BAD GODESBERG

invio il programma fondamentale della SPD di Bad Godesberg del 1959. Lo invio per far conoscere meglio la cultura del socialismo europeo, in quanto questo programma è stato nei suoi valori di fondo ispiratore di larghi settori della socialdemocrazia europea. Ancora oggi è il punto di riferimento della SPD ed in gran parte della stessa Linke. Naturalmente esso va contestualizzato (è stato scritto nel 1959); ad esempio non c’è riferimento al tema dei limiti della crescita economica (allora non pensabile). Ma nei suoi principi di fondo può costituire ancora utile base di partenza per una riflessione sul socialismo del III Millennio (più delle declamazioni contraddittorie di qualche emulo di Peron).

Da notare che esso fu criticato perchè troppo moderato dal PSI del 59. Oggi rispetto al programma degli ex DS ed ancor di più di quello del PD (per non parlare dei postcraxiani alla Nencini)  potrebbe apparire di estrema sinistra. Buona lettura.

 

Peppe Giudice

 

 

 

 

 

Dal Congresso Straordinario del Partito socialdemocratico tedesco di Bad Godesberg il 15 novembre 1959 Quindici novembre 1959: nella “Stadthalle di Bad Godesberg”, la cittadina che ormai fa parte della periferia di Bonn, trecentoquaranta delegati della SPD votano sul documento programmatico che viene definito “Grundsatzprogramm”, cioè “Programma fondamentale”: ben raramente un documento politico ha segnato una cosi radicale importanza nella storia di un partito ed un così vasto irradiamento negli organismi affini sia europei, sia mondiali. Un nuovo stile di pensiero ed una indispensabile lungimiranza erano sentiti come indispensabili per avviare le nuove generazioni ad un rapporto europeo con la storia da costruire, nell’interesse comune ed anche specialmente tedesco. I vecchi programmi socialdemocratici erano del tutto insufficienti al presente. Il programma di Heidelberg (1925) si basava essenzialmente su quello di Erfurt (1891) ed aveva servito a ben sei generazioni, costituendo una ideologia tanto rispettabile quando inadeguata alla nuova società, alla nuova economia ed al dinamismo della modernità globale. Nel ‘46, Kurt Schumacher – nobile figura della Resistenza tedesca – riassumeva l’itinerario vissuto e sofferto affermando: «Noi socialdemocratici non abbiamo alcuna motivazione per condannare in blocco il marxismo… ci teniamo ad esso come metodo perché ci offre le possibilità migliori di conoscere gli sviluppi del nostro futuro». Queste sono le contraddizioni della nostra epoca: l’uomo ha scatenato le forze elementari dell’atomo e ne teme ora le conseguenze; l’uomo ha sviluppato al massimo le forze produttive senza assicurare a tutti una parte equa in questo adempimento comune; l’uomo ha conquistato gli spazi di questa terra e avvicinato i continenti, ma i blocchi di potenze ora più che mai separano i popoli e sistemi totalitari minacciano la sua libertà. Ed è per questo che l’uomo, avvertito dalle guerre di distruzione e dalle barbarie del suo recente passato, teme il suo avvenire, poiché la debolezza umana può in ogni istante e in ogni parte del mondo scatenare l’autodistruzione.

 

 

E’ nelle nostre mani che si concentra la responsabilità di un avvenire felice o di una autodistruzione dell’umanità Ma la speranza di questa epoca è anche che l’uomo dell’era atomica può agevolare la sua vita, liberarla dalle preoccupazioni e creare delle ricchezze per tutti, se egli fa uso verso fini pacifici della sua dominazione sempre crescente sulle forze della natura; che l’uomo può garantire la pace mondiale se egli rafforza l’ordinamento giuridico internazionale, riduce la diffidenza che regna tra i popoli e impedisce la corsa agli armamenti; che l’uomo, per la prima volta nella sua esistenza, rende possibile l’affermazione della personalità di ciascuno in una democrazia stabile al fine di assicurare una vita culturale multiforme senza miseria e senza timori. Noi, gli uomini, siamo chiamati a risolvere questa contraddizione. E’ nelle nostre mani che si concentra la responsabilità di un avvenire felice o di una autodistruzione dell’umanità. E’ solo attraverso un ordine nuovo e migliore che l’uomo si aprirà una strada verso la libertà. A questo ordine nuovo e migliore aspira il socialismo democratico. I socialisti perseguono una società nella quale ogni individuo possa liberamente espandere la propria personalità e partecipare in modo responsabile, come membro al servizio della Comunità, alla vita politica, economica e culturale dell’umanità. Se il socialismo democratico affonda le proprie radici nell’etica cristiana, libertà e giustizia si condizionano mutuamente: la dignità dell’individuo, infatti, consiste sia nel diritto ad una propria, personale responsabilità, che nel riconoscimento del diritto degli altri uomini ad esplicare la loro personalità e ad operare, a parità di diritti, all’organizzazione della società. Libertà, giustizia e solidarietà, quest’obbligo vicendevole che scaturisce dal comune destino, sono i valori fondamentali della volontà socialista. Il socialismo democratico, che in Europa affonda le proprie radici nell’etica cristiana, nell’umanesimo e nella filosofia classica, non ha la pretesa di annunciare verità supreme e ciò non per mancanza dì comprensione, ne per indifferenza riguardo alle diverse concezioni della vita o verità religiose, bensì per rispetto delle scelte dell’individuo in materia di fede, scelte sul cui contenuto non devono arrogarsi il diritto di decidere ne un partito politico, ne lo Stato. Il Partito socialdemocratico tedesco è il partito della libertà dello spirito. Esso è composto di uomini provenienti da diversi indirizzi religiosi ed ideologici, uomini la cui intesa si fonda sulla comunanza dei valori etici fondamentali e sulla identità degli obiettivi politici. Il Partito socialdemocratico tedesco propugna un ordinamento sociale ispirato a questi valori fondamentali. Il socialismo è una missione continua volta alla conquista della libertà e della giustizia, alla loro tutela ed al loro consolidamento. L’adesione al socialismo democratico implica alcune rivendicazioni fondamentali, che devono essere soddisfatte in una società civile. Tutti i popoli devono sottomettersi ad un ordinamento giuridico internazionale che disponga di un adeguato potere esecutivo. La guerra non dev’essere uno strumento della politica. Tutti i popoli devono avere le medesime possibilità di partecipare al benessere nel mondo. I Paesi in fase di sviluppo hanno diritto alla solidarietà degli altri popoli. Noi lottiamo per la democrazia, che deve divenire la forma d’organizzazione statuale e sociale generalmente ammessa, in quanto essa sola è l’espressione del rispetto per la dignità della persona umana e la responsabilità dell’individuo. Noi ci opponiamo ad ogni dittatura, a qualsiasi genere di dominazione totalitaria ed autocratica, perché esse non rispettano la dignità dell’individuo, ne annullano la libertà ed infirmano il diritto. Il socialismo si attua solo attraverso la democrazia e la democrazia attraverso il socialismo.

