Analisi di un lombardiano: Sui socialisti e la sinistra

Condivido pienamente la breve nota di Felice Besostri il quale dice in sostanza: il socialismo europeo sta nettamente virando a sinistra, mentre Nencini immagina per i socialisti (quei pochi che sono rimasti con lui) il ruolo di cuscinetto tra PD ed UDC. Del resto la stravagante iniziativa di far commemorare Pietro Nenni a Casini e Bersani è un chiaro segnale in tale direzione. E’ veramente strampalato e paradossale commemorare un grande leader della sinistra italiana quale è stato Pietro Nenni e non invitare i rappresentanti della sinistra italiana, quali Vendola, Bertinotti, Mussi ed aprire un confronto politicamente e culturalmente denso. Del resto credo che se Nenni fosse vivo considererebbe Casini un clerico-fascista e Nencini un liberale di destra e certamente sarebbe molto vicino alle posizioni di Bertinotti (se non più a sinistra).
Tanto per rinverdire i fatti storici: il primo centro-sinistra fu caratterizzato dall’incontro tra il PSI (di Nenni, Lombardi, Brodolini, Fernando Santi) e la sinistra DC che era allora, nel 1963, rappresentata da Fanfani. Il governo Fanfani fece la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la scuola media unica, pose le basi per una politica di programmazione economica. Tale politica fu ferocemente ostacolata dalla destra interna ed esterna alla DC, dalla Confindustria, dall’ala pre-conciliare della Chiesa cattolica (fu appoggiata invece da Papa Giovanni).
Dopo venne Moro e la politica riformatrice fu depotenziata (di qui il dissenso di Riccardo Lombardi) e non fu approvata la riforma urbanistica (voluta da Lombardi); fra l’altro, contro il centrosinistra vi fu un tentativo serio di colpo di Stato diretto dal Generale De Lorenzo (comandante dell’Arma dei Carabinieri) con il sostegno attivo della destra democristiana rappresentata dal Presidente della Repubblica Antonio Segni (padre di Mario) e con l’appoggio della CIA. Ma anche se fu un processo dimezzato il primo centrosinistra fu la fase riformatrice più seria che abbiamo avuto in Italia (Statuto dei Lavoratori, Pensioni retributive, eliminazione Gabbie Salariali).
Ora invitare a commemorare Nenni ad uno che è l’erede di quella destra democristiana e clericale che vedeva Nenni come il fumo negli occhi è sconcertante. Così come è sconcertante che il presunto PSI di Nencini non abbia commemorato Riccardo Lombardi nel 25 ° dalla scomparsa.
Vi pongo, cari compagni, una domanda: che cosa ha più a che fare con il socialismo e con la sinistra questo ectoplasma di partito gestito da Nencini?
Besostri dice: il socialismo italiano non può che collocarsi nettamente a sinistra ed a sinistra del PD.
Oggi a sinistra del PD c’è il cantiere aperto di SeL che certo ha i suoi limiti e le sue contraddizioni, ma è l’unico progetto in piedi in grado di immaginare un percorso di ricostruzione della sinistra. Io ho aderito ad SeL, molti compagni del PS lo hanno fatto. Leggo con piacere che in diverse realtà territoriali molti compagni socialisti sono stati delegati a Roma e sono entrati nei coordinamenti provvisori regionali e provinciali di SeL. Il compagno Iacopini ci comunica che a Macerata ben quattro socialisti sono nel coordinamento provinciale.
SeL deve sciogliere una serie di nodi. Non tutti potranno essere sciolti il 19 ed il 20, dove vi sarà solo l’avvio del processo costituente del nuovo partito. E’ positivo che esso si configura come un processo aperto con organismi di coordinamento provvisori ed integrabili, fino allo svolgimento del vero e proprio congresso costituente che non potrà avvenire prima di Giugno 2010.
Ritengo pertanto essenziale l’apporto dei socialisti, che altrimenti si ritroverebbero a fare la minoranza in un partitino di cui non condividono nulla. Naturalmente (se non vi saranno provvedimenti disciplinari da parte di Nencini – vedi caso Livorno- in questo caso consiglio un bel pernacchio) i compagni che lo desiderano potranno mantenere la doppia tessera in attesa di un congresso del PSI che probabilmente non vi sarà mai.
