Socialismo liberale e Mazzinianesimo

Socialismo liberale

socialismo liberale o liberalsocialismo è un movimento politico-culturale nato con l’obiettivo di conciliare il pensiero socialista con la cultura liberale.

L’esperienza liberalsocialista nacque soprattutto ad opera di intellettuali di area socialista aperti al liberalismo, ma all’interno di tale filone politico-culturale hanno trovato spazio anche intellettuali di area liberale aperti alla socialdemocrazia, precursori del moderno liberalismo sociale.

Precursore in Italia del socialismo liberale è considerato Gaetano Salvemini, che ebbe tra i propri allievi Carlo Rosselli, Ernesto Rossi e Camillo Berneri. Il principale contributo al pensiero socialista liberale fu dato da Carlo Rosselli (con il fratello Nello discendente di una famiglia di garibaldini) e da amici di mazziniani come Ernesto Nathan e Ernesto Rossi.

Tra le figure che più repentinamente ma anche fugacemente hanno segnato il dibattito liberalsocialista vi è sicuramente Piero Gobetti, che con la sua nozione di Rivoluzione liberale, titolo della rivista che fondò nel 1922, oltre che di un suo mordente scritto politico, ha molto contribuito a quella idea di democrazia dal bassodi cui egli vedeva un esempio nel movimento torinese dei consigli di fabbrica (ben presto comunisti) dell’Ordine Nuovo per la formazione di una aristocrazia operaia“.

In Italia il socialismo liberale si espresse nel movimento clandestino Giustizia e Libertà, che darà vita durante la Resistenza agli omonimi reparti, e nel movimento liberalsocialista, nato nel 1936 tra gli emigrati antifascisti italiani per iniziativa di Guido Calogero e Aldo Capitini. Fu uno dei filoni politico-culturali confluiti nel Partito d’Azione. In seguito alla scomparsa del Partito d’Azione però, l’area liberalsocialista si divise confluendo in parte nel Partito Socialista Italiano e nel Partito Repubblicano Italiano.

Attualmente si dicono liberalsocialisti alcuni partiti di sinistra (Nuovo Partito d’Azione, Movimento RadicalSocialista e Libertà ed Eguaglianza), di centro-sinistra (alcune correnti del Partito Socialista Italiano) e di centro-destra (Nuovo Partito Socialista Italiano), ed associazioni (la Federazione dei Giovani Socialisti).

Definizione

Il programma liberalsocialista di Rosselli proponeva il superamento del concetto della lotta di classe e del determinismo economico marxista, per una nuova forma di socialismo, rispettosa delle libertà civili e democratiche e in grado di realizzare una profonda modernizzazione delle strutture sociali e economiche del Paese.

Secondo Carlo Rosselli:

« Il socialismo non è che lo sviluppo logico, sino alle sue estreme conseguenze, del principio di libertà. Il socialismo è liberalismo in azione, è libertà che si fa per la povera gente. »

Riflessioni in epoca più recente sono state condotte da Norberto Bobbio e Ralf Dahrendorf. A proposito dei termini socialismo liberale e liberalsocialismo (inteso come liberalismo sociale), Norberto Bobbio ha scritto:

« Il liberalsocialismo […] nasceva dal grembo della tradizione liberale come eresia del liberalismo di origine intellettuale, mentre il socialismo liberale nelle sue varie apparizioni storiche, da quella anarchica a quella rosselliana, era nata all’interno dei movimenti di sinistra il cui soggetto storico era la classe operaia. Volendo usare ancora una volta la dicotomia destra-sinistra, che, nonostante l’ostracismo cui è a parole condannata, è ancora di dominio comune, il socialismo liberale potrebbe essere definito un socialismo di destra e il liberalsocialismo, invece, un liberalismo di sinistra »
(Attualità del socialismo liberale, prefazione a Carlo Rosselli, Socialismo liberale, Einaudi, 1997, pp. VIII-IX)

In via generale, liberalsocialismo è la contrazione di socialismo liberale, quindi non va confuso con il liberalismo sociale o socioliberalismo, che invece è una variante del liberalismo.