Tutti i popoli devono avere le medesime possibilità di partecipare al benessere del mondo A torto i comunisti si richiamano a tradizioni socialiste. In verità, essi hanno falsato il patrimonio ideologico socialista. Mentre i socialisti operano per la libertà e la giustizia, i comunisti sfruttano le divisioni sociali per instaurare la dittatura del loro partito. Nello Stato democratico, qualsiasi autorità deve sottoporsi al pubblico controllo e l’interesse della collettività deve prevalere sull’interesse del singolo. Invece, in un’economia e in una società governate da ideali di lucro e di potenza, la democrazia, la sicurezza sociale e la libertà della persona umana sono pregiudicate. Il socialismo democratico auspica pertanto un nuovo ordinamento economico e sociale. Vanno aboliti tutti i privilegi per quanto concerne l’accesso ad istituti scolastici. Ognuno deve potersi affermare solo con il proprio ingegno e le proprie capacità. La libertà e la giustizia non possono essere tutelate unicamente da istituzioni. A seguito del processo di organizzazione e meccanizzazione in atto su scala sempre più vasta in tutti quanti i settori, vengono a crearsi sempre nuovi vincoli di dipendenza che rappresentano una minaccia per la libertà. Solo una vita economica, sociale e culturale multiforme stimola le forze creative del singolo, senza le quali non esiste alcuna vita spirituale. Libertà e democrazia sono possibili in una società industriale solo a condizione che un numero sempre crescente di persone sviluppi una coscienza sociale e sia pronto ad assumere la parte di responsabilità che gli compete. Uno strumento decisivo a questo fine è costituito dalla formazione politica nel senso più ampio dell’accezione, obiettivo fondamentale, nel nostro tempo, dell’educazione in tutti i settori. Il Partito socialdemocratico tedesco è vivo ed operante in tutto il popolo tedesco. Esso è un fedele assertore della legge fondamentale della Repubblica Federale tedesca e rivendica nel suo spirito l’unificazione della Germania in un regime di sicura libertà. La divisione della Germania è una minaccia per la pace: porvi fine è di vitale importanza per il popolo tedesco. Infatti, solo in una Germania riunificata tutto il popolo potrà dare, con libera autodeterminazione, contenuto e forma allo Stato e alla società. La vita, la dignità e la coscienza umana sono valori che preesistono allo Stato. Ognuno deve rispettare le convinzioni dei suoi concittadini, ma è allo Stato che compete l’obbligo di garantire la libertà di fede e di coscienza dell’individuo. Lo Stato deve creare le premesse necessarie affinchè ogni cittadino possa sviluppare la propria personalità con libera autodeterminazione e senso di responsabilità sociale. I diritti fondamentali devono non solo garantire la libertà del singolo cittadino di fronte allo Stato, ma altresì contribuire alla formazione dello Stato stesso in quanto diritti che statuiscono una comunità. Come Stato sociale, esso è tenuto a prendere le misure atte a garantire l’esistenza dei suoi cittadini, per assicurare a ciascuno di essi la possibilità dì un’autodeterminazione responsabile e favorire l’evolversi di una società libera.

Il Partito socialdemocratico tedesco riafferma la propria fede nella democrazia Dalla sintesi dell’idea democratica, di quella sociale e della idea del diritto, allo Stato deriva la sua missione culturale, che serve allo spirito creativo dell’uomo ed il cui contenuto è tratto dalle forze sociali. Il Partito socialdemocratico tedesco riafferma la propria fede nella democrazia, nella quale l’autorità dello Stato discende dal popolo ed il Governo è sempre responsabile di fronte al Parlamento e consapevole della necessità di godere della fiducia di quest’ultimo. Nella democrazia, i diritti della minoranza devono essere garantiti unitamente a quelli della maggioranza. Governo ed opposizione hanno compiti diversi, situati però sullo stesso piano, e portano ambedue la responsabilità dello Stato. Il Partito socialdemocratico tedesco vuole, in competizione su un piano di perfetta uguaglianza con gli altri partiti democratici, conquistare la fiducia della maggioranza della popolazione, per dare allo Stato ed alla società una struttura conforme alle rivendicazioni fondamentali del socialismo democratico. Il potere legislativo, il Governo e la magistratura sono tenuti, ciascuno nel proprio ambito, ad operare per il bene della collettività. La divisione dei poteri tra Federazione, Leader e Comuni tende a ripartire il potere, rinsaldare la libertà ed offrire al cittadino molteplici possibilità di accedere alle istituzioni democratiche grazie al suo diritto di partecipare alle decisioni ed alla responsabilità comuni. Liberi comuni sono indispensabili per una vitale democrazia. Pertanto, il Partito socialdemocratico tedesco sostiene i principi delle libertà dei Comuni e della loro autonomia amministrativa, che devono essere ulteriormente perfezionate e garantite anche sul piano finanziario.

