ANTIFASCISTI E NEOFASCISTI, FIGLI DELLA STESSA MADRE

Nel 1925 l’Italia è il primo paese al mondo a superare il liberismo con l’economia mista, fissando a 90 lire il cambio fisso con la sterlina e, subito dopo nazionalizzando con l’Agip tutte le fonti di energia. Intervento decisivo nel nostro paese, quasi del tutto privo di risorse energetiche.

Con l’IMI (1931) aiuta le imprese a superare le difficoltà economiche e ad adeguarle al progresso tecnologico attraverso finanziamenti a lungo termine e bassi tassi di interesse.

Nel 1933 assume con l’IRI il controllo di grandi gruppi industriali in difficoltà per risanarli, soprattutto nel settore della meccanica e della siderurgia, salvandone molti dal fallimento, nazionalizza invece le imprese strategiche nello sviluppo economico, come le banche più importanti. Con la legge bancaria del 1936 riconosce al Governatore della Banca d’Italia poteri direttivi nelle strategie di politica economica a lungo termine. I molteplici provvedimenti governativi che limitano il potere delle grandi imprese per sostenere e incoraggiare consorzi e cooperative chiariscono gli intenti sociali della riforma economica.

Lo Stato è così in grado di controllare e di intervenire nel sistema economico.

Mussolini e non J.M. Keynes ha cambiato l’economia a livello planetario.

Keynes sostiene il declino dell’economia basata sulla libera concorrenza solo alla fine del 1926, quasi con due anni di ritardo sull’Italia.

Nel 1933 il presidente americano Roosevelt non segue i consigli di Keynes ma quelli del ministro delle finanze italiano, l’ebreo Guido Jung. Già durante la campagna elettorale aveva promesso ai suoi elettori di voler fare come in Italia.

Roosevelt adotta interamente, senza alcuna incertezza il piano italiano in tema di politica economica internazionale a proposito di disarmo e debiti di guerra. “Mussolini deve passare alla storia come il costruttore di una migliore forma di convivenza fra i popoli”, confida ai giornalisti.

Il New Deal è l’imitazione, sia pure molto più limitata, della prassi economica italiana. Punti fondamentali del Looking Forward: la pianificazione economica a lungo termine, la decisa riduzione dei dazi, la riorganizzazione della Società delle Nazioni, non si distinguono in niente da quelli italiani.

L’economia mista nasce in Italia, si ripete negli Stati Uniti e, in gradi e tempi diversi, in ogni paese del mondo. L’Italia del ventennio ha cambiato il mondo, perfino le autostrade, l’invenzione che più caratterizza visibilmente il mondo contemporaneo sono un lascito di quegli anni. La prima autostrada a pedaggio del mondo, la Milano-Varese, “l’Autostrada dei Laghi”, è stata inaugurata il 21 settembre 1924.

Ora: gli antifascisti ignorano completamente le grandi riforme, indubbiamente rivoluzionarie, operate nel ventennio, in un paese, l’Italia, secondo nel mondo solo all’Unione Sovietica nelle nazionalizazioni ma primo nel mondo nei servizi; i neofascisti invece, confusi dalla difficile sterategia rivoluzionaria dell’ex leader dell’estrema sinistra italiana, in un paese tradizionalmente retrivo, scambia i suoi sofferti quanto discutibili compromessi con la Chiesa, con la Germania di Hitler, per obiettivi ideologici e ponendo questi in prima fila non si fà altro che accentuare quella che è un’ anormale quanto abominevole divisione voluta dal Sistema(fra estrema destra-ed estrema sinistra).Gli uni quanto gli altri sono plagiati dalla disinformazione dell’idra oligarchica. Gli uni quanto gli altri sono SCONFITTI dalla LIBERAZIONE, dal mercato capitalistico borghese.Gli uni quanto gli altri sono usati come marionette dal sistema,gli uni quanto gli altri persero la loro effettiva sovranità nazionale dopo il 25 Luglio del 43′.Gli uni quanto gli altri sono figli della stessa madre: il Socialismo italiano.

La democrazia reale è oligarchia, il socialismo reale un gran balzo all’indietro: forma moderna della monarchia assoluta !

RIVOLUZIONE RUSSA frontespizio della costituzione sovietica con tanto di fasci littorii.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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