Analisi di un lombardiano-UN “FOTTUTO SOCIALISTA”

UN “FOTTUTO SOCIALISTA”

 

Non voglio enfatizzare più di tanto questo episodio. Lo sottolineo perché è comunque emblematico di una certa mentalità.

Parlando questa mattina con una persona iscritta a SeL e che lavora nella CGIL la quale mi chiedeva alcune informazioni capita per caso il discorso su un personaggio (che io, fra l’altro, non conosco) e questa persona mi dice : “quello è un fottuto socialista”. Al che io gli dico: “vedi che anche io sono un fottuto socialista (la persona in questione non sapeva della mia provenienza  dal Psi –storico). E mi dice: “ma io certo non mi riferivo a te”.

Questa persona è un militante serio ed attivo del sindacato, non ce l’ho certo con lui. Ce l’ho molto però con quella cultura politica che ha generato un certo modo di pensare. Essere antisocialisti non è un reato; è una posizione pienamente legittima; come lo è essere anticomunisti (vedi i craxiani); sono entrambe legittime e rispettabili quando sono frutto di intima convinzione e non strumentali rispetto a qualcos’altro.

Però se dobbiamo fare una analisi storica approfondita c’è  stato più antisocialismo tra i comunisti che anticomunismo tra i socialisti. Storicamente il PSI è stato il meno anticomunista tra i partiti socialisti europei. Se facciamo, ad esempio il paragone con i socialisti francesi, i socialdemocratici tedeschi ed austriaci ed i laburisti inglesi, ci rediamo conto che nel corso del dopoguerra questi partiti sono stati ideologicamente molto più anticomunisti del Psi.

Io non sono mai stato anticomunista. Fedele a Lombardi mi sono sempre considerato a-comunista e tale mi considero tuttora. Ritengo che il socialismo italiano sia una cultura politica pienamente autonoma e diversa dal comunismo italiano ma non totalmente contrapposta ad essa. Non mi posso considerare anticomunista perché altrimenti dovrei considerarmi contrapposto a Di Vittorio, Amendola o Trentin con cui condivido diverse cose. Ma certamente sono antiberlingueriano, anti-occhettiano ed anti-veltroniano.

Anche io faccio sul PCI quella “analisi differenziata” che Togliatti aveva insegnato a fare ai comunisti. E proprio sulla base di questa analisi mi sono reso conto che storicamente nel PCI si sono confrontati due modi diversi di rapportarsi con il PSI. Quello di Berlinguer è stato certo quello che mi piace di meno e che ha prodotto più danni a sinistra. Ma non ne contesto affatto la legittimità.

Perché è quello che mi piace di meno. Non solo per il pervicace antisocialismo di Berlinguer (che va molto oltre il semplice anticraxismo), ma perché dietro quell’atteggiamento (quello della diversità antropologica dei comunisti italiani) si nascondeva il rifiuto di riconoscere l’alterità. Soprattutto a sinistra. La sinistra “vera” era solo quella rappresentata dal PCI; i socialisti “buoni” erano solo quelli che rinunciavano alla propria autonomia ideale e politica e riconoscevano la egemonia culturale e politica del PCI. Sbagliando (perché DE Martino era un autonomista convinto ed era critico del pensiero di Berlinguer) essi intravidero nei “demartiniani” questa tipologia di socialisti. Invece Lombardi, Giolitti, Mancini e naturalmente Craxi erano quelli da tenere a bada.

Ora questo diverso comportamento nei confronti dei socialisti lo si ritrova in tutti i postcomunisti militino essi nel PD, in SEL o nella Fed. Vi sono i postberlingueriani (a cui poi si aggiungono gli integralisti cattolici alla Bindi) che vedono i socialisti come il fumo negli occhi. Quelli che hanno metabolizzato le lezioni di Di Vittorio ed Amendola hanno l’atteggiamento opposto.

Questi sono atteggiamenti radicati e difficili da superare nel breve periodo. Il compagno della CGIL  di Potenza sa bene che in Basilicata i postcomunisti si sono comportati spesso peggio dei socialisti stando al governo. Ma per lui il socialista è un “fottuto socialista”.

Riccardo Lombardi che è stato il più grande rappresentante del socialismo di sinistra non solo italiano ma europeo (basta vedere quel che ne pensano i socialisti francesi, tedeschi ed inglesi)diceva che “anche nel più innovatore pei partiti comunisti, resta comunque un elemento integralista: la presunzione di conoscere le leggi della storia. Se scaviamo in profondità questa è una eredità filosofica hegeliana. In effetti il dissidio filosofico profondo tra socialisti e comunisti è che i primi (grazie alla lezione dell’Austro-marxismo) hanno puntato a coniugare Marx con Kant, i secondi tramite Lenin (ed in parte Gramsci) a dare una interpretazione rigorosamente hegeliana di Marx. Insomma c’è una lotta nascosta tra le eredità dei due giganti della filosofia classica tedesca: Kant ed Hegel.

Non c’è dubbio che nei postberlingueriani , anche se non si dichiarano più comunisti, permanga forte questo elemento di integralismo. Per carità con questo non voglio dire che i berlingueriani siano a favore di uno stato totalitario . assolutamente no. Però permane una visione manichea della politica.

La esperienza storica degli ultimi vent’anni ci insegna che non esiste nessuna diversità morale. Nel senso che le persone oneste non si riconoscono da una tessera di partito.

Io quando aderiì al Psi nel lontano 1974, sapevo bene che avrei incontrato molte persone per bene, ma anche quelli che non lo erano. Non pretendevo un mondo perfetto. Quando tutti si renderanno conto che un partito è uno strumento importantissimo per fare politica ma che esso non è assoluto, si farà un grande passo in avanti. E si capirà che gli ideali vanno oltre il partito.

In conclusione i postberlingueriani saranno nostri compagni di strada per molto tempo. Ed anche Rosi Bindi. Non possiamo certo pretendere una sinistra in cui non vi siano contrasti. Ma saranno compagni di strada con cui condurre una serie di battaglie comuni. Non saranno compagni con cui si condivideranno gli stessi ideali. Non chiedo a loro di rinunciare al proprio punto di vista. Non credo ad una sinistra “ecumenica” in cui tutti rinunciano al proprio pensiero in nome di un falso ed irenico unanimismo. Molto meglio una sinistra in cui il conflitto delle idee (e non delle poltrone) si possa esprimere pienamente. Poi chi avrà più filo tesserà.

Questo intervento non lo posto sul Melograno, perché è bene che resti confinata sulla nostra comunità di socialisti su FB. In questo momento è bene tenere forte la tensione nel respingere ogni forma di settarismo e giustizialismo senza naturalmente cadere nel vittimismo (ipocrita) dei postcraxiani.

 

PEPPE GIUDICE

 

Annunci

Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Politica, PSI - PSDI, Socialismo. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...