I parlamenti, la pubblica amministrazione e la magistratura non devono subire l’influenza unilaterale di gruppi di interessi Le organizzazioni, nelle quali si riuniscono uomini di gruppi e classi sociali diversi, per comuni obiettivi, sono istituzioni necessarie in una società moderna. Esse devono essere rette da uno statuto democratico. Quanto più esse sono potenti, tanto maggiore è la loro responsabilità e, in pari tempo, il rischio di un abuso di potere. I Parlamenti, la pubblica amministrazione e la magistratura non devono subire l’influenza unilaterale di gruppi di interesse. La stampa, la radio, la televisione ed il cinema assolvono compiti di pubblica utilità. Essi devono, in piena libertà ed indipendenza, poter raccogliere, elaborare e diffondere informazioni ovunque senza ostacoli, nonché formare ed esprimere opinioni sotto la propria responsabilità. La radio e la televisione devono conservare il loro carattere di enti di diritto pubblico, essere gestite in uno spirito libero e democratico, ed essere tutelate contro le pressioni dei gruppi di interesse. Per poter servire esclusivamente la Giustizia, in nome del popolo, i giudici devono godere di piena libertà interna ed esterna. Alla amministrazione della giustizia devono essere chiamati a partecipare, con medesimi diritti, anche giudici onorari. Solo giudici indipendenti possono emettere sentenze penali. Una posizione di supremazia o di inferiorità in campo economico non deve influenzare minimamente l’iter legale o la giurisprudenza. Le leggi devono essere tempestivamente adeguate all’evoluzione sociale per non essere in contrasto con la coscienza morale e per contribuire all’attuazione dell’idea del diritto. Il Partito socialdemocratico tedesco lotta per la difesa del libero ordinamento democratico e riafferma il principio della difesa del territorio nazionale. La difesa del territorio nazionale deve tener conto della posizione politica e geografica della Germania e rimanere pertanto nei limiti che devono essere rispettati perché si possano creare le premesse necessarie ai fini di una distensione internazionale, di un efficace disarmo controllato e della riunificazione della Germania. La difesa della popolazione civile è parte essenziale ed integrante della difesa nazionale. Il Partito socialdemocratico sostiene, alla luce del diritto delle genti, la necessità di mettere al bando in tutto il mondo i mezzi per lo sterminio di massa. La Repubblica federale di Germania non deve produrre ne impiegare armi atomiche ed altri mezzi di sterminio di massa. Il Partito socialdemocratico propugna l’inclusione di tutta quanta la Germania in una zona europea di distensione, nella quale gli armamenti siano soggetti a limitazione controllata e dalla quale dovranno essere sgomberate, nel corso della ricostituzione dell’unità tedesca in regime di libertà, le truppe straniere. In questa zona, la fabbricazione, il deposito e l’impiego delle armi atomiche e di altri mezzi di sterminio dovranno essere aboliti. Le forze armate devono essere subordinate alle direttive politiche del Governo e sottostare al controllo del Parlamento. I rapporti fra esercito e tutte le forze popolari democratiche devono essere improntati a reciproca fiducia. Anche in uniforme il soldato rimane un cittadino.

Il Partito socialdemocratico propugna l’inclusione di tutta la Germania in una zona europea di distensione Le forze armate devono essere impegnate unicamente per la difesa del territorio nazionale. Il Partito socialdemocratico tedesco chiede un disarmo generale e controllato ed un ordinamento giuridico internazionale dotato di propri mezzi di coazione, in grado di sostituire le forze armate nazionali. La politica socialdemocratica persegue in campo economico il raggiungimento di un benessere sempre crescente, una equa partecipazione di tutti al prodotto sociale, una vita nella libertà senza inique dipendenze e senza sfruttamento. La seconda rivoluzione industriale crea le premesse per accrescere in misura maggiore del passato il livello generale di vita, e per eliminare il bisogno e la miseria che affliggono ancora molti uomini.

L’economia deve essere adeguata programmaticamente agli incessanti mutamenti strutturali La politica economica, sulla base di una moneta stabile, deve assicurare la piena occupazione, accrescere la produttività economica ed aumentare il benessere generale. Per rendere partecipi tutti gli uomini del crescente benessere, l’economia deve essere adeguata programmaticamente agli incessanti mutamenti strutturali, allo scopo di raggiungere un equilibrato sviluppo economico. Tale politica comporta l’esigenza di una contabilità nazionale e di bilancio economico nazionale. Il bilancio nazionale viene definito dal Parlamento. Esso è vincolante per la politica governativa, costituisce una importante base per la politica autonoma della banca d’emissione ed offre un orientamento ai vari settori economici, che mantengono il diritto di orientarsi liberamente. Lo Stato moderno influisce costantemente sull’economia attraverso le sue decisioni in materia fiscale, finanziaria, monetaria e creditizia, mediante la sua politica doganale, commerciale, sociale e dei prezzi, attraverso le sue commesse pubbliche e attraverso la politica agricola ed edilizia. Più di un terzo del prodotto sociale passa in tal modo attraverso l’amministrazione pubblica. Non si tratta quindi di valutare se nell’economia siano opportune programmazioni e pianificazioni, ma di sapere chi impartisce le direttive e a favore di chi esse agiscono. Lo Stato non può sottrarsi a tale responsabilità in campo economico. Esso è responsabile di una politica congiunturale preveggente e deve limitarsi, sostanzialmente, a influire indirettamente sulla economia.

