Analisi di un lombardiano-Disillusioni prevedibili

A sinistra quindi non ci sarà, almeno nel breve-medio periodo, nessun processo di scomposizione ricomposizione delle forze progressiste. E dovremo tenerci i nostri indefiniti soggetti politici per chissà quanto tempo ancora (a meno di rivolgimenti a cui farò accenno dopo).

In realtà forse noi (io per primo) ci siamo illusi che questo potesse avvenire entro i prossimi due anni.

Ma perché questo avvenisse occorrevano due condizioni: che si fosse andati subito ad elezioni anticipare e facendo leva sulle primarie si sarebbe potuto “rivoluzionare” il PD; in secondo luogo , che l’asfittico ceto politico esistente nel centrosinistra (anche in SeL, anche nella Fed, per non parlare del PD o IDV o peggio Nencini) si sarebbe facilmente fatto mettere da parte. Abbiamo dimenticato la grande lezione di Marx che diceva: “le classi dirigenti non si suicidano”.

La disillusione è quindi frutto più che altro di una eccessiva emozionalità da cui, in modo postmoderno, ci siamo fatti catturare mettendo da parte l’analisi razionale.

In effetti le amministrative hanno rafforzato a livello di immagine (perché nel sud c’è stata una disfatta) il PD, un partito fondato sul nulla. Ma si il dato di Torino e di Milano è buono, Bersani rafforza la sua leadership, ma appunto la rafforza su di una posizione di non-scelta politica o di una stanca riposizione di un Ulivo aperto al centro (ed anche al dialogo con la Lega!!).

SEL si trova dunque a rimeditare sul suo ruolo: non può essere più un soggetto transitorio in vista della scomposizione. Deve definirsi nella sua identità e progetto di soggetto politico vero e proprio, non pura proiezione di una leadership. Ma non riesce a farlo sia perché Vendola è diventato prigioniero del linguaggio e del personaggio che lui stesso ha creato, che non va più bene quando non basta più la grande sensibilità umana (una grande qualità che a Vendola va riconosciuta) ma occorre che subentri il rigore logico; sia perche SeL stessa è prigioniera di un ceto politico incapace di definire una strategia e molto attento ai suoi interessi immediati. Qui c’è pure un forte deficit di azione politica dei compagni di SD che non sono stati in grado di condizionare politicamente le scelte di Vendola.

Per cui alla fine, anche dopo il coordinamento nazionale, SEL resta un soggetto sospeso nel vuoto, né socialista e sinistra di governo, né movimentista e vagamente neocomunista, ma come sospeso a mezz’aria tra queste definizioni. