NeoComunisti – Le ragioni di una sconfitta

UNITA’ COMUNISTA

La Sinistra l’arcobaleno

La Sinistra l'arcobaleno

Le ragioni di una sconfitta

Le ragioni per cui la Sinistra ha perso ed il perchè continuerà a perdere .

16 aprile 2008
Fù Sinistra
Esisteva la sinistra un tempo,quella parte politica che stava dalla parte dei più deboli,che ambiva al superamento di una società basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo,quella sinistra di lotta,di governo e d’opposizione rivoluzionaria e democratica,che nasce per migliorare la condizione umana in questa società !
In ITALIA dopo le elezioni politiche del 2008 quella parte di progresso e benessere non esiste più.E’ la prima volta nella storia dal dopoguerra che LA SINISTRA non riesce nemmeno ad entrare in parlamento.VERGOGNA ITALIA,vergogna a tutti quegl’italiani che hanno votato Berlusconi,vergogna a coloro che hanno riconfermato i partiti che hanno governato e mandato in malora l’Italia fino a adesso;mi riferisco a coloro che hanno sempre parlato male ed escluso i partitini che hanno impedito le azioni di governo,benissimo direi anch’io;ma chi ha sempre e comunque mantenuto le redini del comando governativo?? La risposta c’è,e risiede in Parlamento,è IL VELTRUSCONI,la Pdl e il PD,partiti sempre più uguali,sempre più eredi della corruzione di Tangentopoli,sempre più malapolitica e malaffare! Gli italiani hanno riconfermato per l’ennesima volta questa gente,DICIAMOGLI GRAZIE!!
Ho visto il giorno dopo il voto ,”utile”,gli eredi di tangentopoli (massoni e P2isti) del PdL come quelli del PD gioire della scomparsa della sinistra,ho visto quelli che erano compagni insieme nel PCI essere contenti di avere aumentato del 2% i voti del PD rispetto agli anni scorsi,anzichè preoccuparsi della scomparsa della sinistra e della vittoria di Berlusconi,del raddoppio di razisti-xenofobi della LEGA NORD in Parlamento,anzichè rendersi conto e capire che è la nascita del PD ad aver provocato la scomparsa e la fine della SINISTRA stessa !
A questo punto io mi chiedo è davvero così importante andare al governo così mutati e cambiati(neocentristi?),annientare quella parte di sinistra che un tempo era nello stesso partito ,e venire a patti con quelli che un tempo erano gli avversari politici? Era davvero così necessario eliminare i parenti che un tempo erano della stessa famiglia(Socialismo e PCI) e che alla fine richedevano le stesse cose.. siamo davvero arrivati a questo punto?? Non solo fare un partito con i nemici di sempre(DC),ma addirittura eliminare la sinistra??Addirittura pur di andare al governo bisogna essere costretti a prendere il fior fior di Confindustria(Calearo,Colaninno) e assumere dentro il partito gli eredi di Tangentopoli (Manca e La Ganga)e del clericalismo più spinto(Binetti)? A questo punto siamo arrivati??
Compagni è ora di una svolta radicale in questo paese,io non voglio accreditare la scomparsa della SINISTRA solamente al PD ,penso che bisogna fare del mea culpa all’interno della sinistra stessa,basti pensare che c’è gente che dopo una batosta catastraofica,epocale e di proporzioni bibliche come questa pensa ancora alla falce e martello e al simbolismo più estremo. Anzichè analizzare e capire le cause della loro sconfitta ,della nostra sconfitta! LORO! I MASSIMALISTI ,quelli che ancora parlano con luoghi comuni vecchi di almeno un secolo,chiusi ancora nel centralismo democratico,opposti ai movimenti e a tutto ciò che non è comunista,facendo a gara a chi è più comunista a colpi di falce e martello,sputando sentenze su Bertinotti e su tutti quelli che reputano borghesi,anti-proletari e socialfascisti,e NOI GENTE PER UNA SINISTRA DEMOCRATICA,LEGALITARIA,figlia della Costituzione,della Resistenza e della Questione Morale VERREMO GETTATI VIA NEL CALDERONE EXTRAPARLAMENTARE INSIEME A LORO?(i massimalisti),senza più avere una rappresentanza democratica,stando fuori dal Parlamento insieme a queste genti veterocomuniste che prediligono un icona grafica(falce e martello) alle causa comune(il Socialismo), e verremo paragonati al loro stesso livello di estremismo,colpevoli di aver chiesto un mondo migliore,colpevoli di credere negli ideali di giustizia e di puntare ai diritti dei lavoratori e di esser stati dalla parte dei più deboli. Non avremmo più nemmeno il lusso di stare all’opposizione. Pensate la demenza di questi “falcemartellisti”.. c’è un giornalista di un quotidiano comunista”il mercante di Venezia“(Francesco Fumarola) che aveva scritto un articolo contro Bertinotti il giorno dopo le elezioni,gioendo del fatto di essere fuori dal Parlamento e di riiniziare così una nuova fase rivoluzionaria e anti-borghese… allora io ho deciso di inviargli e dedicargli una lettera, a lui, e a tutti quei massimalisti-comunisti che.. scusate la rozzezza.. di politica non capiscono e non capiranno mai  un cazzo!