Libera scelta dei consumatori e libera scelta del posto di lavoro La libera scelta dei consumatori e la libera scelta del posto di lavoro sono il fondamento essenziale della politica economica socialdemocratica, mentre la libera concorrenza e la libera iniziativa imprenditoriale sono elementi importanti di essa. L’autonomia delle associazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro nella conclusione di contratti collettivi di lavoro costituisce un elemento fondamentale di un libero ordinamento. L’economia totalitaria annienta la libertà. Per questo motivo il Partito socialdemocratico tedesco approva la libera economia di mercato ovunque esista effettivamente la concorrenza. Nel caso in cui taluni mercati cadano sotto il dominio di singoli o di gruppi, si rendono però necessarie molteplici misure per ristabilire la libertà economica – concorrenza in tutta la misura del possibile – pianificazione nella misura del necessario.

Dove domina la grande industria non vi è libera concorrenza L’economia moderna è caratterizzata essenzialmente da un sempre crescente processo di concentrazione. La grande industria non solo determina in modo decisivo lo sviluppo dell’economia e il livello di vita, ma trasforma anche la struttura della economia e della società. Chi nelle grandi organizzazioni economiche dispone di capitali molto ingenti e di decine di migliaia di lavoratori non amministra solamente, ma esercita un dominio sugli uomini; la dipendenza dei lavoratori e degli impiegati supera ampiamente il concetto di economia in senso materiale. Dove domina la grande industria non vi è libera concorrenza. Chi non dispone della stessa potenza non ha le stesse possibilità di sviluppo e la sua libertà è sempre più o meno limitata. La posizione più debole nella vita economica è quella del consumatore come tale. I dirigenti dei grandi complessi economici, con la loro potenza, maggiormente accresciuta attraverso cartelli e trusts, acquistano un potere d’agire sullo Stato e sulla politica che non si concilia con i principi democratici. Essi usurpano il potere dello Stato. La potenza economica si trasforma in potenza politica. Questa evoluzione è una sfida a tutti coloro che ritengono fondamento della società la libertà e la dignità umana, la giustizia e la sicurezza sociale. Moderare la potenza della grande industria è perciò compito centrale di una politica economica di libertà. Stato e società non devono essere asserviti a potenti gruppi di interessi.

Efficaci controlli pubblici devono impedire gli abusi del potere economico La proprietà privata dei mezzi di produzione ha diritto di essere difesa nella misura in cui non intralci lo sviluppo di un equilibrato ordinamento sociale. Le medie e piccole imprese produttive devono essere rafforzate affinchè possano sostenere il confronto economico con le grandi imprese. La concorrenza condotta mediante imprese pubbliche è un mezzo decisivo per prevenire un predominio privato sul mercato. Attraverso tali imprese debbono prevalere gli interessi della collettività. Esse si rendono necessarie là dove, per motivi naturali o tecnici, talune prestazioni indispensabili alla collettività possono essere fornite economicamente e razionalmente solo se la concorrenza viene eliminata. Le imprese della libera economia comunitaria, che si ispirano ai bisogni e non al lucro privato, esercitano una funzione calmieratrice dei prezzi ed aiutano i consumatori. Esse assolvono una funzione preziosa nella società democratica e meritano di essere incoraggiate. Mediante un’ampia pubblicità l’opinione pubblica deve poter conoscere la struttura della potenza economica e la gestione delle grandi imprese, affinchè possa essere mobilitata contro gli abusi. Efficaci controlli pubblici devono impedire gli abusi del potere economico. I mezzi più efficaci sono il controllo degli investimenti e il controllo delle forze che dominano il mercato. La proprietà collettiva è una forma legittima di pubblico controllo a cui nessuno Stato moderno rinuncia. Essa serve a preservare la libertà dallo strapotere delle grandi concentrazioni economiche. Nella grande industria il potere di decisione è prevalentemente affidato a dirigenti che, da parte loro, servono potenze anonime. In conseguenza la proprietà privata dei mezzi di produzione ha perso ampiamente il suo potere di disposizione. Il problema centrale del nostro tempo è quello della potenza economica. Dove non può essere assicurata una sana regolamentazione dei rapporti di forza economici, là è opportuna e necessaria la proprietà comune. Qualsiasi concentrazione di potenza economica, anche quella nelle mani dello Stato, cela in sé pericoli. La proprietà collettiva deve essere perciò organizzata secondo principi della autonomia amministrativa e del decentramento. Gli interessi degli operai e degli impiegati, nonché il pubblico interesse e quello dei consumatori, devono .essere rappresentati presso i suoi organi amministrativi. Non attraverso una burocrazia centrale, ma con una cooperazione consapevole delle responsabilità di tutti gli interessati si gioverà nel migliore dei modi la comunità. L’economia di mercato non assicura di per sé una equa ripartizione dei redditi e del patrimonio. A tal scopo è necessaria una consapevole politica del reddito e del patrimonio. Redditi e patrimoni non sono ripartiti equamente. Ciò non dipende solo dalle massicce distruzioni di patrimoni causate da crisi, guerre e inflazioni, ma è sostanzialmente la colpa di una politica economica e fiscale che favorisce la formazione di redditi e di patrimoni nelle mani di pochi e danneggia coloro che finora non posseggono un patrimonio. Il Partito socialdemocratico vuole creare condizioni di vita che permettano a tutti gli uomini di poter creare liberamente, mediante redditi crescenti, un proprio patrimonio. Ciò presuppone un costante aumento del prodotto sociale e la sua equa ripartizione.

Tutti gli uomini debbono poter creare liberamente, mediante redditi crescenti un proprio patrimonio La politica dei salari e degli stipendi è un mezzo adeguato e necessario per ripartire più equamente redditi e patrimonio. Misure appropriate devono far sì che una quota adeguata del costante incremento patrimoniale delle grandi imprese venga distribuita ampiamente oppure posta al servizio della utilità comune. E un segno dei nostri tempi che il benessere privato di classi sociali privilegiate aumenti senza limiti, mentre importanti compiti comuni, soprattutto scienza, ricerca ed educazione vengono trascurati in modo indegno di una nazione civile. I principi della politica socialdemocratica in materia economica valgono anche per l’agricoltura. La struttura dell’agricoltura e la dipendenza della sua produzione da fattori naturali non influenzabili rendono necessario tuttavia misure particolari.

