I Romani e il Divino

I Romani venerano Dei che non vedono, ma di cui percepiscono la potenza misteriosa in luoghi della natura abitati e permeati dalla Loro presenza. Sono i boschi sacri, le grotte, le acque.
L’uomo arcaico, preso da un timore reverenziale, sente la presenza Divina dinanzi agl’alberi d’un antico bosco sacro (lucus), così alti e fitti da nascondere la vista del Cielo. E’ dunque nell’oscurità e nel mistero che si percepisce la presenza Divina, fidem tibi Numinis faciet; oppure le grotte così profonde da ispirare il Timor sacro, Religio.
Le sorgenti dei grandi fiumi, la dove scaturisce il flusso sotteraneo, sono luoghi prescelti per erigere santuari; e sacri sono anche i laghi cupi e insondabili, le bolle d’acqua calda che guariscono le malattie.
Foreste, ammassi rocciosi, sono luoghi propri della Religio che incutono lo spavento negli uomini: in quel bosco habitat Deus (quale non si sa).
Questo presentimento della Divinità Ovidio lo traduce, parola per parola, quando evoca il bosco sacro dell’Aventino (dove apparirà Iuppiter Elicius), i lecci che vi diffondono un’ombra profonda, la sorgente inestinguibile che vi scorre: Numen inest, una potenza Divina vi dimora. La Divinità è Fons, la sorgente.
Sul monte Algido si trovava un’enorme quercia sacra, garante del diritto e del giuramento che stendeva la sua ombra su tutto il terreno circostante.
Sentimento arcaico del sacro destinato a durare quanto la Romanità: gli Dei sono presenti nella loro onnipotenza e ispirano il timore reverenziale; lo spavento è intrinseco alla religione. Gli Dei non hanno sembianze umane. I viventi ne percepiscono soltanto la presenza e il mistero.
Riflettendo su di Loro, i filosofi parleranno di Divinità ineffabile. L’uomo arcaico si limita a pensare: è il Numen.
Ricca di un mondo divino brullicante, in cui gli Dei, signori della terra, delle acque e del cielo, invisibili e presenti, temuti e benefici, si mescolano ovunque agli uomini, la vita culturale dei Romani più antichi, che va dalle primitive danze di guerra alla religione del giuramento, è immersa in un mondo di percezione dove gli Dei incarnano forze e misteri essenziali per la Vita.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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