassica che domina negli anni umbertini e che si rappresenta ormai nelle scenografie ufficiali e nelle grandi esposizioni.

 

1909 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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1909

Nella tessera del 1909 ritorna la donna/Ideale che mostra il sole/Avvenire ai lavoratori, il tutto all’interno di una corona d’alloro (la rappresentazione di rami di alloro è strettamente connessa con il mito di Apollo, il dio della luce solare, simbolo quindi di purificazione e di libertà).

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1910 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

Immagine1910

In quella del 1910 una figura femminile tiene in mano una fiaccola, nell’altra una bandiera rossa con sopra scritto “Partito socialista italiano”; nella tessera del 1911 una figura, sempre di donna, guida su un cocchio una coppia di cavalli tra le nuvole: tutte queste tessere richiamano chiaramente, per la loro impostazione, la tipologia dei diplomi delle Mostre e delle manifestazioni dell’epoca.

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1911 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

1911

Quest’ultima tessera del 1911 riprende un disegno di Walter Crane, pubblicato insieme ad una sua poesia sulla stampa socialista italiana pochi anni prima: “Avanti, sulla via lucente verso la meta del progresso umano. Voli l’auriga invitto dal cui carro veloce si sprigionano raggi come da un sole…”
Walter Crane seppe interpretare i sogni, le paure, le speranze del movimento socialista dei primi anni del Novecento riproponendo i miti della classicità in chiave di allegoria socialista, ottenendo immagini immediatamente riconoscibili, didascaliche, che si diffusero in tutto il movimento operaio europeo, che le fece proprie, utilizzandole spesso senza nessun intervento critico, spesso invece modificandole e adattandole alla realtà del proprio Paese. Nelle allegorie di Crane c’è una carica di cambiamento, di riforme sociali e nello stesso tempo un ritorno ad un passato di sogno ed un rifiuto del presente, tempo di sofferenze e di sventure sociali, quasi un legame diretto tra passato e avvenire, una nostalgia per la società di un tempo e una speranza per il futuro.
Crane, che come il Morris aveva più una visione romantica della perfettibilità dell’uomo, mitica, lontana dal realismo, vedeva nel passato le condizioni di una vita comunitaria migliore, in una organizzazione quasi agreste della società che solo con il rifiuto del lavoro salariato e dell’industria, considerata una degenerazione, avrebbe potuto trovare la sua strada di emancipazione vera.Da queste tessere – e più in generale dall’esame di tutto il materiale iconografico del socialismo dell’inizio del nostro secolo – appare dunque evidente la tendenza presente nel movimento operaio italiano a utilizzare più lingue, spesso diverse se non proprio contraddittorie, Sarebbe qui troppo lungo analizzare questo problema. Certo,la mancanza di una immagine chiara, dovuta in parte a linee politiche e organizzative ben diverse all’interno del socialismo italiano, in parte ad un esame poco approfondito del come fare comunicazione, in parte ancora alla scarsa mancanza di coordinamento e alla povertà dei mezzi a disposizione, porterà ad una situazione di debolezza e all’affermarsi pochi anni più tardi del fascismo e della reazione.

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1912 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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1912

La tessera del 1912, l’ultima della “serie oro”, oltre ad un sole che si staglia sullo sfondo, mostra per la prima volta (anche questa è un’immagine che ricorrerà più volte in seguito) un albero, una quercia, a simboleggiare il Partito, la sua continuità, la sua organizzazione. A simboleggiare la primavera, e quindi la rinascita, la speranza di un domani migliore, l’iconografia socialista usa abbondantemente in questo periodo alberi, rose, papaveri, spighe, tralci di vite e soprattutto garofani, da soli o come cornice.