La lettera inviata via mail è la seguente:
BERTINOTTIANO SEMPRE!!!!!!!
Penso che Francesco Fumarola dovrebbe vergognarsi di quello che ha scritto! Ma non capite che è proprio questo l’atteggiamento che ci ha fatto scomparire dal parlamento,come può un individuo che si definisce di sinistra,anzi comunista,gioire sul fatto che una forza di sinistra non sia più in parlamento! Vergogna,come potete dubitare di Bertinotti,d’accordo non è mai stato comunista e allora!!??? Io da comunista preferisco lui a tanti comunisti come Diliberto ,per esempio,comunisti che sanno guardare solo ad un simbolo(falce e martello) e non hai fatti reali. Io sono stanco e stufo di questa sinistra che sa guardare solo ai simbolismi e parla con luoghi comuni vecchi di 100anni! Serve una sinistra nuova,movimentista,che sappia adattarsi all’epoca in cui siamo,detto questo non significa non essere più comunisti o di sinistra,Bertinotti ha cercato di modernizzare la sinistra,e voi non l’avete capito,voi che lo classificate un borghese che si è preso la poltrona,voi che lo snobbate e rimarcate la sua erre moscia,state facendo il gioco dei padroni!!!Grazie alla vostra condotta una sinistra in Italia a livello democratico non ci sarà più!! Grazie per il vostro operato!!Grazie per la vostra chiusura mentale!!Ma non capite che siete come gli estremisti religiosi,vi basate su dogmi ideologici anzichè dogmi di fede,siete allo stesso livello,sono più importanti le vostre ideologie che i problemi pratici,i PROBLEMI DEI LAVORATORI,io mi chiedo,ma non è meglio stare in parlamento e cercare di fare almeno una riforma per i lavoratori,anzichè stare fuori e fare i comunisti duri e puri,non è meglio puntare al bene della gente e diffondere la cultura di sinistra tramite i movimenti anzichè chiudersi a riccio e cacciare via tutto ciò che non è comunistra!!!?? Come potete parlar male di un gran signore,un uomo che ha passato la sua vita a Sinistra e nel sindacato,Fausto Bertinotti è stato un compagno vero!! E Voi cosa fate ,lo snobbate,anzi gioite della sua sconfitta,DELLA NOSTRA SCONFITTA,solo perchè VENIVA DAL PSIUP,ED ERA UN LOMBARDIANO?? SOLO PERCHé HA APERTO IL PARTITO AI MOVIMENTI è NON ERA RIMASTO COMUNISTA FINO IN FONDO?? SOLO PERCHé HA SUPERATO I DOGMI IDEOLOCICI E HA PROPOSTO UNA SINISTRA DEL XXI SECOLO ANTI-TOTALITARIA,VOI LO TACCIATE DI REVISIONISMO FILO-BORGHESE,bè se è così forse ce lo meritiamo di sparire,forse è meglio che la sinistra continui a stare all’opposizione ,anzi che dico all’opposizione fuori dal parlamento!!Forse è meglio che continuate a parlare di Marx in qualche BAR,oppure a leggere il Capitale tra una partita di briscola e l’altra,anzichè cambiare qualcosa dall’interno,avere una forza rappresentata in parlamento(quello borghese),NO VOI PREFERITE FARE I COMUNISTI DURI E PURI ,bè continuate,intanto il mondo va in rovina,intanto la gente sta sempre più male,gli operai ,i lavoratori e le famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese,continuiamo così,continuiamo a ragionare per IDEOLOGIA ANZIchè per obbiettivi,MA IO DICO NON SIAMO TUTTI DI SINISTRA?? NON VOGLIAMO TUTTI SUPERARE I LIMITI DEL CAPITALISMO,L’ALIENAZIONE DEL LAVORO,LO SFRUTTAMENTO DELL’UOMO SULL’UOMO??? E ALLORA PERCHè NON STARE UNITI SUGLI STESSI OBBIETTIVI PER UNA VOLTA??PERCHè USARE sempre questi mezzucci per attaccarci l’uno con l’altro,come possiamo puntare al concetto di comunità se QUESTE SONO LE PREMESSE????

