Analisi di un lombardiano-ROSA LUXEMBURG

No compagni non voglio fare un trattato su questa straordinaria donna socialista .

Erich Fromm diceva che Rosa Luxemburg (ebrea come lui) era una delle massime espressione della “biofilia” – l’amore per la vita”

Un amore straordinario quello di Rosa per il socialismo, per la emancipazione degli oppressi che quasi diventa una fede religiosa, ma di una religione liberatrice non produttrice di dogmi. Com’era il cristianesimo degli inizi.

Ma Rosa era anche una straordinaria intellettuale. Fornita di una intelligenza taglente ma al tempo stesso organica che riusciva a portare a sintesi con naturalezza concetti complessi.

Si veda sia la sua forte ed incisiva critica al riformismo evoluzionaista di Bernstein, che l’altrettanto forte e taglente critica al bolscevismo.

CRitica giustamente Bernstein perchè non capisce che lo sviluppo delle società per azioni non crea affatto le condizioni per la democrazia economica, quanto quella per favorire ancor più la concentrazione dei capitali e del potere dei capitalisti.

Critica Lenin e Trotzky per la sepazione bruta che essi fanno tra socialismo e democrazia, socialsimo e libertà che sono inscindibili. E non solo sulla base di un astratto principio , ma perchè senza semocrazia non esistono le basi materiali per poter costruire il socialismo. Ecco come risponde a Trotzky: ” Non siamo fanatici della democrazia formale. Ma non siamo neppure fanatici del socialismo e del marxismo. Ne segue che avremo il diritto di buttare in cantina quando non ci servono il socialismo ed il marxismo?…noi abbiamo sempre distinto il nocciolo sociale dalla forma politica della democrazia borghese, abbiamo sempre svelato l’amaro nocciolo della diseguaglianza e della soggezione sociale sotto la dolce scorza dell’equaglianza e della libertà formali non per ributtarle, ma per spingere la classe operaia a non ritenersi soddisfatta della buccia ; a conquistarsi piuttosto il potere politico per riempirlo di nuovo contenuto sociale. E’ compito storico del proletariato, una volta giunto al potere, creare al posto della democrazia borghese una democrazia socialista non abolire qualsiasi democrazia.”

Il ragionamento della Luxemburg è straordinario e stringente. Ella dice: la lotta per il socialimso è di fatto una lotta per la piena estensione della democrazia dai diritti formali a quelli sostanziali che implicano un mutamento dei rapporti di potere fra le classi. Quindi la democrazia socialista è il superamento della democrazia liberale e non la sua distruzione in quanto vi sono norme universali senza delle quali nessuna democrazia è tale.

La pretesa di costruire il socialismo tramite una dittaura giacobina di una elitè non può che portare al fallimento del  progetto socialista.

Per questo la Luxemurg non era comunista (come erroneamente si è fatto credere ultimamente) . E’ vero che fu tra le fondatori del KPD (partito comunista tedesco), ma lei cercò di evitare fino all’ultimo la scissione con i socialdemocratici di sinistra (USPD) e di dare comunque al nuovo partito il nome di Sap (partito socialista dei lavoratori – il nome che aveva all’origine la SPD tedesca).

Ma qui ci vuole una piccola rinfrescata di storia.

In Germania, durante la guerra, nel 1916, una parte del gruppo parlamentare della SPD, votò contro il rifinznziamento dei crediti di guerra. In questa frazione parlamentare c’erano tutti gli esponenti storici della socialdemocrazia da Kautsky a Hilferding a Liebtnech (la Luxemburg non era parlamentare). Costoro furono esplusi dalla SPD e fondarono nel 1917 la USPD (partito socialista indipendente) che aveva comunque una forte base di iscritti. La Luxemburg coprì con la lega Sparrtaco – federata con i socialisti indipendenti l’ala sinistra di questo nuovo partito. Così si crearono due socialdemocrazie una chiamata maggioritaria (MSPD) e l’altra appunto indipendente e di sinistra (USPD).

Dopo la sconfitta della Germania e lo scoppio della rivoluzione repubblicana, l’ala destra della socialdemocrazia si alleò con i conservatori e la USPD fu cacciata all’opposizione. La responsabilità della uccisione della Luxemburg non fu quindi opera di tutta la socialdemocrazia ma solo della sua ala destra, che a Monaco fece massacrare oltre 3000 socialdemocratici di sinistra . La Uspd fu colpita più duramente degli spartachisti dai traditori del socialismo come Noske. Questa precisazione è doverosa per contrastare la propaganda dei veterocomunisti (che popi magari assolvonoi Gulag).

Rosa Luxemburg non era comunista perchè non avrebbe mai accettato i 21 punti della III Inyternazionale del 1920 (anno di nascita effettivo del movimento comunista). IL suo pensiero si colloca sull’ultimo confine tra socialdemocrazia e comunismo. Una sinistra socialista rivoluzionaria e democratica al tempo stesso che pur con i suoi errori politici ha esercitato una grande suggestione su molti socialsiti italiani: Lelio Basso (che ha compiuto  studi sistematici sul suo pensiero) e Riccardo Lombardi il cui “riformismo rivoluzionario” risente di alcune suggestioni luxemburghiane.

Certo Rosa mori’ giovane ed il suo pensiero appare essere come un sentiero interrotto. C’è da dire che in Germania i suoi seguaci più stretti furono espulsi dal KPD. Fra essi, Paul Levi che era stato primo segretario del KPD e che nel 1923 rientrò nel partito socialdemocratico unificato (erano usciti di scena i traditori sangunari Ebert e NOske) per fare il capo della sua ala sinistra. Con lui nella sinistra luxemburghiana della SPD c’era anche un giovanissimo Willi Brandt.

In realtà da allora il socialsimo europeo non ha raccolto solo i “riformisti” ma anche colro che rerano rimasti delusi dal bolscrevismo ma che comunque mantenrvano una posizione radicale. Del resto negli anni 30 molti Trotzkysti entrarono in diversi partiti socialisti e socialdemocratici.

Valo a far capire ai liberalsocialisti della Domenica che al storia del socialismo europeo è qualcosa di molto più complesso di quello che immaginano.

 

PEPPE GIUDICE

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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