Bozza del documento per l’Assemblea costituente della Lega dei Socialisti

Il documento che segue costituisce la traccia base del Manifesto fondativo della Lega dei socialisti.
Si invitano i compagni interessati a trasmettere integrazioni e suggerimenti che saranno riordinato dal Comitato promotore e riesaminati in sede di assemblea.

Manifesto della Lega dei Socialisti
Per una società di liberi ed eguali

BOZZE

Roma 27 giugno

1- L’assenza in questi anni di una presenza e di una cultura socialista è una componente rilevante del degrado del nostro paese. Solo da noi, anche tenendo conto delle difficoltà oggettive che hanno coinvolto il socialismo europeo, si è sostenuta la necessità del superamento dei valori e di una esperienza quale quella del movimento socialista, determinando una anomalia nella nostra vita politica. In realtà anche questa pretesa rappresenta una evidenza del declino di questo paese. E’ tempo che questa anomalia venga superata iniziando dalla riproposizione dei principi fondanti dell’eguaglianza, della libertà, della democrazia. Solo l’offuscamento della ragione può considerare come superati questi principi. E’ tempo che si costruisca anche nel nostro paese una grande forza socialista capace di rappresentare tutte le anime di una sinistra riformatrice, la domanda di lavoro, di dignità, di giustizia, la capacità di elaborare le riforma che portino verso una globale, diffusa e nuova qualità della vita sociale e pubblica. Questa è, peraltro, l’esigenza che emerge anche dalla necessità di superare la gravissima crisi economia e finanziaria in atto a livello internazionale. Questo è il compito di ogni socialista, questo è l’impegno della Lega dei Socialisti.

2 – Questa drammatica crisi economica e sociale, che ha colpito pressoché tutti i paesi, conclude e sanziona l’esperienza liberista avviata negli anni settanta. Con quella politica s’intendeva non solo sostituire l’impronta keynesiana del dopoguerra ma, anche e in primo luogo, quella dalla storia del movimento socialista. Non è un caso che con una incredibile inversione della realtà (oltre a tutto dopo le rilevantissime risorse pubbliche impegnate per il salvataggio del sistema finanziario) si accusa ora questo movimento di essere la causa della crisi e di bilanci pubblici negativi non più sostenibili.

Gli interessi liberisti diffusi sotto varie spoglie, non intendono certo, meditare responsabilmente sui disastri prodotti, ma, giocando anche sulle debolezze del movimento socialista e della sinistra in genere, intendono caricare sulle risorse pubbliche collettive le perdite e gli errori accumulati lasciando sostanzialmente inalterate le cause e i meccanismi del sistema, arrivando alla sfacciataggine e alla disonestà intellettuale di attribuire alla sinistra la responsabilità di quegli stessi fallimenti e dei conseguenti oneri sui bilanci pubblici.

Noi pensiamo che non sia sufficiente contrastare questa offensiva liberista, occorre sconfiggerla e recuperare valori e comportamenti conseguenti. Questo deve essere uno dei compiti della Lega dei Socialisti.

3- In questi anni numerosi e gravi errori sono stati compiuti dalla sinistra, in primo luogo la debolezza dell’aggiornamento dell’analisi politica a vantaggio di una acquiescenza alla moda liberista. Errata è stata la posizione assunta, alle volte anche a sinistra, di considerare superato il movimento e i valori espressi dal movimento socialista, dimenticare le analisi sul funzionamento del sistema capitalistico, scoprire il cittadino consumatore come indistinta figura finale di un processo produttivo finalizzato al consumo. Noi crediamo che sia necessario superare questa lunga fase di annebbiamento chiamando in primo luogo tutti i socialisti ad operare per rinnovare analisi, responsabilità , comportamenti. La Lega dei Socialisti si propone di operare in questa direzione tenendo presente la priorità dei valori dell’eguaglianza e della libertà come bussola della decisioni politiche, riconoscendo nella elaborazioni e attuazione delle riforme il ruolo della sinistra socialista. A questi fini occorre produrre un processo di ricostruzione della sinistra italiana, che porti l’insieme delle forze di progresso a recuperare una visione strutturale dei processi di riforma sociale ed economica necessari per uscire dal disastro in cui la crisi del modello liberista ha gettato l’intero occidente sviluppato e che nel nostro Paese si presenta in termini aggravati dai precedenti limiti qualitativi e quantitativi dello specifico sistema economico, sociale e culturale. .