QUESTE SONO RIGHE DI UN COMUNISTA DELUSO;UN RAGAZZO DI SINISTRA CHE SEGUE LA POLITICA DA QUANDO AVEVA 11 ANNI,dico solo che se continuamo con questo atteggiamento l’Italia, il mondo,la condizione di umanità che tanto ci sta a cuore a noi compagni svanirà nel nulla come già sta accadendo daltronde,speranzoso del fatto che voi vene rendiate conto,vi porgo distinti saluti da un compagno ,ripeto, molto deluso!
(16 aprile 2008)
COMPAGNO LUCA

Cola De Rienzi

NeoComunisti

NeoComunisti

Oliviero Diliberto

INTERVISTA. il segretario del P.d.C.I.: «Non basta la buona gestione del capitalismo»
Il sogno di Diliberto«Io voglio rifare il P.C.I.»UNITÀ COMUNISTA Linea dura: la svolta a sinistra di Franceschini ? «Facile dopo Walter, Sull’assegno ai disoccupati sono stati coglioni». Veltroni e Bertinotti: «schizofrenici». D’Alema: «Connivente». Vendola: «Fa il Rutelli». Ferrero: «Mi ha fatto arrabbiare, non mi faccio demoproletarizzare»
di Stefano CappelliniDa “Il Riformista”dell’8 marzo 2009Oliviero Diliberto è esausto. Partito da Roma, è appena arrivato in Calabria per una riunione politica. “Ho impiegato sette ore. Questi sono i trasporti in Italia”, si lamenta al telefono il segretario del Partito dei comunisti italiani. Impossibile non fargli notare che fino a un anno e mezzo fa il ministro dei Trasporti era Alessandro Bianchi, un tecnico indicato proprio dal Pdci, sebbene poi passato, strada facendo, al Partito democratico. “Ma proprio la sostituzione di Bianchi era un buon motivo per sapere che le cose andassero meglio”, replica Diliberto, e forse non solo per amor di battuta. Resta comunque un dubbio: è più sfiancante e frustrante attraversare l’Italia in treno o farlo con lo scopo dichiarato di far rinascere un grande partito comunista italiano? “Io voglio rifare il Pci, è vero. Basta vedere cosa è successo ai diritti dei lavoratori dopo la sua fine: soppressione della scala mobile, abbassamento delle pensioni con introduzione del sistema contributivo, precarizzazione del lavoro. Ora siamo addirittura alla proposta di inibire il diritto allo sciopero. Ma non sono pazzo. So che non è più un obiettivo realistico una forza del 30 per cento. Mi basterebbe ridare vita a un partito comunista di media dimensione, come Rifondazione a metà anni Novanta. Ci manca. Manca ai lavoratori di questo paese”.
A giudicare dalle ultime politiche non si direbbe.
Il disastro del 2008 è figlio della proterva scelta, che noi non condividevamo, di non usare la falce e martello nel simbolo. E per sostituirlo con cosa? Quell’orrido Arcobaleno. Mi faceva e mi fa un tale orrore, quel simbolo, che ormai ho timore di guardare il cielo dopo la pioggia per paura di vederne uno.
I partiti comunisti si sono estinti in tutto il mondo occidentale.
A ben guardare solo in Francia e in Italia. In Portogallo e Grecia godono di buona salute e il presidente di Cipro è un comunista.
Con tutto il rispetto non sono paesi molto all’avanguardia.
E lo saremmo noi? Prendiamo l’anomalia italiana. Prima era l’esistenza del più grande partito comunista d’occidente. Oggi siamo l’unico paese in cui manca persino un partito socialista.
E non sono collegate le due cose ?
Ciò che imputo di più a Occhetto è che, se proprio si doveva sciogliere il Pci, si doveva almeno dire cos’era il nuovo soggetto: un partito socialdemocratico. Io ero in disaccordo, ma avrei capito quella scelta. Avrebbe consentito di fare i conti proprio con Craxi e la questione socialista.
Invece si è scelta la confusione, la melassa da don Milani a Martin Luther King, la perversa coerenza di citare indifferentemente grandi liberali come Einaudi e Antonio Gramsci, ma avendo cura di presentarlo come un bizzarro eretico e non come quel comunista a tutto tondo che era.
Dovrebbe essere d’accordo con Bertinotti allora, che sta provando a far nascere un partito socialista riformista.