Riaffermato il principio della proprietà della terra da parte di chi la lavora Il Partito socialdemocratico riafferma il principio della proprietà della terra da parte di chi la coltiva. Le imprese familiari produttive devono essere protette da un moderno diritto agrario e devono essere rafforzate sul piano economico e sociale. La promozione del sistema delle cooperative è la migliore strada per accrescere la produttività delle piccole e medie imprese, salvaguardando al tempo stesso la loro autonomia. L’agricoltura deve adeguarsi alle trasformazioni strutturali della economia nel suo complesso per poter apportare il suo pieno contributo allo sviluppo economico generale e per poter assicurare un adeguato livello di vita ai lavoratori agricoli. Queste trasformazioni non verranno determinate solo dal progresso tecnico-scientifico, ma dal mutamento delle condizioni regionali nel quadro della cooperazione europea e della crescente interpenetrazione dell’economia tedesca con quella mondiale. Incoraggiare il rammodernamento dell’agricoltura e la sua produttività è un compito pubblico. La popolazione può essere solo avvantaggiata dall’integrazione in un complesso economico caratterizzato da un’alta produttività generale e da un crescente potere d’acquisto della massa. La politica di mercato e dei prezzi necessaria a garantire il reddito agricolo (ordinamento di mercato) deve tener conto degli interessi dei consumatori e dell’economia pubblica. E’ necessario migliorare la situazione culturale, economica e sociale di tutti i lavoratori agricoli. L’arretratezza della legislazione sociale deve essere eliminata. Tutti gli operai, gli impiegati e i funzionari hanno il diritto di riunirsi in sindacati. Nell’attuale sistema economico, i lavoratori sono in potere di coloro che occupano i posti di comando nelle imprese e nelle associazioni padronali, se non oppongono la loro forza solidale e organizzata democraticamente in sindacati indipendenti allo scopo di negoziare liberamente le condizioni di lavoro. Il diritto di sciopero costituisce naturalmente un diritto fondamentale degli operai e degli impiegati.

Da suddito della economia il lavoratore deve diventare cittadino I sindacati lottano per una giusta partecipazione dei lavoratori al prodotto sociale e per il diritto ad intervenire nella determinazione del processo economico e sociale. Essi lottano per una maggiore libertà e trattano in qualità di rappresentanti di tutti i lavoratori. Essi hanno perciò una importante funzione nel continuo processo di democratizzazione. Un grande compito dei sindacati è quello di far sì che ogni lavoratore possa diventare un efficiente collaboratore e che egli possa utilizzare tale capacità. Gli operai e gli impiegati, che apportano un contributo decisivo all’economia, sono stati finora esclusi da una efficace cogestione. La democrazia postula però tale partecipazione nelle imprese e nella economia generale. Da suddito dell’ economia, il lavoratore deve diventarne cittadino. La cogestione dell’industria siderurgica e carboniera è l’inizio di un rinnovamento dell’ordinamento economico e dovrà svilupparsi ulteriormente per sfociare in un’organizzazione democratica della grande industria. Si dovrà garantire la cogestione dei lavoratori, su un piano di eguaglianza, negli organi di amministrazione autonoma dell’economia. La politica sociale deve stabilire le premesse essenziali perché il singolo possa affermarsi liberamente nella società e impostare in autonoma responsabilità la propria vita. Situazioni sociali che conducono a difficoltà individuali e collettive non devono essere considerate inevitabili ed immutabili. Il sistema di sicurezza sociale deve essere commisurato alla dignità dell’uomo consapevole delle proprie responsabilità. Ogni cittadino ha diritto a percepire dallo Stato un minimo di pensione per la vecchiaia, in caso d’inabilità al lavoro o di morte di colui che gli assicura il sostentamento Ad essa si aggiungono altri diritti a pensione acquisiti individualmente. In questo modo si dovrà garantire il tenore di vita raggiunto con una vita di lavoro. Tutte le prestazioni sociali in danaro, nonché le pensioni agli invalidi di guerra e ai superstiti, devono essere adattate continuamente al crescente reddito del lavoro.

Garantire la libertà professionale dei medici, assicurare l’assistenza La tecnica e il progresso espongono oggi la salute dell’uomo a molteplici pericoli, che minacciano non solo l’attuale generazione ma anche quelle future. Il singolo non può difendersi da questi danni: il Partito socialdemocratico esige pertanto una ampia protezione sanitaria. E’ necessario impostare le condizioni e le forme di vita nonché organizzare la politica sanitaria in modo da eliminare i pericoli alla salute umana. E’ necessario sviluppare la protezione sanitaria pubblica, soprattutto la protezione del lavoro, e metodi efficaci di previdenza e di profilassi sanitaria a favore del singolo. Appare opportuno sia destare la coscienza del dovere di aver cura della propria salute, sia consentire al medico, scelto liberamente, di impiegare qualsiasi mezzo disponibile per proteggere la salute e prevenire le malattie. Si dovrà garantire la libertà professionale dei medici, ed è un compito pubblico assicurare l’assistenza ospedaliera. L’uguale diritto alla vita di tutti gli uomini deve anche essere attuato riaffermando per ciascuno, in caso di malattia, il diritto incondizionato a godere, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche, di tutti i mezzi terapeutici che oggi la scienza medica è in grado di offrire. L’assistenza medica liberamente scelta deve essere integrata, in caso di malattia, da una completa compensazione economica. Lasciando immutati i redditi, la durata del lavoro deve essere abbreviata progressivamente nella misura resa possibile dallo sviluppo economico. Al fine di superare particolari difficoltà e situazioni di bisogno le prestazioni sociali generali devono essere integrate da servizi e prestazioni assistenziali individuali degli enti di sicurezza sociale, che si aggiungono a quelli delle libere associazioni di previdenza sociale, delle organizzazioni di mutuo soccorso e delle associazioni filantropiche. Sarà necessario tutelare l’indipendenza della libera previdenza sociale.

