Grillo,Ricci e la Sinistra massonica del Potere!

Beppe Grillo è libero o controllato?
Marcello Pamio – 24 dicembre 2007 – www.disinformazione.it

Il ragioniere genovese Giuseppe Piero Grillo, conosciuto come Beppe Grillo è stato scoperto da Pippo Baudo al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70.
Dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”!
Da allora il blog ha continuato a crescere e oggi, tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone.
Fin qui nulla di strano. La cosa che invece è interessante riguarda il suo editore!

L’editore di Grillo
L’editore di Beppe Grillo oggi è la Società Casaleggio Associati di Milano.
Nella prefazione del libro del 2004 “Web Ergo Sum” scritto da uno dei fondatori della Società, Gianroberto Casaleggio (che ha dato anche il nome alla ditta), Beppe Grillo spiega come ha incontrato quello che diventerà il suo editore di fiducia!
Grillo scrive testualmente: «lo incontrai per la prima volta a Livorno, una sera di aprile, durante il mio spettacolo Black Out. Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. (…) Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco (…)  Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò.
Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff (il famoso mago nero, uno dei maestri del cantautore Franco Battiato, ndA), Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman (…)
Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. (…) Ce n’è abbastanza per rinchiuderlo. E’ un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile»[1]

Gianroberto Casaleggio (interessato a Gurdjieff!) è riuscito dove tutti avevano fallito: convertire Grillo a internet!
Da quell’incontro infatti è nato non solo il blog di Beppe Grillo, ma anche tutti i libri e dvd, come pure e le organizzazioni dei Meet-up!
In soldoni l’immagine mediatica (a 360 gradi) di Grillo viene gestita e controllata dagli esperti della società milanese.
Addirittura Gianroberto sarebbe diventato il consigliere numero uno di Grillo, a tal punto che secondo indiscrezioni, è sua l’idea del V-Day![2] Quello che ha sparso nel mondo il verbo o virus del V-Day convincendo, attraverso il suo comico portavoce, centinaia di miglia di persone in Italia.
Uomo (Gianroberto) sulle orme del Parsifal dichiara di voler ricercare la vera natura degli uomini”. E così, ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per «parlare liberamente».[3]
Sua è anche la gestione del sito web dell’amicone di Grillo, il Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.[4]
E’ arrivato il momento di vedere chi sono questi associati, e soprattutto di cosa si occupano.

La Casaleggio Associati
La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, da cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich).[5]
La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale»

L’Affare Webegg Spa
Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa : un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia.
Ci interessa molto perché:

Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.[6]
Luca Eleuteri (socio Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.[7]
Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.
Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg
Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti!
E poi cos’è successo?
Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia).
Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana!
Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati.
Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese.

L’affare Telecom
Beppe Grillo sta portando avanti da anni una campagna per “prendersi” (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia!
Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all’assemblea generale della società. Ecco perché dal blog ha chiesto ufficialmente una “shareaction” (“fatemi godere” dice nel suo appello): «inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione».
«Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (…) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite» [8]

Certamente è ”una cosa mai vista al mondo”, ma la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della ditta più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati stessa? Ricordiamo che si tratta della società che ha il potere di ascoltare (esattamente quello che è successo allo stesso Grillo, che per ben 4 anni, è stato ascoltato e registrato…) tutte le telefonate, leggere tutti i fax e le e-mail sul suolo italiano…
Per qualche miscredente, potrebbe sembrare una manovra occulta per entrare in possesso proprio di questa importantissima azienda…ed è proprio quello che sta accadendo!
Staremo a vedere, anche se ad oggi sono decine di migliaia le persone che in buona fede, si sono affidate al nuovo “guru delle telecomunicazioni” (futuro amministratore delegato?).

Prometeus: il futuro dei media
Torniamo alla Casaleggio Associati perché nel loro sito ufficiale (www.casaleggio.it) è pubblicato nella home page un video molto indicativo e allo stesso tempo inquietante: “PROMETEUS: IL FUTURO DEI MEDIA” (www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia). Video da non perdere assolutamente!
Si tratta della visione futurista che i soci fondatori della Casaleggio hanno a livello di Media.