Alleandosi con chi? Con i socialisti filoatlantici e favorevoli alla legge Biagi? Auguri. Mi pare un approdo piuttosto nebuloso. Questa rincorsa a una Bolognina con vent’anni di ritardo è una tragedia che si ripete in farsa. Dopo la caduta del muro di Berlino c’era perlomeno una urgenza epocale. Ma adesso perché? Ci siamo arrabbiati per diciotto anni, dopo la svolta di Occhetto, per scoprire che qualcuno non ci credeva nemmeno.
Bertinotti non ci credeva?
Passare dal movimentismo più spinto alla presidenza della Camera è parso un salto mortale carpiato, una mutazione genetica.
Anche Pietro Ingrao fu presidente a Montecitorio da comunista.
Ma non poteva fare il ministro. Bertinotti avrebbe potuto chiedere il Lavoro. Non sarebbe stato meglio? E poi parlare di “indicibilità del comunismo”, lui, per dodici anni segretario del Prc. Questa è schizofrenia.
Ma se l’esigenza è un forte partito di sinistra, che ragione c’è di continuare a invocare il comunismo nel nome della ditta ?
Serve un orizzonte, un punto di vista radicalmente critico dell’esistente. Non basta una buona gestione del capitalismo.
E l’orizzonte cosa sarebbe? L’abolizione della proprietà privata?
Casomai, l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.
A quello sta già pensando la crisi globale.
Eh no, non si può parlare delle ricette anti-crisi senza ricordare che è il mercato capitalistico che ha prodotto questo disastro. Se non ci fosse stato quel sistema non ci sarebbero interi paesi su lastrico. Ma ha visto cosa sta succedendo nei paesi dell’est Europa?
Non che quarant’anni di socialismo reale li avessero lasciati molto meglio.
Sul lastrico ci sono finiti dopo la caduta del socialismo, con un sistema allucinante di privatizzazione. In Ungheria a causa della finanziarizzazione sfrenata sta crollando lo Stato. Dico, lo Stato. Oggi le ragioni del comunismo sono ancora più forti.
Anche in Italia.
Certo. A ben vedere cos’era il Pci? Era un moderno partito del lavoro che, non rinnegando una prospettiva di cambio radicale della società, però faceva politica nelle condizioni date.
In attesa della rivoluzione.
Mi accontenterei della piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, l’impegno a rimuovere gli ostacoli che impediscono una reale uguaglianza tra le persone. Mi va bene anche l’iniziativa privata in economia, purché sia subordinata a fini di utilità generale.
Adesso c’è parecchio traffico a sinistra. Con la proposta dell’assegno ai disoccupati ora vi fa concorrenza anche il Pd di Franceschini.
Rispetto a Veltroni, svoltare a sinistra è facilissimo. Quelli del Pd dovrebbero però anche avere coraggio e dire “siamo stati coglioni”. Perché quando lo abbiamo proposto noi, l’assegno, hanno detto no.
Salva qualcosa della stagione veltroniana ?
Veltroni ha sbagliato tutto. L’analisi del paese. Il sistema di alleanze. Criticava la litigiosità dell’Unione e si è alleato con il re degli attaccabrighe, Di Pietro, regalandogli una formidabile rendita di posizione. E poi è un altro schizofrenico. Un giorno voleva fare le riforme con Berlusconi, il giorno dopo chiamava Scalfaro in piazza a dire che Berlusconi è un dittatore.
Pure lei tifa D’Alema per una svolta a sinistra del Pd ?
L’impressione è che sia stato connivente rispetto a tutte le scelte di Veltroni. Sono amico di D’Alema, ne ho stima. Ma non ne ha azzeccate molte ultimamente.
A proposito di litigi, lei e Ferrero non avete ancora ufficializzato la lista unitaria per le europee e già siete ai ferri corti.
L’ultima intervista di Ferrero al Corriere mi ha fatto molto arrabbiare, perché dava un’idea satellitare dei nostri rispetto a Rifondazione. Un’idea che non si giustifica mai, perché il rispetto reciproco è fondamentale, ma tantomeno ora, che loro hanno il tre e noi il due.
L’alleanza è in forse ?
No, è grottesco che continuino ad esserci due partiti comunisti. Ma non mi faccio nemmeno demoproletarizzare.
E delle imprese di Vendola che pensa?
Vendola, avendo aperto ufficialmente all’Udc, sta sposando una linea incomprensibile per un uomo di sinistra. Lo lasci fare a Rutelli. Così non ci capisce più nessuno. La cosa peggiore da fare all’opposizione è prefigurare alleanze che fanno incazzare ancora di più il nostro popolo.