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1913 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

 

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1913

Con la tessera del 1913 si ha un cambiamento notevole di immagine: la tessera è disegnata da Giuseppe Scalarini il famosissimo ed efficacissimo disegnatore dell’Avanti!. “Posso dire di essere nato una seconda volta. E’ avvenuto quando l’Avanti! ha pubblicato la mia prima vignetta”. Questa sua frase è certamente vera, in quanto la sua notorietà è strettamente legata al suo lungo sodalizio con il quotidiano socialista, iniziato il 13 ottobre 1911 e finito quindici anni dopo, quando il fascismo prese il potere. Ma è anche vero che il movimento socialista deve molto a Scalarini: i suoi disegni non solo hanno avuto valore di veri e propri articoli di fondo, ma sono stati ripresi e riprodotti in una impressionante quantità di volantini, di opuscoli, manifesti, giornali locali del Psi. Stampati in migliaia e migliaia di copie, hanno contribuito a diffondere le idee socialiste, a concretizzarle nella immaginazione popolare. Le sue vignette, sintetiche al massimo e nello stesso tempo ricche di particolari, sono tra le immagini migliori della grafica socialista. Nella tessera del 1913, un giovane guida un corteo e la fiaccola-sole che tiene alta porta la scritta “Partito socialista italiano”. E’ questo un modo nuovo, sintetico, efficace di raffigurare la sfruttatissima simbologia del sole, della luce, del fuoco, per presentare l’imminente avvento del progresso, dell’avvenire socialista. Il sole, la luce, il fuoco, visti innanzitutto come sorgenti di vita e di rinnovamento, come simboli della società da costruire: e il socialismo, per usare le parole di Giuseppe Garibaldi, visto come il sole dell’avvenire. Accanto al sole, altre immagini di luce, come la fiaccola, vengono molto usate nei primi anni del secolo con il significato di sete di conoscenza, di consapevolezza. Anche in questo caso, il movimento socialista non ha fatto che prendere e rileggere in chiave nuova segni e allegorie già diffusi: questo legare per esempio la luce alla conoscenza e alla emancipazione è facilmente riconducibile alla iconografia sacra, con un chiaro nesso rivoluzione uguale redenzione. Il fuoco, tra i segni di luce/calore ha invece in special modo il significato di purificazione, mentre la fiaccola è una allegoria della conoscenza, della maturità, del sapere, della libertà e della verità. Quanto questa simbologia abbia riferimenti con quella del mondo cattolico è evidente proprio in questa tessera di Scalarini, per il chiarissimo richiamo all’ostensorio.

1914 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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Le tessere che vanno dal 1914 al 1918 sono un altro blocco a sé, sia per la tematica, legata al dramma della guerra ormai incombente e poi drammaticamente presente, sia per le loro influenze liberty, legate all’accademismo italiano.
Nel 1914, la tessera riproduce una figura femminile seduta su un’incudine, all’interno di una corona che è insieme tronco e radice di un albero.

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1915 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

Immagine1915
Nella tessera del 1915 (“Una madre nella bufera” chiarisce l’Avanti! a proposito di questa immagine) si vede una figura femminile davanti una selva di baionette dietro alle quali un incendio crea figure mostruose. Sempre a proposito di questa tessera, scrive Costantino Lazzari sull’Avanti! del 3 gennaio dello stesso anno: “Frammezzo al turbine sanguinoso della guerra, l’idea socialista solleva in alto, fuori dalla barbarica mischia, il simbolo del fecondo lavoro umano…”.
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1916 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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La tessera dell’anno successivo, il 1916, mostra un Ercole muscoloso, il socialismo, che combatte e tenta di arrestare un cavallo dalle forme contorte guidato da una figura mostruosa, la Morte che ha già ucciso milioni di lavoratori e devastato le città che si vedono sullo sfondo in fiamme.
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1917 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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Nella tessera successiva del 1917 una figura maschile accovacciata trattiene a sé una figura femminile in lutto che tiene nelle sue mani una fiaccola, rappresentante la Vita, la Fede, sullo sfondo delle distruzioni dovute al conflitto mondiale.

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1918 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

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Siamo al 1918, un’altra tessera di guerra, raffigurante un albero d’ulivo, a testimoniare la volontà di pace, un albero nella notte, con le radici rosse del sangue di milioni di morti.
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1919 TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA

 

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1919

La tessera del 1919 presenta due figure di profilo, a capo chino, con le mani ancora insanguinate, che si stringono la mano, in un rinnovato gesto di pace. Nell’altra mano hanno un martello, simbolo del lavoro, ai piedi le spade egualmente sporche di sangue, ormai abbandonate a terra tra le macerie della guerra.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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2 risposte a TESSERE STORICHE DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 1905 -1919

  1. le immagini del 1910 e del 1911 sono identiche

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