Dicevo comunque dei nodi da sciogliere in SeL, che non sono di poco conto e che hanno bisogno dell’apporto socialista.
Si è sempre detto che SeL vuole essere un soggetto che vuole coprire lo spazio intermedio tra un PD moderato (anche dopo Bersani) ed attratto dal centro e la sinistra minoritaria e di pura testimonianza di Ferrero.
Certo, questo non basta però a definire il profilo identitario di un partito, la sua collocazione europea (un tema delicato che va affrontato con chiarezza ma con gradualità), la sua missione storica.
Insomma il nodo più serio ,che si ha difficoltà a sciogliere, è quello che non può esistere una sinistra senza aggettivi. Del resto quando si dice Sinistra e Libertà si dà una aggettivazione al termine.
Sinistra da sola non significa niente. E’ una collocazione parlamentare, è un luogo geometrico, non un progetto politico.
E’ il termine socialismo che dalla seconda metà dell’800 da senso e significato reale (in Europa perlomeno) alla parola sinistra, in quanto esprime un progetto di emancipazione e giustizia sociale senza del quale il termine sinistra perde ogni significato reale. Un progetto quanto mai attuale, vista la profonda crisi del capitalismo liberista e le gravi diseguaglianze ed alienazioni da esso provocate.
Insomma noi socialisti dobbiamo operare affinchè la demonizzazione della parola socialismo sia totalmente rimossa dalla sinistra. Del resto, se facciamo una analisi profonda, è questa demonizzazione la causa primaria della decadenza culturale della sinistra italiana e della sua subalternità.
E’ una battaglia che dobbiamo combattere con intelligenza e rispetto. Soprattutto dobbiamo spiegare che essa non è diretta contro qualcuno per una malintesa rivendicazione di primogenitura. Se si fosse un po’ più razionali credo che un compagno che proviene dall’esperienza comunista si potrebbe benissimo riconoscere nella parola socialismo perché questa parola appartiene anche a lui: fa parte della sua storia e della sua identità.
Ha ragione Besostri quando dice che l’Italia è l’unico paese al mondo in cui si è voluto continuare a dare un senso alla divisione tra socialisti e comunisti, quando questa è caduta definitivamente nell’89. E questo senso lo hanno mantenuto artificialmente in vita coloro che dietro le etichette non hanno nessun vero progetto politico dai Ferrero-Diliberto ai Nencini!
In un progetto di socialismo del XXI secolo si può oggi riconoscere tutta la sinistra italiana (tranne le componenti più velleitarie ed astratte).
Corollario di tale ragionamento è il tema della collocazione europea. E’ evidente che una forza di sinistra non può non porsi il tema del rapporto con quella che è di gran lunga la forza principale della sinistra in Europa: il PSE. Soprattutto nel momento in cui si traccia una discontinuità con le derive liberali e moderate degli anni 90 e inizio secolo ed a Praga, come dice Besostri, si traccia una chiara rotta a sinistra. Io sono convinto che SeL debba intrattenere relazioni anche con partiti come la Linke (che è un partito socialista di sinistra anche se fuori del PSE) ma il tema di un rapporto preferenziale con il PSE è ineludibile (poi si discuteranno le forme ed i modi). Naturalmente sono questioni che non vanno poste come diktat ma come argomento privilegiato di discussione nella fase congressuale vera e propria.
Per fare ciò come socialisti nella sinistra dobbiamo meglio strutturarci, non solo in relazione alla vicenda di SeL, ma per dare un contributo di idee e proposte a tutta la sinistra diffusa. Il sito socialismoesinistra in questi mesi è stato molto frequentato, si è stabilita telematicamente una rete con diverse realtà importanti. Possiamo diventare coordinandoci anche con il gruppo di Volpedo una realtà politica seria, perché in grado di reggere il confronto ed il dibattito politico.
E se, malauguratamente, il progetto di SeL dovesse saltare (lo ripeto, spero proprio di no), potremmo forse diventare il nucleo di una ricostruzione di una forza socialista e di sinistra (a sinistra del PD)

PEPPE GIUDICE

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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