4- Noi non temiamo il mercato ma a condizione che non sia uno strumento per accrescere le disuguaglianze economiche e le dislocazioni dei poteri, e riteniamo che il socialismo rappresenti l’estensione della democrazia. Noi sappiamo, infatti, che possiamo regolare il mercato nelle direzioni che siano allo steso tempo di sviluppo civile, sociale ed ambientale. E regolare il mercato vuol dire saper mettere in opera gli strumenti opportuni, significa disporre e alimentare quella cultura dei comportamenti e dei valori pubblici che l’individualismo liberista tende a distruggere come condizione per alimentare e giustificare se stesso, in realtà alimentando un inaccettabile darwinismo sociale, vendendo la truffa della flessibilità teorica del lavoro mentre in realtà si tratta del dramma della precarietà. Ma noi oggi sappiamo che il patrimonio dell’economia della conoscenza consente di progettare e realizzare riforme e condizioni di sviluppo tali da incidere in maniera radicale sulla qualità e quantità del lavoro alienante. E sappiamo inoltre che una nuova qualità della domanda deve prevedere lo spostamento delle risorse verso la fruizione di beni culturali, ambientali, verso forme di partecipazione e di coinvolgimento. Per noi la società più ricca è quella diversamente ricca proprio perché ha ampliato la domanda non dello sperpero ma quella culturale del singolo e della società. Come Lega dei Socialisti, intendiamo aprire queste prospettive, affrontare questi percorsi e porre sul terreno delle scelte politiche le alternative possibili. La programmazione deve diventare il centro del processo di trasformazione economica e sociale. La centralità del lavoro e le politiche di piena occupazione ne devono costituire la priorità.

5- Noi temiamo maggiormente la strisciante operazione di azzeramento del welfare, l’offensiva contro la nostra Costituzione, la concezione delle istituzioni pubbliche come strumenti privati, l’annebbiamento dei costumi e dei comportamenti pubblici. Questa è l’antitesi di una società socialista, questo è un mondo che non ci appartiene. Nella situazione particolare del nostro paese temiamo anche che la crisi economica che sancisce la fine dell’egemonia culturale liberista induca una accelerazione e colpi di coda a favore di trasformazioni di ordine istituzionale che dovrebbero piuttosto essere considerate come ormai superate.

6 – L’Appello della Lega si rivolge a tutte le organizzazione e a tutti gli individui che, indipendentemente dalla loro attuale collocazione, si possono ritrovare nel Progetto generale, con l’intento di esserne autori attivi. Non si tratta di ritornare al dibattito di un secolo fa e alle divisioni di allora. Da quei momenti si è maturato in termini generali il senso essenziale della qualità degli strumenti democratici necessari per condizionare e modificare le logiche negative del sistema capitalistico. Si tratta di acquisizioni importanti perché riconoscono la necessità della coerenza tra la qualità degli strumenti e la qualità dei fini. Nel frattempo l’economia della conoscenza ha elaborato capacità innovative nei contenuti e nei processi economici e sociali che, se orientate da una cultura progressista, possono concorrere in termini essenziali a modificare le condizioni e i tempi del lavoro alienante, ad eliminare gli impatti negativi per uno sviluppo socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile. La Lega dei socialisti intende collocarsi su questo versante della qualità dello sviluppo, sostenendo il ruolo e le funzioni delle strutture pubbliche sia di ricerca che di programmazione, promuovendo elaborazioni, dibattiti e proposte. Solo un impegno di questa natura politica potrà consentire di cogliere le opportunità di cambiamenti in positivo dello sviluppo del nostro paese e delle relazioni internazionali.