Aperto il congresso dei Comunisti italiani. Il segretario: “La nuova formazione
sarà un centro-sinistra che guarda al centro”(PD). “Nessun mutamento nell’alleanza di governo”

Diliberto, confederare tutta la sinistra
“Il Pd avrà una deriva moderata”

Ma Prodi gli risponde: “Il nuovo partito non è uno strappo a sinistra
e sarà orgogliosamente di centrosinistra. Non impone nè guide moderate nè inciuci Diliberto, confederare tutta la sinistra
“Il Pd avrà una deriva moderata”

RIMINI– Mano tesa a Bertinotti e ai socialisti. Dal palco del quarto congresso dei Comunisti italiani il segretario del partito Oliviero Diliberto rilancia l’idea di confederare tutte le forze di sinistra. Gli risponde, dallo stesso palco, Romano Prodi insistendo sulla “collocazione di centrosinistra” della nuova formazione e sulla volontà di “non discriminare nessuno”.

Il segretario dei Comunisti italiani lancia dunque la sfida della riunificazione a sinistra, ma non pensa solo ai partiti: “Riproponiamo ai soggetti della sinistra, non solo ai partiti ma anche alle associazioni, alle organizzazioni dei lavoratori, ai giornali della sinistra, alle singole personalità, a tutti insomma, riproponiamo di iniziare finalmente a parlarci e a ragionare non più sul se, ma sul come procedere sulla strada dell’unità”.

Quanto al Partito democratico, il giudizio di Diliberto è tutt’altro che positivo. “Si tratterà di un partito di centro-sinistra che guarda al centro, ribaltando il vecchio assunto della Democrazia cristiana. La deriva, anche al di là della volontà dei singoli e della enorme buona fede dei militanti – carne della nostra carne – sarà inevitabilmente moderata”.
Ad ogni modo non mette in dubbio i rapporti all’interno dell’alleanza di governo. “Saranno nostri alleati – ha detto Diliberto – certo. Gli rivolgiamo sinceri auguri. Ma è un approdo diverso da quello della sinistra, nonché diverso anche da quello dell’Ulivo originario, tanto caro ad Arturo Parisi.”

Nel pomeriggio l’atteso intervento del premier Romano Prodi: “Il nuovo partito non è uno strappo nella storia della sinistra e sarà un partito non rivolto al centro ma di centrosinistra”. Ancora più chiaro e netto il premier che davanti alla platea di Rimini dove sono riuniti i delegati del partito dei Comunisti italiani, usa un eloquio inedito rispetto al suo tradizionale: “Sia chiaro – ha detto – il Partito Democratico non impone né guide moderate né inciuci”

E conclude: “Non pensate a un processo che si esaurisce, a un ripiegamento obbligato, a due debolezze che si uniscono per trovare forza: il Partito democratico è forza moderna e riformista, è esigenza collettiva”.

(27 aprile 2007)

