Bandiera rossa è di nuovo solo nostra

Bandiera rossa è di nuovo solo nostra

Tratto da La Voce Repubblicana del 2 Giugno 2011

Con una bandana arancione in testa, il neo sindaco di Napoli De Magistris si è presentato ai suoi concittadini per celebrare il grande successo elettorale. Il suo collega Pisapia, che è persona più sobria, è stato invece accolto da una folla che ostentava lo stesso colore assunto a simbolo della vittoria. Il centrosinistra vincente nelle ultime tornate amministrative ha scelto una nuova bandiera a sua effigie, magari un po’ stinta rispetto a quella viola, e si capisce pure: la stessa che è sventolata in Ucraina quando si trattò di emanciparsi completamente da Mosca con la cosiddetta “rivoluzione arancione”.

La notizia è che la bandiera rossa è stata riposta e può tornare finalmente nella sua esclusiva teca repubblicana. Quando il movimento operaio nemmeno esisteva, e ancora meno poteva sentire l’esigenza di avere un qualche vessillo, la bandiera rossa era battuta per ricordare la legge marziale dalle truppe della convenzione repubblicana di Parigi davanti alla sommossa organizzata dai club dei cordiglieri nel luglio del 1791. Era la prima volta che la bandiera rossa faceva la sua comparsa nell’età moderna ed era usata dalle truppe schierate dalla Rivoluzione.

Meno di cento anni dopo è adottata dal nostro partito, anche per reminiscenze garibaldine. La camicia rossa di un garibaldino ucciso issata su una baionetta in battaglia, diviene l’emblema della guerra per la Repubblica. Quando la Rivoluzione d’ottobre irrompe nella storia, i bolscevichi si prendono quel simbolo che si diffonde come tale in tutto l’occidente. La stretta identità con il comunismo non ha giovato, e ora il nuovo centrosinistra in Italia opta su un colore nuovo. Notiamo, poi, per dovere di cronaca, che il leader degli arancioni, l’ex presidente ucraino Yulia Timoshenko, è stato arrestata di recente per corruzione.

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Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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