Il video inizia dicendo: «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con Internet alla fine del secolo scorso…»[9]
La visione continua con: « la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a BBC, CNN e CCTV… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di “Cultura Libera” diventa Ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. Chiunque ha un Agav (agente-avatar) che cerca informazioni, persone, luoghi nei mondi virtuali. Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. E’ reale! Nel 2027 Second Life si evolve il Spirit. Le persone diventano chi desiderano e condividono la memoria, le esperienze, le sensazioni. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri»

Non male come visione, vero?
Un futuro illuminato (non si sa bene da che luce…), dove la vita diventa virtuale, dove si commercializza la memoria, le esperienze e le sensazioni. Ognuno avrà un avatar, un personaggio inventato, e potrà fare ciò vuole, anche quello che non potrebbe fare nella realtà…
In pratica la nostra Vita verrà letteralmente svuotata di significato e “copiata” o “replicata” su internet.
Lo scopo è quello di non si fare più esperienza (cioè conoscenza e quindi coscienza) sul pianeta Terra, ma su un “pianeta” che non esiste, formato da bit e byte: internet!
Che tipo di coscienza sarà mai quella di un mondo virtuale?
Non è che ci stanno indottrinando e preparando invece a vendere la nostra anima?
Questo progetto chiamato Prometeus, è la visione di un pazzo da psichiatrizzare quanto prima, o invece si tratta di un piano ben preciso di controllo occulto? Per approfondire tale delicatissimo argomento, vi rimando alla nuovissima dispensa “Il segreto occulto degli Illuminati”.

Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto[10].
Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007[11]
Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana.
Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life

Dio è ovunque, è chiunque e conosce ogni cosa”, proprio come l’occhio onniveggente della massoneria (il simbolo stampato sul dollaro statunitense), usato dai creativi della Casaleggio alla fine del video.
A proposito di luce, cerchiamo di capire come mai hanno usato un nome così particolare per tale progetto: Prometeus!
Certamente deriva da Prometeo, figlio di Giapete e Climene, che ha sottratto il fuoco (simbolo della luce) agli Dei per riportarlo agli uomini sulla terra (dottrina della gnosi).
Secondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, sotto un altro aspetto, l’allegoria del fuoco (visto come luce iniziatica, ndA) può essere letta come un’altra versione della ribellione dell’orgoglioso Lucifero (dal latino LUCIFERUS, composto da “LUC-EM” = luce, e tema “FER-RE” = portare, cioè PORTATORE DI LUCE, ndA), precipitato nell’Abisso senza fondo. La maledizione di Zeus a Prometeo è lo stesso che la maledizione di Dio a Satana![12]
Quindi secondo la maga (indubbiamente nera) Blavatsky, il fuoco o luce portato sulla terra da Prometeo è l’allegoria del fuoco o luce porta sulla terra da Lucifero!

Ecco spiegato perché il logo della Prometeus (vedi immagine sopra) è rappresentato graficamente da una fiamma (luce) che parte dalla lettera O maiuscola, quindi dal Cerchio chiuso (molto usato anche dai circoli satanici per i loro rituali).
Sicuramente la motivazione che ha spinto la Casaleggio a scegliere un nome e logo simili sarà un’altra, magari meno esoterica, però la strana coincidenza (per chi ci crede ovviamente) è interessante!

Partnership con Enamics
Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).
La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group,[13] ecc.
Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo!
Davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia – casualmente – una statua gigante di Prometeo (vedi immagine qui a fianco), voluta proprio dal magnate in persona!
Anche i Rockefeller, come i Casaleggio (chiedo venia per la comparazione), pertanto “adorano” l’arte simbolica del Prometeo!
Fondatore della BTM Corporation è un certo Faisal Hoque, autore di numerosi best seller ed ex dirigente anziano della General Electric (anch’essa del gruppo Rockefeller) e di altre multinazionali!
I partner della BTM tecnology sono “IBM Tivoli” di New York e “Future Considerations” di Londra. Questa ultima ha come clienti privati: Coca Cola, Barclaycard, Addax Petroleum, KPMG LLP, ecc. Nel settore pubblico invece: Carbon Trust, UNIDO (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (LFPA)[14] ecc.

E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo (nonostante le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc.) abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e/o petrolifero!

Che fine ha fatto il Signoraggio monetario?
Al Beppone nazionale va il merito di essere stato il primo a denunciare la truffa del Signoraggio monetario (nel tour “Apocalisse Morbida” del 1998) e la natura privatistica della Banca d’Italia.
In quello spettacolo ha sparato a zero sui banchieri (Fazio, Duisemberg, ecc.), definiti i cavalieri dell’Apocalisse, che controllano le economie planetarie, sottolineando più volte come questi signori “stampano le banconote e le prestano”.
Avete capito bene: stampano denaro e lo prestano ai governi!
Per non parlare del debito pubblico. Dice infatti Grillo: “e il debito? A chi li dobbiamo due milioni e mezzo di miliardi di lire?