Marco Rizzo

MARCO RIZZO: L’ULTIMO COMUNISTA 28 Apr.2009 – In un’intervista sul Giornale

Marco Rizzo, unico parlamentare comunista in carica, sostiene che l’arcobaleno è un fantasma che si è ucciso da solo e sul ballottaggio di Roma: “Rutelli è un fru fru, Alemanno un fascista ma forse sa fare il suo lavoro”.
Bruciando i semafori, decrepita istituzione borghese, Marco Rizzo giunge puntualissimo all’appuntamento proveniente da Ciampino e prima ancora da Strasburgo, dove è europarlamentare in quota al Pdci.
Rizzo è l’ultimo comunista d’Italia che ha ancora una carica politica e annesso chauffeur. Grazie all’automedonte ha divorato il tragitto e ora scende pimpante davanti al Caffè in cui lo aspetto io.
“Sediamo dentro, sono freddoloso”, dice l’atletico quarantottenne, detto “compagno Kojak” per la pelata integrale. Cliente abituale, Marco è subito circondato da premure che prendono la forma di un aperitivo lievemente alcolico accompagnato da tre vassoi di sandwich e medaglioni con maionese. “Essere all’Ue ti ha evitato la trombatura elettorale. Ma il tuo partito è svanito”, dico. “La Sinistra Arcobaleno era un fantasma. Io ho sempre detto che il Pdci doveva andare solo”.
Si toglie la giacca e resta in camicia blu senza cravatta. Libero nei movimenti, attacca il primo panino. “Sei un cavaliere senza cavallo”. “La sconfitta è la prova del distacco tra il popolo di sinistra e i suoi rappresentanti. Basti dire che l’Arcobaleno aveva scelto la sede elettorale in Via Veneto. All’Hard Rock cafè, di fronte all’ambasciata Usa. Piuttosto che a Torpignattara o altro quartiere proletario di Roma”, dice e liquida il primo vassoietto (cinque sandwick, più due panini maionesati).
“Molti compagni hanno votato l’aborrita Lega”. “Si sono detti: siete stati al governo, non ci avete difeso, avete fatto una riforma delle pensioni peggiore di Berlusconi, non ci avete tolto le tasse. Proviamo con la Lega. Un ragionamento pragmatico, senza adesione ideologica”. “Altri compagni hanno votato Di Pietro”, aggiungo. “Di Pietro è stato l’Unico a sinistra a bocciare l’indulto. Anche noi, però, ci siamo astenuti”. “Voi in odio ai colletti bianchi che ne beneficiavano, non per tutelare la gente. Per voi la sicurezza è un valore borghese, obietto. “Sbagli. Il problema sicurezza è più sentito dai poveri. Se a Torino, la mia città, vivi a Borgo Vittoria, come mia madre, hai paura che ti entrino in casa. A lei è successo tre volte. Ne hai meno se abiti in Collina, quartiere dei ricchi. Lo stesso a Roma. Se abiti in Piazza Navona, hai meno paura che in periferia”. “Con l’Arcobaleno è sparito il comunismo”. “Il comunismo è agli antipodi dell’Arcobaleno il cui marchio è un fatuo eccletismo. Bertinotti, come una mannequin, si cambiava due volte al giorno, per variare colori ad ogni comizio. Giusto fare la battaglia per gli omo, ma se metti Luxuria come capolista, fai folklore”.
“Diliberto, il tuo segretario, vuole ripartire dalla falce e martello”. “Propone oggi quello che io ho detto sempre. Senza comunismo la sinistra non esiste”. “In vista di una possibile fusione con il Prc chi scegli tra i due contendenti, il sinistro ferrero o l’angelico Vendola?”. “Vendola è il poeta del nulla. Un clone del cangiantismo bertinottiano.. Ferrero è la variante di sinistra del bertinottismo. Se in lui prevarrà l’anticapitalismo si può discutere. Ma non lo vedo ricostruire un partito comunista”.
“Hai fiducia in Diliberto?” “Non mi fido più di nessuno. Neanche di me stesso. Dobbiamo tutti fare un passo indietro e costruire una nuova generazione di dirigenti. Gli attuali sono trasformisti nel migliore dei casi, feroci anticoministi nel peggiore. Pensa a Bertinotti che ha abiurato, buttando il bimbo con l’acqua sporca”. “Quando a Strasburgo parli di falce e martello ti prendono per matto o mattacchione?”. “Per matto, però stimato. Sanno che sostengo un’idea necessaria ma fuori mercato”. “Non ti senti ridicolo?”. “Tutto salvo questo. Perciò mi ha imbarazzato quando Diliberto parlò di portare a Roma la mummia di Lenin. Mi sentivo ridicolo. Al posto della boutade avrei preferito che bocciasse la riforma prodiana del welfare”. “A che serve oggi il tuo comunismo?”. “Serve a mantenere aperto un orizzonte di utopia e operare concretamente per realizzare il socialismo in Italila e nel mondo”. “In quale paese comunista vorresti trasformare l’Italia?”