Analisi di un lombardiano-La lobby di Scalfari e la sinistra italiana.

La lobby di Scalfari e la sinistra italiana.

 

Qualche tempo fa, Piero Sansonetti scrisse un articolo (che per me fu liberatorio) dal titolo: “sinistra liberati da Eugenio Scalfari”.

Poiché anche io da tempo sono convinto che il barbuto fondatore di Repubblica, con il suo editore De Benedetti, abbia giocato un ruolo fortemente negativo sulla sinistra e la sua area di opinione, sottoscrivo quella affermazione.

Per carità io non vedo dietro nessun complotto massonico, ma non c’è dubbio che in Italia il ruolo delle lobby sia divenuto molto più forte e stringente specie dopo il crollo dei partiti tradizionali.

Che quella di Scalfari e De Benedetti sia una lobby a tutti gli effetti, che non voglio demonizzare negli obbiettivi che persegue, ma di cui voglio sottolineare gli effetti negativi sulla cultura di sinistra in Italia, è una realtà difficilmente confutabile.

Fatto è che, spariti i partiti, i loro organi di stampa e comunicazione, e con la grossa lobby berlusconiana attorno alla quale si costruita la nostra destra anomala, la lobby di Repubblica è divenuta il punto di riferimento per coloro che a Berlisconi si oppongono. Tant’è che la stessa dialettica politica tra Ulivo (e poi PD) e PDL può anche essere letta come lo specchio deformante della lotta tra la Lobby Mediaset e quella De Benedetti. Certo la lettura può apparire schematica e sommaria, ma non c’è dubbio che la forte caduta di autonomia politica e culturale della sinistra italiana abbia in realtà favorito tale involuzione.

La Repubblica e l’Espresso formano l’opinione (per i non molti che leggono i giornali) di un pezzo di popolo della sinistra o progressista. Lo stesso fanno l’Unità che è oggi una “dependance” di Repubblica ed il “Fatto Quotidiano” diretto da Padellaro (ex Espresso) che ne rappresenta il degrado pecoreccio-qualunquista. Mentre MicroMega ne esalta le velleità intellettualistiche.

In realtà, a parte Sansonetti, Paolo Franchi, e Ritanna Armeni non esistono oggi veri giornalisti di sinistra liberi da condizionamenti lobbistici.

L’ideologia che Scalfari e c hanno cercato di immettere nella sinistra è quella del rifiuto del socialismo. Scalfari e De Benedetti sono stati i principali sponsor di Veltroni, sia quando pretendeva di trasformare l’Ulivo in partito, sia nell’idea della “vocazione maggioritaria” bipartitica del PD (che alla fine ha di fatto rilegittimato e rilanciato Berlusconi) con le sue neafste conseguenze sulla sinistra.

Questo rifiuto del socialismo (Repubblica tenne un dibattito tutto strumentale con alcuni intellettuali “liberal” sul tema della morte del socialismo) porta a fondare sul puro e semplice antiberlusconismo le ragioni di opposizione alla destra. E questo fin dal 1994. Ed a fondare su una miscela di liberismo economico e giustizialsimo (il liberal-giustizialismo) la sub-ideologia che ha dominato il centro-sinistra italiano ed a cui la sinistra non ha saputo reagire. Ed a ben vedere, proprio questo liberal-giustizialismo ha teso a concentrare l’opposizione alla destra sui temi della questione morale, piuttosto che su quelli sociali (dove trovavi Enrico Letta ed altri in sintonia con certa destra).

La “radicalità” del centrosinistra quindi non si è mai espressa sul terreno del progetto di società alternativo al liberismo, ma su quello giudiziario. Ora, siamo tutti convinti che la questione morale sia cosa seria (e riguarda ormai trasversalmente gli schieramenti) ma essa non la si affronta con le grida spagnolesche o con le esibizioni di indignazione sempre più ripetitive, ma con una seria riforma della politica che deve ripartire dalle idee e dai pensieri forti. Proprio quello che lo scalfarismo ha cercato di contrastare.

Del resto l’antiberlusconismo fine a se stesso ha finora solo avvantaggiato Berlusconi, ha indotto qualcuno a inserire Fini in una “santa alleanza”, ha completamente privato la sinistra di un suo pensiero autonomo. E seguente il nuovismo veltroniano-scalfariano la sinistra ha perso radicamento sociale.

La liberazione (anche solo culturale) dallo scalfarismo è quindi un primo passo necessario affinchè si ricostruisca l’autonomia della sinistra nel suo riappropriarsi del socialismo quale elemento imprescindibile di una critica moderna al capitalismo e di una idea alta di trasformazione sociale. E non si riduca la politica ad uno scontro di lobby.

 

PEPPE GIUDICE

Advertisements

Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Politica, PSI - PSDI, Radicalismo storico, Socialismo, Storia. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...