Ciascuno ha diritto a una casa decorosa Tutta la legislazione sociale e del lavoro deve essere riordinata in maniera chiara e unitaria in un codice del lavoro e in un codice sociale. Ciascuno ha diritto ad una abitazione decorosa, che è il domicilio della famiglia. Essa perciò deve godere permanentemente della protezione sociale, e non deve essere abbandonata alle mire del guadagno privato. La politica degli alloggi, della costruzione e delle aree deve porre rimedio in modo sollecito alla penuria di alloggi. La costruzione sociale di alloggi deve essere incoraggiata e si deve agire sui canoni di locazione da un punto di vista sociale. Si dovranno vietare le speculazioni sulle aree e sottoporre a prelievi fiscali i profitti ingiustificati provenienti dalla vendita dei terreni. La parità di diritti della donna deve essere attuata realmente in senso giuridico, sociale ed economico. Alla donna devono essere offerte possibilità pari a quelle dell’uomo in materia di educazione e formazione, scelta della professione, attività professionale e trattamento economico. La parità di diritti non deve annullare il rispetto delle peculiarità psicologiche e biologiche della donna. Il lavoro domestico deve essere riconosciuto come attività professionale. E’ necessario assistere particolarmente le casalinghe e le madri. Le madri di figli in età prescolastica, o soggetti all’obbligo scolastico, non devono vedersi costrette, per motivi economici, a procacciarsi una attività esterna. Stato e società devono proteggere, favorire e rafforzare la famiglia. Nella sicurezza materiale della famiglia vi è il riconoscimento del suo valore ideale. Una compensazione degli oneri familiari per il tramite del sistema fiscale, assistenza alla maternità e assegni familiari devono proteggere efficacemente la famiglia. Alla gioventù deve essere data la possibilità di orientare autonomamente la propria vita e di prepararsi alle sue responsabilità future nei confronti della comunità. Stato e società hanno perciò il compito di rafforzare il potere educativo della famiglia, di integrare la sua opera in quei campi in cui essa non può agire e di sostituirla nei casi necessari. Lo sviluppo delle capacità professionali dei giovani rende necessario un sistema di sovvenzioni generali all’educazione e alla formazione.

Protezione dei giovani lavoratori La protezione dei giovani lavoratori deve essere adattata alla evoluzione delle condizioni sociali e delle esperienze pedagogiche. Se si richiamerà la gioventù in tempo utile alla collaborazione e alla corresponsabilità, in un clima di fiducia, la democrazia potrà giovarsi di cittadini ricchi di idee e di volontà. La soddisfazione del diritto all’educazione e all’assistenza per Io sviluppo della personalità deve essere garantita da una legislazione progressista a favore dei giovani. In tutti i settori della esistenza concernenti l’educazione, la promozione e la protezione della gioventù si deve garantire che il bene della gioventù preceda qualsiasi altra considerazione. Le forze creative dell’uomo devono potersi esplicare liberamente nell’ambito di una vita culturale caratterizzata dalla ricchezza e dalla vivacità dei suoi molteplici aspetti. La politica dello Stato sul piano culturale ha il dovere di incoraggiare e favorire tutte le forze capaci di apportare un contributo a questa cultura. Lo Stato deve proteggere tutti i cittadini da quei gruppi di potere e di interessi che vogliono assoggettare la vita spirituale ai propri scopi. Solo una reciproca tolleranza, che rispetti in eguale misura la dignità dell’essere umano anche in chi è di diverse convinzioni e di religione diversa, offre una solida base ad una convivenza feconda in senso umano e politico. Il socialismo non è un surrogato della religione. Il Partito socialdemocratico tedesco rispetta le Chiese e le comunità religiose, il loro compito particolare e la loro autonomia. Esso garantisce la tutela di diritto pubblico loro accordata. Il Partito socialdemocratico è sempre pronto a collaborare con le Chiese e le comunità religiose nello spirito di una libera partnership. Si rallegra che il vincolo della religione determini negli individui l’accettazione dell’impegno ad agire in senso sociale e ad assumere la propria responsabilità nella società. La libertà di pensiero, di fede e di coscienza, come pure la libertà di manifestare le proprie opinioni, dovranno essere garantite. La manifestazione di principi religiosi o ideologici non deve essere sfruttata per scopi di politica, di partito o antidemocratici.

Educazione civica, materia di insegnamento Educazione ed istruzione devono dare a tutti gli uomini la possibilità di sviluppare liberamente i loro talenti e le loro capacità, e incoraggiarli a resistere alle tendenze conformistiche della nostra epoca. La conoscenza e l’assimilazione dei valori culturali tradizionali e l’intima comprensione delle forze formative che agiscono nella vita sociale di oggi sono i fondamenti di un pensiero indipendente e di una libera capacità di giudizio. Nelle scuole e nelle università, la gioventù deve essere educata insieme, nello spirito di reciproca stima, alla libertà, all’autonomia, alla consapevolezza della responsabilità sociale ed agli ideali della democrazia e della comprensione tra i popoli, perché possa acquisire, nella nostra società permeata di varie e diverse convinzioni politiche e ordini di valori, una mentalità e un atteggiamento basati sulla comprensione, la tolleranza e la solidarietà. A questo fine, è necessario che in tutti i programmi scolastici venga tenuto adeguato conto dell’educazione civica quale materia di insegnamento. Un posto centrale nell’istruzione spetta all’educazione artistica e all’attività artigianale. Lo Stato e la società hanno il dovere di renderle accessibili e familiari a tutto il popolo, organizzando convenientemente l’istruzione, l’arte e l’attività in tutti i campì dell’arte. Lo sport e l’educazione fisica devono ricevere largo incremento da parte dello Stato e della società. Essi giovano alla salute del singolo individuo e sono essenziali alla formazione dello spirito di solidarietà.