7 -Come già accennato, la gravità della situazione del lavoro tende a mettere in secondo piano la crisi di un complesso di funzioni pubbliche che devono essere, invece rafforzate e rilanciate, dalla scuola la cui ultima riforma risale alla metà degli anni sessanta e che recentemente è stata fatta oggetto di pseudo riforme che sono servite soltanto a sottrarre risorse preziose al settore della formazione pubblica per avvantaggiare quello privato, alla giustizia per la quale il centro destra per motivi ormai evidenti a tutti non è in condizione di attuale una riforma credibile, con effetti negativi di vario ordine sia sociale sia economico, al sistema dell’informazione che ha progressivamente e gravemente perso la sua natura di strumento democratico e pluralista. Esiste poi la necessità di una costruzione di una Europa politica. La recente crisi ne ha evidenziato la necessità ma anche i ritardi. La creazione di una moneta unica senza il sostegno di forti coordinamenti politici ed economici rischia seriamente di rendere precario il modello europeo, fino alla impossibilità di reggere di fronte alle crescenti turbolenze finanziarie. Anche il PSE non può essere escluso da questa analisi critica di grave insufficienza. Tuttavia solo intervenendo agli opportuni livelli e con la necessaria chiarezza di propositi si può fare del movimento socialista a livello europeo un necessario attore positivo di crescita democratica degli equilibri internazionali, di progressiva eliminazione delle discriminazioni, dei focolai di guerra, delle ricorrenti e inaccettabili lotte razziali e fratricide, delle ingiustizie e prevaricazioni politiche, sociali e culturali.

8 – Raccogliere e orientare in termini generali l’impegno di tanti, elaborare e avanzare risposte, ascoltare e partecipare ai processi, alle analisi, significa porre le condizioni per un cambiamento della qualità civile del nostro convivere nella direzione finalmente di una società socialista.

Noi siamo convinti che un mondo migliore non solo è possibile ma è anche alla portata delle nostre capacità se sapremo unirci e collaborare. La Lega non intende essere l’ennesima espressione partitica, non perchè si ritiene inessenziale assumere responsabilità di Governo, ma perché queste devono essere precedute da una ricostruzione dei rapporti, degli ideali, dei valori e dei comportamenti. Un nuovo partito nascerà dalla costruzione di una nuova base culturale, da una nuova volontà di assumere una responsabilità collettiva, dalla partecipazione alla costruzione di un Progetto e di un Programma senza i quali si ricreerebbero le logiche che intendiamo superare. Ci sono forze nei Partiti della sinistra – ad incominciare da SEL e dalle posizioni di Vendola – con le quali intendiamo collaborare e con le quali verificare il comune intento del rinnovamento della politica, degli schieramenti, dello sviluppo di una società socialista. L’iniziativa di Vendola ha raccolto il consenso di molti compagni socialisti, anche aderenti alla Lega, in quanto si è posta lungo una linea di superamento di vecchie logiche confinate in un ristretto orizzonte ideologico presenti anche in SEL, con una linea culturalmente avanzata e dei comportamenti coerenti con i valori e con la tradizione socialista, mentre altri partiti esenziali nello schieramento di centro sinistra devono ancora superare le loro ambiguità originarie. La Lega dei Socialisti intende contribuire a questo sviluppo, intende sostenere e arricchire tutte quelle espressioni di rinascita della sinistra nel nostro Paese con la necessaria memoria della storia del movimento socialista, intende arricchire questo processo aggiornando il costante riferimento ai valori e ai principi di quel movimento.

Essa si propone di essere uno strumento aggregante per l’elaborazione di un progetto innovativo della sinistra italiana su basi riformiste e rivoluzionarie, intendendo con ciò, in senso lombardiano, la creazione di una piattaforma programmatica con la quale i valori del socialismo europeo e mondiale possano produrre dei cambiamenti tali, nell’azione di governo, da incidere strutturalmente e profondamente nei meccanismi sociali ed economici per rendere impossibile un ulteriore regresso verso quelle forme deteriori del neoliberismo che generano impoverimento, precarietà e miseria economica e culturale. Tale soggetto politico inoltre avrà necessariamente una struttura federativa, in quanto intende accogliere varie anime e varie componenti socialiste, presenti nei partiti della sinistra e nella società civile, le quali, anche se attive e militanti in vari partiti, potranno, con la Lega dei Socialisti, convergere su un programma di livello socialista europeo, avanzato e democratico

La Lega dei Socialisti ha quindi come suo motto fondantivo: LIBERTA’ E LAVORO, poiché ritiene, come il grande Presidente Pertini ebbe a sottolineare, che non possa esiste democrazia né socialismo senza adeguate garanzie sui diritti umani essenziali e tanto meno alcuna libertà senza precise tutele e concrete prospettive di piena occupazione nel mondo del lavoro, come base attuativa essenziale della giustizia sociale.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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