. “Cuba, per la passione che c’è laggiù. Ma solo per la passione. Se mi chiedi se si sta meglio a Cuba o in Italia, dico in Italia. Sono comunista, mica scemo”, dice e spazzola l’ultimo panino dei quindici originari e a bocca piena ggiunge “Il raffronto va fatto tra situazioni simili. Cuba è meglio degli altri Paesi centroamericani. In ogni modo, il capitalismo scoppierà. Il consumismo non può essere eterno. Io mi tengo pronto”. “Stai in attesa, come nel deserto dei tartari”, dico. “Ma intanto preparo il terreno, scavo buche, innaffio i campi” e per ritemprarsi dalla fatica ordina un altro vassoio di torrini alla maionese. “Dopo la sconfitta, qualche compagno svolta a destra. Paolo Cento si ispira a Bossi e Tremonti. Mario Capanna scrive per Feltri. “Spero che gli diano un calcio in c… Chi tradisce una volta tradisce ancora. Io ho fatto due liste. Una di chi ha già voltato gabbana, come il ministro Bianchi passato da noi al Pd. Un’altra, con quelli che tradiranno tra un anno. Già li vedo”.
E’ Veltroni il vostro killer? “I partiti dell’Arcobaleno hanno fatto sa sè. Si sono suicidati perdendo il contatto con la gente, anche nei modi. Se sei comunista, non puoi viaggiare in Mercedes con veline a bordo. Magari lo vuoi, ma non puoi”. Che male c’è?”.
“Mio padre, operaio di Mirafiori, andava a letto sicuro che, mentre lui dormiva, Secchia e Togliatti pensavano a lui. Oggi, con Fassino, Rutelli o Bertinotti, non se lo sogna più nessuno”. “Ora che torna il Cav. starai il più possibile fuori dall’Italia?” “Qui vivo, qui sto. L’Italia è il mio Paese e io voglio cambiarlo. Non faccio come i fighetti radical chic che strillano: “Uè, c’è Berlusconi, scappo via” e vanno tutti a Saint Tropez”.
Tra la sinistra dei salotti e i destri ruspanti alla Storace chi scegli? “Sono l’opposto di entrambi. Ma Storace conserva almeno delle idee, che io combatto. Gli altri sono l’icona del nulla. Galleggiano sui morbidi cuscini della loro esistenza sbrilluccicante”. La sinistra si è mobilitata per il 25 aprile in chiave amti Cav. Tu non c’eri. “Festeggiavo altro. Ero a Lisbona con i comunisti portoghesi per l’anniversario della Rivoluzione dei garofani”.
Che pensi del Cav? “Incarna, come Alberto Sordi, gli aspetti tipici dell’Italia che vorrei cambiare: superficialità e furbizia. detto questo, è più carismatico e simpatico dei tromboni di sinistra che non credono in quel che dicono”.
Quando tu sfilavi col movimento studentesco e Piero Fassino col corteo opposto della Fgci, gridavate “Fassino”. Lui si voltava e voi: “Lungo e cretino”. Confermi il giudizio? ” Magari fosse stato quello. Fassino ha contribuito allo svuotamento del movimento operaio. Ha detto, come Veltroni, di non essere mai stato comunista. Però era segretario della Federazione Pci di Torino, la più grande d’Italia. Mentiva allora? Mente adesso? Propendo per una terza ipotesi: mente sempre”.
Da ragazzo hai fatto il boxeur. Ti è servito in politica? “La nobile arte è molto meno cruenta. Hai difronte l’avversario, le dai, le prendi, alla fine ti abbracci. In politica, nemmeno hai messo i guantoni che hai già preso una coltellata e non da chi hai davanti ma da quello di fianco”. Hai anche il ghiribizzo del tiro con l’arco. “Amo l’arco da caccia, senza andare a caccia. Tenderlo non è questione di forza, ma di precisione chirurgica. Ci vuole disciplina. E’ una sfida”. Tifi Torino, non Juventus. Ti vuoi male? “Comunista e del Toro. Sto sempre coi perdenti”.
Sei tra i firmatari… “Delle cose peggiori e più politicamente scorrette”. Appunto, del manifesto contro Israele ospite d’onore della Fiera del Libro di Torino. Antisionista? “L’olocausto è il male assoluto. Ma in vita mia ho sempre difeso i deboli. Quindi non posso stare che con i palestinesi”. Sei contro le centrali nucleari? “Non per principio. Quando saranno pulite e sicure non sarò contrario. Non sono mica Pecoraro”. Ricordo una tua profonda riflessione: “Se tutti i cinesi e gli indiani si pulissero il sedere con la carta igienica, la foresta amazzonica sparirebbe”. Che altro dovrebbero fare? “Cambiare modello di sviluppo. Basta con una tv in ogni stanza e un cellulare in ogni tasca”. “Tutti e due ne abbiamo uno in tasca”. “Ma sai quanto staremmo meglio se fossimo su un prato con due ragazze?”. Romanticone. Sei per l’ingresso illimitato dei sans papier, fonte di criminalità? “Tutto cambierà il giorno in cui verranno sindacalizzati e difenderanno i loro diritti come lavoratori e non come immigrati. Coi diritti, scopriranno i doveri”. “Rutelli o Alemanno? “Uno peggio dell’altro. Alemanno è un fascista che però, forse, sa fare il suo lavoro. Rutelli è un fru fru che non crede una parola di quel che dice”. “Nel 2009 scade il tuo seggio Ue. Riprenderai la boxe o vai in Nord Corea, Cuba, ecc…? “Rimetto i guantoni per difendere i lavoratori”. (Giancarlo Perna)