Nonostante questo, da un po’ di anni Grillo si rifiuta, o gli è stato consigliato di non parlarne, di Signoraggio e dei banchieri durante i suoi spettacoli, perché?
Una spiegazione la fornisce il dottor Antonio Miclavez in una recente intervista video: «ne ho parlato (si riferisce a Grillo, ndA) circa sei mesi fa e mi ha detto: “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo!”. Uguale Milena Gabanelli (Report su Rai3, ndA)»[15]
Tralasciamo la Gabanelli per ovvi motivi, ma perché Grillo che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici: semplici camerieri del potere economico? Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni e/o ricatti? Oppure ha cambiato idea? Nessuno lo sa ad eccezione della sua coscienza!

A cosa servono il V-day, il Mastella-day, la petizione per la Forleo o De Magistris, o quella contro Gentiloni, se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente?
Forse serve per dirottare le masse e deviarle verso lidi estremamente funzionali per il Sistema che ci controlla?
Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Quando coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento, a cosa serve prendersela con la manovalanza? Forse per evitare di tirare in ballo i veri manovratori occulti?

Come disse il giornalista Paolo Barnard in una lettera intitolata “Considerazioni sul V-day”: «I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta»[16]
Di persone svuotate del proprio Io ce ne sono già abbastanza. E’ necessario partire da noi stessi, senza delegare il politico, il Grillo, il Travaglio, la Forleo o la Guzzanti di turno: solo così saremo padroni della nostra vita e potremo conquistare, o meglio, tirare fuori la nostra vera e unica individualità, cioè l’essenza spirituale.
Se non ritorniamo in possesso della nostra autentica natura, il Potere continuerà a fare sonni tranquilli. «Credete veramente – continua Paolo Barnard – che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?

Al Potere, le iniziative di Grillo (inconsapevolmente ci auguriamo tutti) – portate avanti grazie alla consulenza di aziende specializzate – fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita, sono veramente pericolose!
Concludo nella speranza che non siano vere le affermazioni di Dino Risi (che ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”) al Corsera, perché secondo il regista, Grillo è più attore adesso che quando girava film. Non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente nel blog!
Speriamo che si sbagli…
Come pure mi auguro che Beppe Grillo dia un segnale di assoluta buona fede riprendendo a parlare, sia nel blog che durante gli spettacoli, di Signoraggio, Poteri forti bancari, Sovranità monetaria, OGM, ecc.

 

dagli inizi con il Cavaliere al dispiacere per Santoro

http://www.corriere.it/politica/11_settembre_21/ricci-berlusconi-intrvista-addio-cazzullo_bb48fa0c-e410-11e0-bb93-5ac6432a1883.shtml?fr=box_primopiano

«Inutile attaccare Silvio. Si è fatto da sé
e deciderà lui come lasciare la scena»

Ricci: le ragazze? Pagate per ascoltare le sue barzellette

Antonio Ricci (Ansa)
Antonio Ricci (Ansa)

«Ero il preside dell’istituto per periti agrari di Coronata, sulle colline di Genova. Una mattina venne l’ispettore del ministero e mi chiese perché avessi la macchina targata Savona: “Lei arriva tutte le mattine da Albenga? Ma come fa?”. In realtà, io arrivavo tutte le notti dal Derby di Milano. Cabaret. C’erano Andreasi, Cochi e Renato, Funari. Abatantuono curava le luci. Era il figlio della guardarobiera. Gli feci credere che “buliccio” in ligure volesse dire bullo, tosto. Lui si pavoneggiava: “Sono un buliccio…”. Poi un giorno mi cercò Beppe Grillo. Era il 1977. L’avevano preso in Rai, gli serviva un autore…».
Antonio Ricci è nel suo piccolo ufficio a Milano2. Alle spalle, una foto di Berlusconi truccato da Stalin. Tutto è pronto per la ventiquattresima edizione di Striscia .

Ricci, ora il suo amico Grillo fa il capo partito. Lo voterà?
«A questo giro mi sono astenuto. Ma mi interessa la sua parte provocatoria. Mi fido più di un comico che di un politico di professione. Come mi fido più di un poeta che di un economista».