Frequenza gratuita di tutte le scuole In tutte le scuole si dovrà meglio organizzare la cooperazione dei genitori all’educazione scolastica e una partecipazione degli allievi all’amministrazione. L’ordinamento scolastico e i programmi d’insegnamento devono essere tali da consentire un adeguato esplicarsi dei vari talenti in tutte le fasi dello sviluppo. A chiunque abbia attitudine allo studio deve essere sempre aperto l’accesso a scuole di ordine superiore e istituti di perfezionamento. La frequenza di tutte le scuole pubbliche, università e istituti universitari deve essere gratuita. Parimenti gratuito sarà in tali scuole l’uso dei mezzi didattici messi a disposizione degli allievi. L’istruzione obbligatoria generale deve essere portata a dieci anni. Le scuole d’avviamento professionale non si limiteranno all’insegnamento delle discipline tecniche bensì cureranno anche l’istruzione generale e l’educazione civica. E’ indispensabile aprire nuove vie d’accesso agli istituti universitari. Poiché il curriculum abituale degli studi, attraverso la scuola elementare e le scuole medie, non permette di valorizzare tutti i giovani effettivamente capaci, devono essere create nuove possibilità di adire l’Università percorrendo una seconda via attraverso l’esercizio dell’attività professionale, le scuole professionali e altre istituzioni particolari. Tutti gli insegnanti devono essere addestrati in istituti di ordine universitario. Un buon sistema scolastico richiede che gli educatori abbiano una personalità pedagogica, e siano capaci di discutere con autonomia di giudizio critico tutti i problemi dell’epoca. La ricerca e l’insegnamento scientifico devono essere liberi. I loro risultati devono essere accessibili al pubblico. Saranno messi a disposizione della ricerca e dell’insegnamento scientifico mezzi pubblici adeguati. Lo Stato ha l’obbligo di provvedere a che non si faccia uso a danno dell’umanità dei risultati della ricerca scientifica. Un Consiglio indipendente delle ricerche deve aiutare sotto la propria responsabilità i ricercatori a porsi ed a risolvere i compiti di volta in volta più importanti. Da questo programma d’incremento della ricerca scientifica non dovrà essere escluso nessun campo della scienza. La necessità di risolvere i problemi politici, umani e sociali connessi con la crescente evoluzione della società industriale, e la necessità di salvaguardare in essa la libertà dell’uomo, esigono l’ulteriore sviluppo e l’approfondimento della scienza dell’uomo e della società. Gli sforzi compiuti in questo campo devono essere pari per intensità a quanto viene realizzato per lo sviluppo delle scienze naturali e della tecnica.

Le università non possono isolarsi dalla realtà della vita La libertà e l’indipendenza delle università e di tutti gli istituti di ordine universitario rimangono intangibili. Le università, tuttavia, non possono isolarsi dalla realtà della vita che le circonda; esse dovrebbero perciò collaborare strettamente con altre istituzioni della società democratica, soprattutto con le organizzazioni per l’istruzione post-scolastica degli adulti. Aiuti su larga scala devono assicurare agli studenti la possibilità di perfezionare la loro formazione scientifica. A tutti dovranno essere trasmesse le nozioni fondamentali del gruppo delle scienze politiche e sociali. Una moderna organizzazione di insegnamento post-scolastico per adulti deve permettere di sviluppare la capacità di giudizio e di acquisire le cognizioni e le capacità indispensabili per un agire conscio delle proprie responsabilità nello Stato democratico. All’attività artistica dovrà essere concessa piena libertà. Lo Stato ed i comuni sono tenuti a fornire tutti i mezzi atti a favorire la produttività artistica ed a rendere accessibili i valori culturali in tutti i campi dell’arte. L’esplicazione dell’attività artistica non deve subire restrizioni da parte di alcuna norma, e in particolar modo non essere soggetta a nessun genere di censura.