 

Volevo dedicare al comunismo e alla Sinistra (visto che oramai non esiste più)la frase del movimento della Rifondazione Comunista del 1991 ,atto della sua fondazione .

“Non il comunismo è crollato sotto le macerie dei regimi dell’Est, ma sono crollati i sistemi che rappresentavano la negazione dei nostri ideali. Il comunismo nella nostra concezione è l’orizzonte più elevato della libertà e della speranza dell’umanità, in un mondo segnato dallo sfruttamento, dall’alienazione, dall’imperialismo, dall’autoritarismo,e dalla guerra.”
(l’Assemblea Nazionale del movimento della Rifondazione Comunista il 10 Febbraio 1991 ,Roma,teatro Brancaccio)

Infine,vista la tragicità dell’evento e il revisionismo neofascista Berlusconiano che verrà attuato nei libri di Storia,vorrei dedicare un’ultima epigrafe in onore della Resistenza scritta da Pietro Calamandrei al nazista Kesselring.
Lapide ad ignominia
Lo avrai camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valliche ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
RESISTENZA

In proposito di questa splendida epigrafe vorrei aggiungere un commento fatto da un amico sicero e leale,un compagno vero ,di quelli con la C maiuscola .

Alessandro Ciquera ha scritto:
Così muore la democrazia: sotto scroscianti appalusi..

Caro compagno, questa frase al meglio riassume la triste situazione in cui il nostro paese è precipitato..forse potevamo prevederlo..forse no..sta di fatto che ci ritroviamo nuovamente sotto uno stivale opprimente..quello di un nuovo e tremendamente più pericoloso governo Berlusconi..Per quanto non serva a niente tirarsi gli stracci addosso proprio ora ritengo che l’ ultima cosa da fare sia proprio perdersi d’animo,pensare che tutto è perduto,che nulla più si può fare per risollevarsi e riscattarsi.Ritengo che la sola mossa possibile sia quella di ricominciare nuovamente..tornado alla vita quotidiana..fatta di impegni,di fatiche ,di dolori e di delusioni..ed all’ interno di quella che ci sembra solo la nostra routine potremo lavorare per un vero miracolo..perchè i miracoli esistono..ma non si trovano soltanto nel Vangelo..i miracoli siamo noi..l’uomo stesso è un miracolo..perchè quando sente su di sè la forza ingiusta che lo opprime allora abbandona le catene che lo legavano e si alza in piedi nuovamente vittorioso. Non dobbiamo avere paura di niente..perchè noi siamo nel giusto..e questo tutti i soldi di Berlusconi non riusciranno mai a rubarcelo..Ci sono cose che non si possono vedere che con il cuore..perchè l’ essenziale è invisibile agli occhi..Il timore fondato nei confronti di Berlusconi altro non è che il timore dell’ ignoto..perchè è il nulla che temiamo quando guardiamo nel buio..solo il nulla niente di più..ciò che non si conosce si teme e noi non dobbiamo dargli anche questa soddisfazione..noi non dobbiamo temerlo..altrimenti vincerà lui..stavolta veramente..si deve ripartire dal sorriso alla vita,dal vogliamoci bene,da una sete di giustizia terrena e sociale..questo bisogna farlo non solo nei nostri confronti..ma soprattutto nei confronti dei lavoratori,dei deboli,dei giovani e di tutti coloro che hanno sperato in un cambiamento..NOI dobbiamo diventare il cambiamento che desideriamo nel mondo..senza mai stupirci di sognare ancora..perchè ciò che ci teniamo lo perdiamo..ma ciò che doniamo gratuitamente è nostro per sempre..Ci sono momenti attimi che rimangono scolpiti nella nostra vita per sempre,essi ci portano emozioni o indifferenze..ma una volta che hanno inciso nella nostra vita non appartengono più solamente a noi..ma a tutti quanti..Io spero che tutti coloro che sono entrati in parlamento non dimentichino da dove vengono..la loro gente.. i loro amici..i loro affetti..perchè è ancora tempo di sorridere..di piangere..di amare..di progettare..di immaginare…un presente diverso..per tutti.
A presto compagno,
Alessandro Ciquera

17 Aprile 2008

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Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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