Analisi di un lombardiano-E’ nella costruzione di un Partito del Lavoro La risposta politica al ricatto del capitalismo Alla Marchionne.

E’ nella costruzione di un Partito del Lavoro

La risposta politica al ricatto del capitalismo

Alla Marchionne.

Guardiamoci intorno. Il PD, nella sua maggioranza dei suoi esponenti è schierato di fatto con Marchionne e con il suo progetto di regressione democratica e sociale. A parte la nobile eccezione del suo responsabile economico, Stefano Fassina. Le posizioni di Cofferati non le prendo in seria considerazione: sono solo un tentativo maldestro di riconquistare visibilità dopo sei anni di veltronismo e l’attacco alla CGIL e gratuito e dovuto ad un complesso di frustrazione.

Sulla FIOM. Io in passato ho spesso criticato il tentativo di avventuristi politici come Cramaschi di fare della FIOM il nucleo di un nuovo partito contrapposto alla CGIL. Una operazione che oggettivamente fa il gioco dei padroni.

Ma negli ultimi tre anni non c’è dubbio che la FIOM sia stata dalla parte della ragione ed oggi vada sostenuta (ho anche firmato l’appello – nonostante vi sia la firma di Cofferati e della Rossanda). Ma va evitata ogni rottura strumentale con la CGIL (perché a parte qualche differenza tattica sono dalla stessa parte). Quindi tutti coloro che oggi salgono strumentalmente sul carro della FIOM (vedi Di Pietro) possono solo far danni alla comune causa.

Ma come si è arrivati alla condizione odierna.

Innanzi tutto grazie alla totale assenza di una forza di sinistra di governo, Per cui poi la CGIL e la FIOM hanno dovuto sobbarcarsi un carico che non competeva loro.

I Ds prima ed il PD poi hanno salutato in Marchionne (lo ha fatto anche Di Pietro) l’esempio di un nuovo tipo di Managment aperto alla responsabilità sociale ed alle istanze del mondo del lavoro. Col cavolo!!

Ma andiamo ancora più indietro. Non si era diffusa forse negli anni 90, proprio nell’Ulivo, la idea che bisognava mettere da parte la grande industria manifatturiera e puntare (come l’Inghilterra e l’Irlanda) sui più “sofisticati” prodotti finanziari? Negli anni delle grandi e scriteriate privatizazioni. La Fiat di allora investì tutto in finanza e perse fortissime quote di mercato nel settore automobilistico (passò in breve dal II posto del 1989 all’8-9 posto della fine anni 90, in ambito europeo). Una industria (più di altre industrie europee che comunque finanziamenti pubblici li hanno avuti) sorretta in larga parte da finanziamenti statali. Per carità non è stata solo la Fiat a essere così trattata. De Benedetti ha avuto larghissime facilitazioni dallo stato. Berlusconi ha vissuto sulle concessioni pubbliche.

Quello che non è assolutamente accettabile è che poi si voglia scaricare sui lavoratori il prezzo di scelte infauste. Non solo; ma si vuole imporre un modello di relazioni sociali che per molti aspetti è una regressione all’800: oltre ad essere in aperto contrasto con la Costituzione.

Come ho già detto altrove, in Germania a Marchionne lo hanno messo alla porta. Anche perché c’è un sindacato ed un partito socialdemocratico che sanno il fatto loro. In Italia dopo essere stato osannato da un pezzo del sindacato (Cisl e UIL) e dal PD …..il risultato è quello che abbiamo di fronte.

Stiamo molto attenti. Quello che sta accadendo può mettere in seria difficoltà il tentativo di costruire un partito della sinistra larga e legato al PSE.

L’atteggiamento del PD di fatto ostacola un rapporto serio con SeL, la quale non può accettare un programma che condivide certe scelte industriali. I Cremaschi e c soffiamo sul fuoco strumentalmente ed individuano il peggior nemico nella Camusso invece che in Marchionne (spalleggiati da  Cofferati).

Se accettassimo una situazione del genere sarebbe la fine di ogni progetto di sinistra di governo. Prevarrebbe da un lato il pieno scivolamento al centro del PD e dall’altro l’avventurismo di Cremaschi. Il progetto di SeL rischierebbe molto.

A meno che SeL non si faccia promotrice della costruzione di un partito del Lavoro – socialista, antiliberista e di governo, aperto a gente come Fassina del PD, ai circoli del socialismo di sinistra e libertario, alla CGIL ed alla FIOM contestualmente.

Ecco io credo, sarebbe una modestissima proposta per dare una prospettiva alla speranza.

PEPPE GIUDICE

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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