Da quando vi conoscete?
«Da una vita. Facevamo le serate insieme. E scherzi feroci. Tipo l’arrivo di Woody Allen al Derby: una truffa. Una volta mi presentò a Emilio Fede come manager della Bic, e gli propose di dirigere un tg nelle discoteche, a patto che mostrasse la nostra biro. “E che problema c’è?” rispose. Bisognerebbe anche ballare, aggiunsi io. Si sottopose al provino di ballo lì, al ristorante, davanti a tutti».

È vero che con Grillo abitavate a casa di Pippo Baudo?
«Sì. Fu un inverno gelido, il riscaldamento nel residence era rotto, Beppe tentava di scongelarsi mettendo a bollire pentole piene d’acqua. Così Baudo ci invitò da lui a Morlupo. Lo facemmo impazzire. Gli aprivamo l’armadio, indossavamo i suoi parrucchini. Lui era triste: Maria Grazia Grassini l’aveva lasciato, dopo una lite perché lei aveva recitato a seno nudo con Carmelo Bene. Pippo soffriva, si lamentava. Prendeva gli oggetti che avevano comprato insieme e diceva: “Questo l’ha toccato Maria Grazia, e io lo bacio!”».

Quando ha incontrato Berlusconi?
«In Rai era dura. Attaccammo la Dc e ci salvò Pertini, che conoscevo fin da bambino, quando il nonno mi portava ai suoi comizi ad Albenga (i comizi di Pertini erano cabaret puro). Poi Beppe attaccò il Psi e il viaggio in Cina di Craxi: “Ma se qui sono tutti socialisti, a chi rubano?”. Mi chiamarono a Milano2 per Hello Goggi. Feci venire Leo Ferré: un mito, anarchico come il nonno, almeno pensavo. Sua moglie arrivò carica di pacchi comprati in via Montenapoleone. Lui prima di andare in scena si mise davanti allo specchio e si spettinò. C’erano anche Franco e Ciccio e io, stupido e snob, dicevo: spero di non incontrarli mai. Erano invece due grandi personaggi. Ciccio lo trovavi alle quattro di notte che fissava i cigni del laghetto. Oggi li rivedo in Ficarra e Picone».

Sì, ma Berlusconi?
«Gli proposi Drive In . Un programma dissacrante, che prendesse in giro gli Anni ’80. Lui rimase interdetto. La tv che aveva in mente era tutt’altra: Johnny Dorelli, Mike Bongiorno, la Goggi appunto; nulla di trasgressivo, una super-Rai per attirare gli sponsor. Mi disse: “Lei è proprio sicuro di fare questa cosa? Sì? Allora facciamola. E diamoci del tu”».

Drive In è considerato l’inizio della degenerazione televisiva.
«Tanti ci hanno confuso con Colpo grosso . Drive In era satira. Il bocconiano. La modella di Armani che smoccolava in barese. Il paninaro che inventò dal nulla un linguaggio. E le ragazze fast-food: la caricatura del ritorno della maggiorata. Scoprii solo dopo che usavano un marchingegno per alzare il seno. Staino, Pietrangeli, Disegni e Caviglia, Gino e Michele: gli autori di sinistra lavoravano tutti lì».

Poi vennero le veline di Striscia. Lerner, con cui polemizzate ogni anno, dice che lei è stato finalmente costretto a dar loro la parola.
«Lerner è strumentale. Marketing. Lo fa per trarne giovamento, per apparire. Come Giovanardi quando attacca i gay e attizza la sua antagonista, la Concia. O come Masi, quando telefona a Santoro in diretta. In realtà, le veline hanno sempre parlato. La parte più importante, la telepromozione, è loro».

La parte più importante?
«La tv non è una finestra sul mondo. È una finestra sul mercato. Comunque Striscia sta dalla parte dei consumatori, delle associazioni. Fa, in tv, un po’ quello che fa Grillo in politica».

Le spiace non rivedere Santoro?
«Sì. Michele è un maestro. Ha rifatto il Processo di Biscardi. Santoro è il puparo. Travaglio è il moviolista, che fa il punto della situazione; anche se il pubblico in studio, come le curve, fa il tifo e rimane della propria idea. Sceneggiata napoletana. C’è sempre un malamente : Ghedini, Belpietro, la Santanché. Seguirà brillante farsa, come dalle suore: ed ecco il finale con Vauro e le sue mossette».

Mai votato Berlusconi? Neanche una volta?
«Mai. Per motivi religiosi non posso non essere di sinistra. Un po’ come Marco Rizzo: neo-vetero. Cinque anni fa ho anche fondato il Movimento SSSS: Si può essere di Sinistra Senza essere Stronzi. Ho avuto molte adesioni nella base. Tra i Vip però non ho sfondato».

