Socialismo Nazionale:I fascisti rossi

Ecco quì l’autodescrizione del movimento fascista di sinistra più noto: Socialismo Nazionale.

CHI SIAMO

Il Centro Studi Socialismo Nazionale nel solco di una tradizione culturale e politica che viene da lontano si propone di coniugare socialismo e nazionalismo, con una posizione definita “nazional-rivoluzionaria” in netta contrapposizione all’economicismo privatistico prevaricante del turbo capitalismo come a quello statal-burocratico marxista ( “nemici delle patrie” e dei più elementari valori nazionali). Questa “terza via”  riprende elementi del pensiero del nazionalismo sociale di Enrico Corradini, del sindacalismo rivoluzionario di Georges Sorel e del socialismo patriottico (dal filone del socialismo utopico) di Carlo Pisacane.

In Italia i fermenti “social-nazionalistici” iniziarono a manifestarsi oltre che con la guerra di Libia del 1912, soprattutto alla vigilia della prima guerra mondiale da parte di esponenti socialisti che in rottura con il partito si proclamarono interventisti, sia in quanto non volevano rinunciare agli ideali patriottici della tradizione sia in quanto ritenevano che soltanto dalla guerra vittoriosa sarebbe potuta nascere la scintilla della Rivoluzione sociale, che avrebbe completamente annientato il sistema “borghese” ottocentesco dell’industrializzazione senza regole.

Tra costoro che si fecero notare in prima linea nella “battaglia” social-nazionale, figurarono oltre a Benito Mussolini, altri personaggi di spicco, tra cui sindacalisti come Filippo Corridoni, esponenti del Futurismo come Filippo Tommaso Marinetti, socialisti irredentisti come Cesare Battisti, che si raccolsero nella formazione dei Fasci d’azione Rivoluzionaria, nati per cercare di riunire tutta la sinistra nazionale interventista.

Dopo la guerra il socialismo nazionale si concretizzò e si propose molte riforme di stampo decisamente socialista e rivoluzionario riproposte con l’Impresa di Fiume e la Carta del Carnaro di Gabriele d’Annunzio fino a che trovò sbocco istituzionale attraverso la conquista del potere da parte del movimento dei Fasci di Combattimento nel 1922

Ci si indirizzò quindi verso la creazione di un vero e proprio Stato del Lavoro socialista nazionale, di cui la Carta del Lavoro del 1927 in campo socio-economico ed il corporativismo ne furono strumenti innovativi, differenziandosi nettamente sia dalla politica del liberal-capitalismo che dal marxismo leninista.

Questi principi rivoluzionari si rafforzarono ancor di più nel Manifesto di Verona della nuova Repubblica Sociale Italiana nata a seguito del tradimento monarchico in cui emerse una componente denominata Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista con a capo il socialista Edmondo Cione, e altri come Carlo Silvestri, sindacalisti rivoluzionari come Fulvio Zocchi. La proposta più innovativa e rivoluzionaria del programma fascista repubblicano stava sicuramente nella riforma della socializzazione delle imprese e dell’economia di cui fu promotore anche Nicola Bombacci già tra i fondatori del Partito Comunista a Livorno nel 1921 ma deluso dall’esperienza dei soviet russi.

Sconfitta militarmente la concettualità del socialismo nazionale è rimasta viva nel corso degli anni seguenti attraverso alcune personalità di spicco tra cui Beppe Niccolai con la sua corrente di “sinistra nazionale” all’interno del m.s.i. ed anche  con tentativi extraparlamentari che nel 1968 con Lotta di Popolo cercarono di ridare coscienza e riferimento ad una gioventù ribelle ed eretica poi fagocitata invece nel perverso schema degli opposti estremismi secondo una strategia delineata dallo schema “democratico” etero diretto dalla cupola usurocratica.

E’ per ridare nuovo slancio e vitalità alla più radicale e fattibile Alternativa al modello di sviluppo imperialista globalista finanziario – oggi egemone con i tentacoli del mundialismo apolide penetrati in ogni singola realtà nazionale – che alcuni Soldati Politici di differente generazione hanno voluto dare vita al Centro Studi Socialismo Nazionale con l’intento di riacculturare delle avanguardie capaci di proseguire la marcia.

Questo nucleo ha ripreso forma e sostanza nel corso del tempo dopo la fase tragica degli anni ’70 e ’80 attraverso una serie di delusioni patite in formazioni partitiche incapaci di evolversi ed ha avuto il suo avvio innanzitutto con un bollettino informatico denominato “Gerarchia” nel 2005 (ora diventato bollettino ufficiale del Centro Studi) e successivamente sdoppiato in due molto apprezzati sito-internet e blog.

Recentemente, con la formalizzazione e l’iscrizione a registro di uno Statuto ed una realtà organizzata denominata chiaramente Centro Studi Socialismo Nazionale che ha iniziato a promuovere e tesserare le adesioni in tutto il territorio nazionale nell’intento di essere stimolo e sollecito per una nuova fase di germinazione spontanea aggregativa di Uomini Liberi da ogni condizionamento per continuare la buona battaglia del Sangue contro l’oro.

http://socialismonazionale.files.wordpress.com/2011/09/247516_118982968187632_100002277886010_163762_3472759_n.jpg

Annunci

Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Fascismi, Politica, RSI, Socialismo. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...