Analisi di un lombardiano-Gli indignati ed i poteri forti

Gli indignati ed i poteri forti

 

 

 

Vediamo un po’: De Benedetti compra La 7; Santoro diventa il capo virtuale del “partito degli indignati” con Travaglio, Flores e magari Landini?

E’ uno scenario da fantapolitica o contiene qualcosa di reale?

L’Italia è il paese dei professionisti dell’indignazione. Sulla strumentalizzazione della indignazione (anche giusta e sacrosanta) quante carriere politiche si sono formate, quanti partiti o movimenti sono sorti, quanti pseudointellettuali si sono affermati?

L’antipolitica è sempre esistita. Entro certi limiti è anche un bene che esista, perché la critica al potere è sempre necessaria anche se si esprime in forme confuse e contraddittorie. Ma l’Italia della II Repubblica è l’unico paese su cui si sono costruiti dei soggetti politici sull’antipolitica.

E’ qui che l’antipolitica dimostra tutta la sua pericolosità. Anche perché diventa facilmente strumento dei poteri forti dell’economia e della finanza.

Il passaggio dalla I alla II Repubblica è stato paradigmatico a tal proposito.

C’è una crisi del vecchio sistema politico che non riesce a rinnovarsi. Che implode nella impossibilità del ricambio che a sua volta fa crescere fenomeni di corruzione. Ecco che l’indignazione popolare, una volta che vengono a cadere i partiti popolari e strutturati (oggetto di un bombardamento mediatico in mano a due gruppi economici contrapposti) viene “colonizzata” (per usare un efficace termine di Habermas) dai poteri forti per costruire un sistema di fatto gradualmente sottratto al controllo della sovranità popolare.

La II repubblica secondo i sostenitori del neo-azionismo (Scalfari e soci) avrebbe dovuto presentare le seguenti caratteristiche:

1)      limitare il peso ed il ruolo dei partiti strutturati e con un pensiero definito. Anzi favorire la liquefazione della politica tramite soggetti politici non ideologici e fortemente soggetti ad una leadership carismatica (non dimentichiamo che Scalfari è stato il primo sponsor del PD veltronizzato) all’interno di un sistema bipartitico e maggioritario

2)      Dare spazio alla “società civile” luogo per la verità indistinto ed indeterminato, quale serbatoio per il ricambio della classe dirigente

3)      Dare ai poteri “neutri” (tecnocrazie, magistratura, banchieri) il potere di regolazione dell’economia e della complessità sociale

 

La fine dei partiti storici e l’avvento di quelli non ideologici ha prodotto il risultato disastroso che abbiamo sotto gli occhi. Sia sotto il profilo della qualità dei gruppi dirigenti (per aver detto due cazzate in televisione la Serracchiani è stata eletta deputata europea). Sia sotto il profilo morale: la corruzione politica è decuplicata rispetto alla I Repubblica. Il parlamento si è riempito di quella “società civile”di avvocati, notai, magistrati, imprenditori, dipendenti di Berlusconi, odalische che nulla hanno a che vedere con una politica degna di questo nome

I poteri neutri (che neutri non sono affatto) sono al servizio del capitalismo neoliberale globalizzato. Un democristiano serio e per bene come Tabacci spiegava al Lecca-Lecca di Bersani (Enrico Letta) il fallimento delle varie autority “indipendenti” (gli economisti americani avevano coniato il termine “cattura” per indicare la dipendenza delle Autority rispetto a chi ha più forza sul mercato).

Scalfari e Santoro sono due vite parallele. Hanno origini politiche diverse(uno ex monarchico, l’altro ex stalinista) ma una stessa propensione. Scalfari ha voluto fare il giornale-partito, Santoro il programmatelevisivo-partito. Ora se La 7 va in mano a De Benedetti….

Ma di questo parlerò dopo.

Ora vediamo come inizia a muovere i suoi primi passi questo virtuale partito degli indignati.

Fino ad un anno fa Repubblica era un giornale sostenitore di Zapatero. Egli era il campione della laicità della sinistra dei cittadini e della società civile; ora è il capo di un governo di corrotti.

Insomma Repubblica ha dedicato al movimento degli indignados spagnoli uno spazio enorme. Lo ha rappresentato come la rivolta della società civile contro la politica.

Mah, se c’è un responsabile della gravissima crisi spagnola, è solo in piccola parte il governo. Non perché voglia difendere a tutti i costi Zapatero (il quale degli errori li ha fatti). I responsabili di questa crisi (come di quella greca, portoghese) stanno in quei poteri neutri guardiani del finanzcapitalismo che si chiamano Banca Centrale Europea, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e il governo della Merkel .