Mazzinianesimo

Il mazzinianesimo è una corrente di pensiero che appoggia le idee politiche di Giuseppe Mazzini, patriota, politico e filosofo italiano, ovvero la convinzione che la liberazione dell’Italia potesse avvenire solo attraverso la costituzione di uno Stato repubblicano unitario e che artefice del riscatto nazionale potesse essere solo il popolo animato da una profonda fede religiosa (una sorta di religione laica della Patria). Per Mazzini la vera Repubblica è il luogo dove la libertà e la giustizia si sarebbero realizzati per tutto il popolo.

Si ritiene che il grande merito storico di questo movimento, tutto sorretto ed animato dalla grande personalità del suo fondatore, sta nel fatto di avere contribuito in modo determinante alla diffusione dell’idea di nazione negli strati liberali e progressisti, nel ceto che aspirava alla libertà.

L’idea di libertà si congiunge nel pensiero di Mazzini indissolubilmente all’idea di “patria”. Come afferma lo storico Rosario Romeo: “… il mazzinianesimo riuscì a realizzare, su scala nazionale, il primo movimento autenticamente democratico”.

Il Mazzinianesimo, però, non va considerato un semplice movimento irredentista, o nazionalista. Mazzini fa propria l’idea di nazione, ma auspica la convivenza pacifica fra i vari popoli. Egli infatti nel famoso trittico della rivoluzione francese, affianca, alla Libertà e all’Uguaglianza, a volte l’Associazione altre l’Umanità.

Il termine Fratellanza era di chiara origine cristiana, ed il Mazzini, pur apprezzandone il valore “comunitario”, preferì sostituirlo con termini che oggi definiremmo più laici.

Non solo, parlare di Umanità ed Associazione, permetteva al Mazzini di contrastare la lotta di classe tipica del marxismo. Infatti, il movimento comunista, anche se agli inizi si inserì tra le dottrine “democratiche”, fu subito visto dal Mazzini come “escludente”, come il tentativo di una parte (il proletariato) di prevalere su un’altra (la borghesia).

Circa i rapporti con la religione, Mazzini non si definì mai ateo, anzi professò sempre il proprio credo nella “religione civile”. Egli contestava ai comunisti il tentativo di cancellare dal cuore e dalla mente degli uomini non solo l’elemento trascendente, divino, ma anche il semplice “senso del dovere”. Secondo il genovese, infatti, il Popolo non può progredire, non solo se non vive in piena libertà, ma anche se non fa proprio il “senso del dovere”. Pur non considerando ideale il modello statunitense, anzi, accusandolo di accentuare l’individualismo e l’egoismo sociale, Mazzini apprezzava dello stesso la separazione Stato-Chiesa, accompagnata, però, da un forte senso civico-religioso e dal pieno rispetto delle libertà di opinione, comprese quelle religiose.

I mazziniani o “repubblicani” si possono, quindi, a pieno titolo definire “interclassisti” in campo sociale e “liberali” in materia di diritti umani. Se si volesse inserirli in più generali correnti di pensiero li si potrebbe definiresocio-liberalio “democratici-sociali”, addirittura “socialdemocratici”, se nel corso del XX secolo molti partiti Social-Democratici, non fossero stati di ispirazione marxista.

Mazzinianesimo moderno

Il mazzinianesimo dei patrioti del Risorgimento italiano si salda al mazzinianesimo “moderno” che valorizza i motivi dell’opposizione al fascismo, della Resistenza, un convinto europeismo, la battaglia per i diritti umani in tutto il mondo, l’universalismo democratico, il rispetto per ogni credo religioso e la libertà di culto, ma rigorosamente separata dallo Stato e dall’esercizio dei suoi poteri.

Allo stesso tempo i valori del mazzinianesimo furono ripresi dal fascismo repubblicano, ed identificati nella presa di posizione antimonarchica e socialista del nuovo indirizzo politico fascista, espresso nel programma della Repubblica Sociale Italiana. Non a caso sulle banconote della RSI, comparivano come lo stesso Mazzini, Mameli, e altre figure del risorgimentalismo repubblicano.

Nella storia contemporanea italiana vi sono o vi sono stati numerosi partiti politici che hanno dichiarato di richiamarsi all’eredità mazziniana, tra i quali anche il Partito Repubblicano Italiano; accanto al PRI (schierato con il centro-destra) è comparso più recentemente il Movimento Repubblicani Europei (schierato invece con il centro-sinistra). Al di là di questo è possibile considerare l’ideologia mazziniana come una di quelle che ispirararono la Costituzione repubblicana del 1948.

Fonti prese da Wikipedia

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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