Patrocinare il diritto di tutti gli uomini alla loro patria, lingua, cultura e tradizioni Il compito più importante e più urgente è quello di mantenere la pace e di garantire la libertà. Il socialismo democratico si è sempre ispirato all’idea della collaborazione e della solidarietà internazionale. In un’epoca in cui tutti gli interessi e le relazioni si intrecciano su un piano internazionale, nessun popolo può più risolvere per sé solo i suoi problemi politici, economici, sociali e culturali. Il Partito socialdemocratico tedesco è guidato dall’idea che i compiti culturali, economici, giuridici e militari della politica tedesca debbono essere assolti in stretto collegamento con gli altri popoli. E’ indispensabile mantenere relazioni diplomatiche e commerciali normali con tutte le nazioni, prescindendo dai loro sistemi di governo e dalle loro strutture sociali. Corti internazionali d’arbitrato, procedure compromissorie, diritto di autodeterminazione e parità di diritti fra tutti i popoli, inviolabilità dei territori nazionali e non-intervento negli affari interni degli altri popoli devono assicurare la pace, garantita da un’organizzazione mondiale. Le Nazioni Unite dovranno diventare veramente quell’organizzazione mondiale generale a cui mirava l’idea che ha dato loro vita. I loro principi dovranno avere carattere vincolante per tutti. E’ indispensabile che si elabori un diritto dei gruppi etnici, in armonia con i diritti universali dell’uomo proclamati dalle Nazioni Unite. Il Partito socialdemocratico tedesco patrocina il diritto di tutti gli uomini alla loro patria, lingua, cultura e tradizioni. Come primi passi sulla via di un disarmo generale e della distensione nelle relazioni internazionali devono essere istituiti sistemi di sicurezza regionale nell’ambito delle Nazioni Unite. La Germania unificata dovrà divenire membro di un sistema europeo di sicurezza, con tutti i diritti e i doveri che tale posizione comporta. L’evoluzione economica impone la collaborazione fra gli Stati europei. Il Partito socialdemocratico tedesco approva questa collaborazione, che deve favorire in modo particolare il progresso economico e sociale. Comunità sovra-nazionali limitate a determinati Paesi non devono condurre ad un isolamento nei riguardi del mondo esterno. La collaborazione a parità di diritti e un commercio mondiale aperto a tutte le nazioni sono il presupposto di una convivenza pacifica. Gli Stati democratici devono manifestare la loro solidarietà soprattutto verso i Paesi in fase di sviluppo. Ancora oggi più della metà della popolazione del mondo vive in estrema povertà e ignoranza. Fino a che non si attuerà una nuova distribuzione delle ricchezze mondiali, e la produttività dei Paesi in fase di sviluppo non sarà potenziata in maniera notevole, l’evoluzione democratica continua ad essere minacciata e la pace incerta. Tutti i popoli hanno il dovere di unirsi nel tentativo di combattere la fame, la miseria e le epidemie. I Paesi in fase di sviluppo hanno diritto ad aiuti generosi ed incondizionati. Il loro sviluppo economico, sociale e culturale deve ispirarsi alle idee del socialismo democratico perché essi non ricadano sotto nuove forme di oppressione. Il movimento socialista adempie ad un compito storico. Esso si è iniziato come protesta naturale e morale dei lavoratori salariati contro il sistema capitalistico. Il possente sviluppo delle forze produttive ad opera della scienza e della tecnica aveva procurato ad un esiguo ceto sociale ricchezza e potenza, ai lavoratori salariati in un primo tempo nient’altro che indigenza e miseria. Abolire i privilegi della classe dirigente e concedere agli uomini libertà, giustizia e benessere: questo era ed è tuttora il significato del socialismo. Nella sua lotta, la classe lavoratrice poteva contare soltanto su se stessa. La sua coscienza di classe fu ridestata dal riconoscimento della propria situazione, dalla decisa volontà di modificarla, dalla solidarietà delle sue azioni e dai successi tangibili che riportava nella lotta. Nonostante gravi rovesci e taluni errori, il movimento dei lavoratori è riuscito ad ottenere nel XIX e nel XX secolo il riconoscimento di molte sue rivendicazioni. Il proletario di un tempo, privo di qualsiasi diritto e protezione, che doveva tribolare sedici ore al giorno per un salario da fame, ha ottenuto la giornata lavorativa legale di otto ore, la tutela del lavoro, l’assicurazione contro la disoccupazione, la malattia, l’invalidità e la vecchiaia. Ha ottenuto che fosse vietato il lavoro dei fanciulli e il lavoro notturno delle donne, ha ottenuto la protezione dell’infanzia e della maternità e le ferie retribuite. Si è conquistato con la sua lotta la libertà di riunione, il diritto di organizzazione sindacale, il diritto di negoziare i contratti collettivi e il diritto di sciopero, e sta per affermare definitivamente il suo diritto alla cogestione. Colui che un tempo era semplicemente un oggetto dello sfruttamento capitalistico, occupa oggi nella società il suo posto di libero cittadino, a parità di diritti e di doveri.

I comunisti soffocano la libertà in modo radicale In alcuni Paesi d’Europa retti da governi socialdemocratici sono già state poste le fondamenta di una nuova società. La sicurezza sociale e la democratizzazione dell’economia vengono attuate in misura sempre crescente. Questi successi sono pietre miliari che segnano il cammino ricco di sacrifici del movimento dei lavoratori. Nel suo graduale processo di liberazione esso ha servito la causa della libertà di tutti gli uomini. Da partito della classe lavoratrice il Partito socialdemocratico è divenuto un partito del popolo; esso vuole che le forze scaturite dalla rivoluzione industriale e dalle tecniche moderne siano messe al servizio della libertà e della giustizia per tutti. Le forze sociali che avevano costruito il mondo capitalistico non sono in grado di assolvere questo grande compito della nostra epoca. La sua storia è l’espansione di un grandioso sviluppo tecnico ed economico, ma anche una catena di guerre devastatrici, una immane disoccupazione delle masse, inflazioni esproprianti e insicurezza economica. Le vecchie forze si rivelano oggigiorno incapaci di fronteggiare la sfida brutale del comunismo rispondendo con un programma superiore, il programma di un nuovo ordine di libertà e di autodeterminazione politica e personale, di sicurezza economica e di giustizia sociale. Perciò non possono neppure soddisfare alle richieste pressanti di aiuti solidali rivolte dai giovani Stati, che infrangono oggi il giogo dello sfruttamento coloniale e intendono costruire in libertà il loro avvenire nazionale e partecipare al benessere del mondo. Questi Stati tentano di resistere alle lusinghe dei comunisti che si adoprano per attrarli nell’ambito del loro dominio. I comunisti soffocano la libertà in modo radicale. Essi violentano i diritti dell’uomo e il diritto di autodeterminazione delle persone e dei popoli. Contro la loro potente organizzazione si sollevano oggi in misura sempre crescente anche gli stessi cittadini dei Paesi a governo comunista. Anche qui si verificano trasformazioni. Anche qui cresce l’aspirazione alla libertà, che a lungo andare nessun dominio può più tenere a freno completamente. Ma i despoti comunisti combattono per imporre il loro regime. Sulla schiena dei loro popoli essi edificano una potenza economica e militare che si trasforma in una crescente minaccia per la libertà.

I valori del socialismo democratico Perciò la speranza del mondo è un ordine fondato sui valori sostanziali del socialismo democratico, che intende creare una società civile nel rispetto della dignità umana, una società libera dall’indigenza e dal timore, da guerre ed oppressioni, in unità di intenti con tutti gli uomini di buona volontà. Uomo o donna, ciascuno è chiamato a collaborarvi, in tutti i Paesi del mondo. In terra tedesca i socialisti si riuniscono nel Partito socialdemocratico tedesco, che accoglie nelle sue file chiunque affermi la sua fede nei valori e nelle esigenze fondamentali del socialismo democratico.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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