Quella che secondo lei è satira, per Berlusconi è diventato stile di vita. Può continuare a guidare il governo?
«Lo san tutti che le ragazze in realtà venivano pagate solo per ascoltare le sue terribili barzellette. La difesa riuscirebbe facilmente a dimostrarlo e nessun giudice lo condannerebbe. Ma lui non vorrà. Secondo me ci gode che si conoscano le intercettazioni».

Sia serio.
«Lo sono. Come tutti gli uomini che si sono fatti da sé, Berlusconi si disfarrà da sé. Tentare di farlo fuori in modo forzoso è un esercizio di stile. Deciderà lui come uscire di scena, con un guizzo da comédien ».

Berlusconi si è mai lamentato di Striscia?
«Molte volte. Fin da quando Greggio fingeva una telefonata con Moana per poi scoprire che in realtà era Berlusconi nudo. A un Telegatto lui prese da parte i miei autori e disse: “Per cortesia, fatela finita. Le mie zie suore ci soffrono. E non ditelo a Ricci”. Ovviamente me lo riferirono un minuto dopo. La volta successiva Greggio descrisse Moana-Berlusconi coperto di cinture Gibaud. Non la prese bene. Come quando andammo a intervistare Cuccia».

Cosa le disse quella volta?
«Era il momento in cui Mediaset doveva essere quotata in Borsa. Berlusconi usò un’altra delle sue tattiche: “Non sei stato tu, vero? Tu non avresti mai mancato di rispetto a una persona anziana, giusto?”. Gli risposi: certo che sono stato io. So per certo che non ha gradito neppure rivedersi nella saga di Benny Hill».

Mandaste in onda anche il filmato della Tulliani con Gaucci. Fini se la prese con Berlusconi.
«Era già passato sui siti dei quotidiani. A segnalarmelo non fu il Cavaliere ma Edmondo Berselli, che non era un estimatore di Fini. Poi, certo, Striscia ha il suo peso».

Perché, secondo lei?
«Perché, anche se non siamo giornalisti ma cialtroni, noi andiamo in giro a cercarci grane, abbiamo 250 cause aperte, siamo noiosi e fastidiosi come le mosche. E ci attaccano. Dall’altra parte, la tv pubblica dà milioni di euro con i giochini. E nessuno ha nulla da obiettare».

21 settembre 2011 10:08

Il ” fenomeno Grillo” visto dalla Sinistra Comunista

Grillo, non ti sopporto più

 

 

giugno 1, 2011 simone.oggionni

“Su internet quando uno dice una stronzata chiunque lo può sputtanare”: è una delle tante sentenze di Beppe Grillo. Perché il personaggio è così, un comico abituato a recitare a copione su di un palco, come quando nei suoi spettacoli ultramilionari – è storia di pochi anni fa – Antonio Ricci scriveva per lui, e la folla, quella stessa imbonita ogni sera da Striscia la notizia, dalle sue veline e dalla sua satira al servizio del potere, applaudiva beata, convinta di avere trovato uno che irrideva e combatteva il potere.

Ecco, Beppe Grillo in questi giorni di stronzate ne ha dette molte. L’ultima è un attacco gratuito e volgare al nostro sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, definito “Pisapippa”, uno che – secondo Grillo – rappresenterebbe il “Sistema”, niente più che una marionetta.

Ma se il problema fossero solo le stronzate dette, ce la caveremmo con un semplice, benché penoso, elenco. Dalle battute infelici sull’Aids (“ci sono seri sospetti che sia una bufala”) e sulla cura Di Bella contro il cancro, alle recenti crociate contro i calabresi (“abituati al voto di scambio”) e gli “zingari” (“un pericolo per i nostri anziani”), fino al saluto a Vendola “busone” in nulla dissimile dalle spacconate machiste di Berlusconi.

Il problema vero però è un altro, e riguarda il modello che Grillo rappresenta, il significato del consenso che raccoglie, i valori che veicola, il modo con cui si inserisce (e aggrava) la crisi della politica e dei soggetti organizzati.

La mia opinione è semplice: Grillo è un fenomeno del berlusconismo decadente, intriso della stessa cultura demagogica e populista. Un giullare che dalla grande ribalta mediatica degli spettacoli commerciali si è riciclato nel tentativo di dare una sponda e uno sfogo agli istinti bassi, volgari e viscerali di un Paese a questo già ampiamente abituato. Il razzismo e l’omofobia che traspaiono sono la prova che la sua crociata contro il “Sistema” è una variante del sistema stesso, un diversivo assolutamente compatibile con la sua essenza.

