CRISTIANESIMO e SOCIALISMO

Penso che mai come oggi ci sia bisogno di entrambe queste grandi scuole di pensiero.

In un’ epoca come questa in cui gli antichi valori sono smarriti,queste due grandi bussole dell’umanità occorrono oggi come non mai. Ciò nonostante la loro applicazione in passato ha fallito,vediamo come oggi ne possiamo riscoprire il senso e le usanze,i valori e le virtù,non commettendo l’errore di molti“buttando via il bambino con l’acqua sporca”.

Il cristianesimo esattamente come il socialismo ha a cuore la propria Patria d’appartenenza,così come le sorti del mondo,esso sa essere tradizionalista come internazionalista. Entrambi costituiscono due facce della stessa medaglia,tutte e due nascono con l’idea di creare un Homo Novus,operante in un nuovo vulnus sociale che ne migliori le sorti dell’Umanità tutta !

Tutte e due ambiscono a migliorare le condizioni in cui riversa il mondo, e in esso l’uomo.Entrambi hanno prima elogiato la sobrietà e la povertà,rigettando la ricchezza e lo sfarzo per poi circondarsene subito dopo, una volta saliti al potere.Entrambi hanno creato disastri,totalitarismi e soppressioni delle libertà.  Ma esattamente come le hanno negate,essi con la stessa forza le hanno reclamate ! Anzi essi sono nati per affermare quei principi! La loro duplice prospettiva messianica e millenaristica di una futura comunità di uomini liberi ed eguali da ogni oppressione e sfruttamento li ha condotti,col tempo,a maturare molteplici contraddizioni in senno al movimento,delle contraddizioni che io ora cercherò di elencarvi.

Se da un lato il Cristianesimo e il Socialismo hanno cercato di affermare più di ogni altro i diritti dell’uomo e del cittadino,uguaglianza dinanzi alla legge e a Dio,dall’altro,come è stato detto prima,vi è stata un applicazione pratica assolutamente liberticida e antitetica a quei principi sopra esposti. Se da una parte si cercò di affermare l’uguaglianza spodestando il vecchio ordine costituito,o abbattendo lo stato borghese di cose presenti,o annientando il paganesimo con tutti i suoi centri nemici di Dio signore unico dell’Universo;il tutto lo si organizza e lo si fa con un atteggiamento libertario,quasi a voler abbattere il vecchio senso di Stato e di gerarchia per promuovere una nuova organizzazione sociale senza stato né padroni,senza principi o dei voluti dall’Olimpo ! Dall’altra parte ,una volta abbattuto il vecchio ordine,si finisce sempre,o quasi sempre,per ricrearne uno simile,chiaramente con regole molto diverse,ma presente con il medesimo stato di ingiustizie precedenti. Sembra quasi che il vecchio libertarismo rivoluzionario dei primi ambienti cristiani e socialisti debba far posto alla nuova elite del potere burocratico e gerarchico,partitico o ecclesiastico. E’ come se nel socialismo e nel cristianesimo albergassero da sempre due aspetti perennemente e  totalmente contraddittori,il libertarismo durante la fase delle origini e la gerarchia dopo la loro affermazione!

Il fatto di essere movimenti gestiti da uomini li pone in una posizione d’imperfezione,l’imperfezione umana per l’appunto! La loro natura è quella di sovvertire società,mondi e situazioni ingiuste,sia da un punto di vista spirituale che materiale,sia politico che religioso,entrambi questi mondi,però, finiscono solo per invadere il loro rispettivo campo d’appartenenza,sognando una visione totalitaria e totalizzante dell’esistente. Essi non tengono conto del fatto che sognare un mondo migliore sia si lecito,ma cercare di abbattere ingiustizie create da uomini ponendo altri uomini come loro rimedio equivale a combattere un virus con un altro virus ,dimenticandosi,invece,di somministrare quello che servirebbe realmente,cioè l’antibiotico! Nel nostro caso l’antibiotico in questione è la cultura,la cultura che come l’antibiotico muta profondamente,gradualmente e interiormente l’individuo fino a guarirlo del tutto,portandolo inevitabilmente ad un nuovo status di consapevolezza. Il nostro scopo è fare tesoro delle due dottrine in questione(cristianesimo e socialismo),cercando di affermare non i dogmi,ma i valori in esse contenute. E l’affermazione dovrebbe avvenire in maniera lenta e graduale,non rivoluzionaria e forzata,ma conforme a quelli che sono i ritmi dell’animo umano. Ognuno di noi è come una pietra grezza,il nostro scopo deve essere quello di levigarla;e l’unica  arma che abbiamo ribadisco è e deve essere la Cultura!

Il cambiamento che essi(le ideologie e le religioni) propongono invece è esterno(come un virus),viene quasi sempre da un libro di riferimento,(bibbia o manifesto,capitale o vangeli)letto ed interpretato in maniera dogmatica,e assimilato dal nostro organismo come un corpo estraneo,innaturale!

Il cristianesimo e il socialismo,ignorando “l’antibiotico”,puntano a risolvere il problema sperando in una “mutazione genetica”,se l’uomo,la sua società,e tutto ciò che lo circonda è o appare imperfetto,non si fa altro che auspicare la creazione di un super uomo “perfetto” che modifichi la realtà e superi i problemi preesistenti. Secondo queste dottrine servirebbe quindi un uomo nuovo e  perfettissimo appunto,che andasse oltre le sue naturali pulsioni,oltre quelli che sono i suoi difetti,oltre le sue incertezze! Questo ha fatto si che Socialismo e Cristianesimo andassero contro natura,snaturalizzando in modo forzato quelli che sono i difetti umani,opponendo a essi un regime forzato e coercitivo,dove l’Evangelo di Dio  o il Capitale di Marx fossero gli antidoti a tutto,i rimedi sperati per la costruzione di un mondo migliore.

Noi ,al contrario,dovremmo invece fare tesoro dei nostri difetti,imparare a conoscere le nostre imperfezioni,e in un certo senso esaltarle,e non nasconderle,perchè è prioprio grazie ad esse ,che il nostro animo e la nostra curiosità prendono il sopravvento(se stimolati ovviamente) verso di essi. I nostri istinti più animaleschi,le nostre lacune più insormontabili vengono superate solo quando noi abbiamo il coraggio di ammetterle,prendendo coscienza di esse!

Per i dogmatici, invece, se l’uomo seguisse le orme di Gesù,o di Carlo Marx,potrebbe tranquillamente ricreare un paradiso socialista in terra,una comunità cristiana secondo la quale non vi è più ingiustizia o sopruso. Per fare ciò però occorre una rivoluzione.Una rivoluzione nella società,e una volta fatta,occorre coercizzare gli individui rimasti affinchè rispettino tali prerogative per un mondo migliore,senza più imperfezioni né incertezze.

Questa grande utopia trova il suo reale fallimento per il semplice fatto che l’unica rivoluzione auspicabile dovrebbe essere quella dentro di noi !

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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