Analisi di un lombardiano-Dopo Craxi, il nulla in politica estera.

Ce l’ho con i postcraxiani (Martelli, De Michelis, Amato) : tutti filoamericani e filoisraeliani. Con Craxi sono critico solo sulla gestione del partito, che ha prodotto grossi guai, ma non sulle sue idee.

In politica estera Craxi è stato pienamente rispettoso della migliore trdizione socialista italiana ed europea. Una tradizione  alla radice neutralista e he accettò la Nato solo come male necessario.

Filippo Turati, già nel 1929 guardava con grande sospetto alla logica imperiale degli Stati Uniti.

Uno dei padri della socialdemocrazia tedesca, Kurt Schumacher, era fortemente neutralista, come lo erano la gran parte dei socialisti francesi, scandinavi e Riccardo Lombardi in Italia che si opponeva al filosovietismo di Nenni non in nome dell’atlantismo ma del neutralismo.

Riccardo Lombardi ricordava sempre che Europeismo ed atlantismo erano in contraddizione fra loro, perchè era interesse americano che l’Europa non fosse nè unita, nè autonoma. E gli Stati Uniti hanno sempre utilizzato la Gran Bretagna (che giustamente De Gaulle non voleva nella Comunità Europea) come strumento di divisione ed indebolimento dell’Europa continentale.

Una europa forte era in contrasto con la logica di Yalta, che garantiva l’egemonia americana sui due terzi del pianeta. E l’Unione Sovietica era il miglior alleato di fatto dell’imperilismo americano. La spartizione in aree di influenza era funzionale a tali logiche. Che esigeva una Europa debole. Per permettere il pieno dominio americano sull’America Latina e quello sovietico sull’Europa dell’est. L’Africa e l’Asia restavno aperti al gioco del Monopoli tra le due superpotenze, ma con amplissimi margini di accordo tra i due partecipanti a cui non conveniva affatto lanciarsi in una guerra globale.

Furono DE Gaulle e Willy Brandt ad inizare a rompere tale schema, quando cominciarono a trattare con l’URSS senza intermediazione americana. De Gaulle la CIA cercò di ucciderlo, Willy Brandt cadde in una trappola tesa congiuntamente da USA e URSS (un suo segretario si scoprì che era una spia della Stasi) e fu costretto alle dimissioni nel 1974.

Se allarghiamo l’orizzonte e guardiamo l’Ameruca Latina, ci accorgiamo che molto, ma molto prima di Fidel Castro, fu il generale Peron, in Argentina, a mettere in discussione Yalta. Ed in un paese immensamente più importante di Cuba. Del resto l’Argentina fu, in America Latina, il paese che per primo reclamò l’indipendenza dalla Spagna, ma allo stesso tempo, ributtò a mare gli inglesi che volevano conquistare Buenos Aires, approfittando dell’invasione napoleonica della Spagna. E fu il prmo paese (insieme a Bolivar) con San Martin e Belgrano a parlare di Patria Grande – una America Latina unita ed autonoma da quella anglosassone.

Nel peronismo si mescalano socialismo, nazionalismo e populkismo. Ma era il nazionalismo della Patria Grande. Era anti-amricanismo ed anti-anglicismo anche culturale. Mio nonno paterno ed i suoi due fratelli erano tutti e tre socialisti, ma uno di essi, emigrato in Argentina, divene subito peronista perchè diceva che Peron aveva applicato gran parte del programa socialista. Non a caso il colpo di stato conro Peron nel 1955 fu diretto dagli inglesi e deli amricano che prima di Peron controllavano il 50% dell’industria argentina.

Craxi nella sua politica estera operò (in accordo con Mitterand) per una Europa più autonoma dagli USA e che rifiutava ogni prova di forza sovietica. Svilippò al massimo la politica mediterranea ed il rafforzamento dei legami con il mondo arabo (esponendosi molto sulla quetione centrale, che era quella palestinese). Non era anti-israeliano ideologico (come una certa sinistra ottusa) ma vedeva in Irsaele l’avamposto della politica imperiale americana nel mediterraneo.

Ed insieme a Felipe Gonzales (e con l’avallo di Willy Brandt) sviluppò un forte intervento a difesa di quei popoli dell’America Latina (Guatemala, Salvador, Nicaragua, Cile, Argentina) vittime di regimi fascisti atroci appogiati dagli USA.

Gli errori che fece Craxi furono utlilizzati dalla CIa per favorire la sua scomparsa politica. Ma certi errori come aver favorito un personaggio come Berlusconi si pagano. Ma dopo Craxi la sinistra è stata inacapace di avere una politica internazionale. Craxi sarebbe stato un feroce avversario di Bush e della guerra all’iraq (che i postcraxiani e Berlsconi hanno sostenuto). Così come oggi avrebe invitato l’Europa , invece di dilaniarsi tra essa, ad avere una forte politica mediterranea che mettesse fuori gioco sia Obama che Putin. E’ nel rapporto essenziale con il mondo arabo e con l’America Latina  che L’Europa può svolgere un ruolo centrale. E sopratttutto i paesi dell’europa latina e mediterranea.

 

PEPPE GIUDICE

Comes Carolus ha commentato:

Quello che avrebbe fatto Craxi oggi non possiamo saperlo e non lo sapremo mai, anche perché il mondo, dopo la sua morte è cambiato non poco. Quello che fece invece lo sappiamo benissimo. Dalla seconda guerra mondiale in poi, chi ha provato a restituire grandezza, prestigio e dignità alla patria italiana ha incontrato una feroce opposizione da parte di chi tuttora intende il nostro paese come una provincia sottomessa (un altro fu Enrico Mattei). Trovando una valida sponda in chi da tale vassallaggio trae lucro, potere e privilegi. Per quelle che sono attualmente le prospettive italiane di autorevolezza, crescita e sviluppo, credo che siamo messi peggio di vari paesi latinoamericani. Persino chi emigrava qui se ne sta accorgendo.
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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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