Un fenomeno del berlusconismo decadente. Non è un caso che la sua stella sia esplosa in concomitanza con la fase del Basso Impero: perché Grillo è la controfigura di Berlusconi. Anzi: è la controfigura di Berlusconi e Bossi, di quel contro-potere che si presenta come eversivo e per questo “popolare”, in sintonia con i desideri profondi.

Grillo è il guru che parla direttamente al popolo, scavalca le gerarchie, le burocrazie di partito, vive con fastidio ed esplicita antipatia il rapporto con la politica e con la democrazia. E, quel che è peggio, non contrappone alle storture della politica e alle malattie della democrazia la cura della partecipazione, del protagonismo del popolo e al suo interno di quei soggetti sociali che subiscono il Basso Impero. Al contrario, chiede al popolo di seguirlo, di identificarsi in lui e attraverso il suo corpo e la sua voce di sfogare la propria frustrazione. Un “vaffanculo” salverà il mondo. E cosa pensa della crisi economica? Dei lavoratori che non arrivano a fine mese e dei padroni che lucrano sulle nostre fatiche? Dei giovani senza lavoro e degli affitti che strozzano le famiglie? E della guerra alla Libia?

Ma un giudizio così severo da solo non può bastare. Come in ogni cosa bisogna chiedersi il perché, quale sia la sua base materiale, la sua verità interna.

E allora il tema è quello della crisi della politica e del rapporto tra i partiti e la società, tra i partiti e i giovani e del modo con cui i corpi collettivi organizzati comunicano con l’esterno.

Le ragioni sono remote, appunto: la scelta del capitalismo occidentale di ristrutturare se stesso con la grande rivoluzione passiva della seconda metà degli anni Settanta (le politiche neo-liberiste e la cultura individualistica che ha accompagnato questo processo), il crollo del socialismo reale e il suicidio dei partiti comunisti d’Occidente (il caso italiano è il più fragoroso).

Dentro questa crisi della rappresentanza (e precisamente dell’idea che i soggetti sociali deboli potessero organizzarsi in forma collettiva e all’interno di queste forme collettive costruire una propria visione del mondo, propri valori, scegliendo – orgogliosi della propria diversità e per questo tra loro solidali – le proprie battaglie e le proprie parole d’ordine) è riemerso il populismo.

È tornato a galla uno dei caratteri profondi del nostro Paese, quello che ha reso possibile il fascismo e il sostegno ventennale ad esso, le varie “maggioranze silenziose” e i fenomeni mafiosi e criminosi in vastissimi settori del Paese.

Ma il punto è che da questa crisi della politica – anche se Grillo non è la soluzione – bisogna comunque uscire. E bisogna farlo (ed è questa l’unica intuizione veramente feconda di Grillo) cambiando radicalmente le forme della comunicazione politica e del coinvolgimento.

Internet da questo punto di vista è uno strumento semplicemente imprescindibile. Mentre Grillo macina centinaia di migliaia di contatti ogni giorno sul proprio blog, e avvicina – tramite la Rete – migliaia di giovani, spesso alla prima esperienza politica, la sinistra arranca. E noi peggio degli altri. Fatichiamo ad avere un sito internet decente e demonizziamo i social network, i blog, gli strumenti di confronto e discussione. Rimaniamo schiavi delle nostre liturgie e nel frattempo, fuori dalle nostre stanze, la gente si mobilita, si organizza, scende in piazza. E nella nostra fragilità, nella nostra arretratezza, incontra altri soggetti (politicamente reazionari, come Grillo appunto) che mostrano – altro tema centrale – una radicalità e un antagonismo che noi al massimo enunciamo.

Quindi: denunciamo Grillo e il grillismo per quello che è, combattiamolo. Ma conquistiamo la sua gente, quelle decine di migliaia di persone (tantissimi giovani) che lo hanno votato e che evidentemente chiedono alla politica radicalità, rinnovamento, discontinuità, innovazione. Tutti valori e pratiche che sono nostri, che devono essere nostri. Non perdiamo il treno.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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Una risposta a Grillo,Ricci e la Sinistra massonica del Potere!

  1. Beppe Cavalletta ha detto:

    9 anni fa c’era chi aveva paura di Grillo, il profeta della “sinistra massonica” (!).
    Nel 2016 fa impressione leggere ste cose, con tutto quello che sta accadendo.

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