Radicalismo in Italia

I termini radicalismo e radicale sono in uso sin dalla fine del XVIII secolo per indicare alcuni partiti che si esprimono in favore o cercano di indurre riforme politiche e cambiamenti dell’ordine sociale “radicali” o senza compromessi.

Il loro significato va, in questo senso, distinto da quello statunitense, che indica invece i movimenti di estrema sinistra o, più recentemente, di estrema destra.

Il radicalismo in Italia può riferirsi a varie esperienze politiche, talvolta di differente o opposta collocazione politica.

Partito Radicale Italiano (o Partito Radicale storico)

Il Partito Radicale Italiano (chiamato oggi Partito Radicale storico) fu fondato da Felice Cavallotti nel 1877, in opposizione alla cosiddetta Sinistra storica di Depretis.

Di impronta laica, democratica e repubblicana, si rifaceva al filone risorgimentale di area mazzinianagaribaldina. Nel Parlamento del Regno d’Italia, sedeva all’estrema sinistra.

Il programma prevedeva, fra le altre cose, la completa separazione fra Stato e Chiesa cattolica, il superamento del centralismo amministrativo, l’opposizione al nazionalismo, all’imperialismo e al colonialismo, l’abolizione della pena di morte, il suffragio universale per uomini e donne e varie iniziative sociali (istruzione gratuita ed obbligatoria, programmi di lavori pubblici per ridurre la disoccupazione, creazione di uno stato sociale).

Fu sciolto nel 1925, in seguito alla soppressione di tutti i partiti politici italiani e all’instaurazione del regime fascista in Italia.

Partito Radicale

Simbolo del Partito Radicale.

Il Partito Radicale (inizialmente Partito Radicale dei Liberali e Democratici Italiani) nacque nel 1955 da una scissione delle correnti di sinistra del Partito Liberale Italiano.Dunque molto diverso dalla tradizione radicale storica di sinistra ottocentesca. Fra i suoi fondatori, si registrano Leopoldo Piccardi, Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Leo Valiani, Guido Calogero, Giovanni Ferrara, Paolo Ungari, Eugenio Scalfari e Marco Pannella.

Il partito, in una prima fase individuabile fra il 1955 e il 1962, raccoglieva anche esponenti ed idee comuni a varie esperienze politiche, fra cui il movimento partigiano Giustizia e Libertà, il Partito d’Azione e gli intellettuali riconducibili all’area del settimanale Il Mondo. Il suo orientamento era liberale, liberista, libertario, laico e fortemente anticlericale.

Col progressivo ritiro dalla vita politica attiva o con la fuoriuscita dei suoi fondatori più anziani (in parte dovute anche agli scarsi risultati elettorali), il partito attraversò un periodo di mutamento della classe dirigenziale intorno ai primi degli anni sessanta.

Fu in questo contesto che maturò la crescita dei “giovani” del partito, guidati da Marco Pannella. Il movimento accentuò i caratteri anticlericali, antimilitaristi e antiproibizionisti, mutando contemporaneamente il proprio metodo d’azione: non più azioni (dimostratesi inefficaci) di lobbying in Parlamento, ma creazione di una lunga serie di associazioni “tematiche” (Lega degli obiettori di coscienza, Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, Lega italiana per l’abrogazione del Concordato, Coordinamento Radicale Antiproibizionista, Lega per l’istituzione del divorzio, Centro d’Informazione sulla Sterilizzazione e sull’Aborto…), promozione di referendum e iniziative nonviolente.

Durante gli anni ottanta, il partito differenzia ulteriormente le proprie iniziative, introducendo i primi temi ambientalisti con la creazione delle prime liste verdi e allargando il proprio spettro d’azione anche a temi transnazionali ed internazionali (campagne contro gli armamenti nucleari, contro la fame nel mondo, contro la pena di morte).

Il radicalismo a partire dagli anni ’90

Partito Radicale Transnazionale

Nel 1989, il Partito Radicale decise di mutare il nome in Partito Radicale Transnazionale (PRT) e successivamente (1995) di trasformarsi in organizzazione non governativa. In quello stesso anno, ottenne la nomina di ONG di primo livello presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

Le numerose campagne politiche portate avanti riguardano principalmente la diffusione dei diritti umani nel mondo, in collaborazione con le varie associazioni tematiche che aderiscono al PRT. In particolare, vanno ricordate:

A causa delle sue iniziative, il PRT è stato oggetto di due richieste (entrambe respinte) di sospensione dall’ECOSOC nel 2000 (sostenuta dalla Russia)[2] e nel 2004 (sostenuta dal Vietnam).

A partire dal 2003, il Partito subì un certo rallentamento nell’azione politica, in seguito alle dimissioni del segretario Olivier Dupuis per insanabili contrasti politici con Marco Pannellae al successivo mancato rinnovamento degli organi statutari. Nel luglio 2005, fu costituito il “Senato del Partito Radicale” con l’obbiettivo di superare la fase di crisi e rilanciare le iniziative.Nel settembre dello stesso anno, Pannella lanciò la proposta di una “autoriforma” del partito entro il 15 dicembre di quell’anno, perché si potesse ristabilire la legalità statutaria.

L’impasse fu superata solo nel 2007: seguendo le indicazioni formulate da Marco Pannella già da tempo, il partito venne denominato come Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty).Sempre in quello stesso anno fu eletto un nuovo Consiglio Generale.

Fonte presa da Wikipedia

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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