In Spagna, Zapatero ha avuto il solo limite di non aver modificato profondamente (in parte aveva iniziato a farlo) il meccanismo economico (creato da Aznar) fondato sulla espansione del mercato immobiliare tramite l’indebitamento privato. Come ha ben spiegato il Prof Cesaratto i consumatori spagnoli sono stati spinti da tassi di interessi tenuti artificialmente molto bassi in primis dalle banche tedesche con cui si indebitavano  le banche spagnole ad acquistare immobili. Il mercato immobiliare e l’edilizia sono un grande volano per l’economia. La Spagna è cresciuta   ad un ritmo superiore agli altri paesi europei prima della grande crisi del 2008. Tutte le crescite forti (guarda caso la Spagna e la Grecia erano quelle che crescevano di più) erano crescite da indebitamento (privato in Spagna e pubblico –detenuto in larga parte, guarda caso, dalle banche tedesche, in Grecia).

Il governo Zapatero non ha avuto problemi di corruzione; era un governo onesto. Ma ha assecondato un modello che si è rivelato disastroso. Come dicevo, qualche intervento per non far dipendere la economia solo dall’edilizia l’aveva fatto; ma era troppo poco. La crisi dovuta alle contraddizioni strutturali del finanzcapitalismo del 2008 è stata una grossa sberla per il governo socialista spagnolo, costretto a dissanguare il bilancio dello stato per salvare le banche fallite (ma quelle tedesche nessuno le tocca). E la BCE, la Commissione Europea, il FMI (i poteri neutri) impongono alla Spagna ed alla Grecia condizioni draconiane ed affamatrici per avere sostegni finanziari. L’alternativa sarebbe per Grecia e Spagna quella di uscire da un Euro che è artificialmente mantenuto molto alto (come lo Yuan cinese è mantenuto molto basso). L’Argentina quando si sganciò dalla assurda dollarizzazione imposta dal FMI, uscì dalla gravissima crisi del 2001-2002. Ma l’Argentina è uno dei più grandi esportatori mondiali di prodotti agricoli. La svalutazione (doverosa) rilanciò in modo forte l’economia del paese latinoamericano.

La Grecia e la Spagna se escono dall’Euro non hanno certo le risorse dell’Argentina ed inoltre la deflagrazione dell’area Euro potrebbe determinare uno scenario catastrofico per tutta l’Europa, nelle condizioni attuali. Ma non voglio approfondire un argomento non di mia competenza.

Voglio solo sottolineare come il potenziale partito degli indignati cerchi di far deviare la collera sociale da quelli che sono i suoi obbiettivi razionali. E concentrano tutto sul sistema politico.

Una ragione c’è. Noi siamo alla vigilia di un probabile profondo rimescolamento di carte nel sistema politico nazionale. La ormai probabile uscita di scena di Berlusconi certo non sarà senza conseguenze.

Nei prossimi anni si potrebbe verificare l’ormai auspicabile passaggio dalla II alla III Repubblica. E quei poteri che hanno in qualche misura governato il passaggio dalla I alla II non vogliono stare a guardare.

Il partito degli indignati potrebbe essere una costruzione interessante per costoro. Nel centro-sinistra sia il PD che SeL non sono oggi ben visti da Scalfari e Santoro. Bersani ha molti difetti ma certo è molto meno permeabile di Veltroni o Renzi rispetto a De Benedetti. Vendola è anti-giustizialista e libertario due qualità non apprezzate né da Scalfari né da Santoro ed anche con i limiti del suo linguaggio parla di socialismo del XXI Secolo (parola tabù per Scalfari e Santoro). Di Pietro è in fase calante.

Dovremmo state attenti a ciò che accadrà nel mondo dei mass-media e dell’informazione nei prossimi anni. Un reale pluralismo va difeso. Non più di una rete a testa per un privato. Non possiamo passare dal monopolio privato di Berlusconi a quello di De Benedetti-Santoro.

Anche per questo dobbiamo lavorare affinchè la III Repubblica abbia il suo partito di sinistra popolare di ispirazione socialista.

PS: quando si parla di poteri “neutri”. Il forte incremento del debito pubblico italiano negli anni 80 fu anche l’effetto della spesa degli interessi sul debito. Allora non ci rendemmo conto. Ma il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia (voluto da Andreatta padre putativo di Prodi) sottrasse al governo ogni forma di controllo della politica monetaria al governo e quindi alla politica. Il Psi e la sinistra Dc degli anni 60 non avrebbero mai acconsentito ad una tale operazione.

Tra il 1984 el il 1987 il tasso di inflazione scese dell’8%. Ma il tasso di interesse fu mantenuto lo stesso dalla Banca d’Italia secondo una rigida visione monetarista. E pertanto la spesa per interessi sul debito fu decisiva nell’ aver determinato un debito del 102% nel 1990. Il grosso della responsabilità fu di Andreatta e Ciampi. Ma questi due erano intoccabili. E tutto venne scaricato su Craxi.

 

 

PEPPE GIUDICE

 

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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