ll viaggio sulle Alpi di Mazzini e Nietzsche

Il viaggio sulle Alpi di Mazzini e Nietzsche

pubblicata da Enzo Baccioli il giorno martedì 12 aprile 2011 alle ore 19.27

(Friedrich Nietzsche)

Gottardo 1871.

Il viaggio sulle Alpi di Mazzini e Nietzsche

Tratto da “La Voce Repubblicana” del 13 Aprile 2011

A dieci anni dall’Unità d’Italia, pochi mesi dopo la liberazione di Roma, nella primavera del 1871, Mazzini e Nietzsche si incontrarono su una carrozza al Gottardo, diretti a Lugano. “L’Apostolo” rivoluzionario e “l’Anticristo”, attaccarono discorso e trovarono presto una rapida intesa fra anime elette. Giovanni Papini nei suoi “24 cervelli” scrive che il vecchio Mazzini citò al giovane Nietzsche una massima di Goethe: “Sich des halben zu entwohnen und in Ganzen, Vollen, Schoenen, resolut zu Leben” ( liberati dal compromesso e vivi risolutamente ciò che è completo, pieno e bello)”. Il classicismo dell’epopea borghese della Germania di Goethe sottese l’incontro fra i due.

Goethe, insegnava che la nobiltà dello spirito si ottiene superando le convenzioni stabilite per accedere ad una regione incontaminata dell’anima, a quello che poi la psicanalisi avrebbe chiamato “il vero io”. L’antidemocratico Nietzsche era rivoluzionario in filosofia e morale, così come il democratico Mazzini lo era in politica. Entrambi estranei ed esuli rispetto ai poteri costituiti. Il nazionalismo religioso e l’irreligiosità sovranazionale trovarono uno straordinario punto di contatto fisico, simpatetico, su una carrozza in viaggio sulle montagne. Alle loro spalle il tramonto di un secolo in cui tutti i miti moderni erano caduti. Mazzini e Nietzsche cercavano simboli nuovi nell’antichità, fosse la forma repubblicana, o l’irrazionalismo presocratico. Il tedesco verrà strumentalizzato dall’ideologia della potenza nazionalsocialista, così come il fascismo cercò un credito in Mazzini. Benito Mussolini nel 1915 su il Popolo d’Italia avrebbe ripudiato Marx ed invocato la “libertà di tornare a Mazzini se Mazzini dice alle nostre anime aspettanti la parola che ci esalta in un senso superiore dell’umanità nostra”. Hitler, 15 anni più tardi si sarebbe fatto ritrarre semplicemente accanto al busto di Nietzsche.

Quando si conduce una vita esemplare, per certi versi profetica, gli incidenti di percorso negli anni a venire sono quasi inevitabili. L’insieme dell’opera di Nietzsche avrebbe davvero avuto poco a che fare con il nazismo. Solo le parate militari erano capaci di infastidire Nietszche che ancora più delle parate si teneva lontano dalle masse. Mazzini, con la camicia nera cucitagli addosso dal regime appare altrettanto forzato. La filosofia e la storia tedesca hanno un debito nei confronti del loro filosofo, se non altro quello di riconsegnare l’integrità di un pensiero vitalistico e pagano che venne scambiato con il nichilismo . La politica italiana ha oneri altrettanto gravosi verso chi per primo e solitario chiese l’Unità e la Repubblica. “Non v’è uomo che io veneri come Mazzini”, scrisse Nietzsche all’amico Rohde dopo l’incontro sul Gottardo. Un sentimento, questo, degno del miglior italiano.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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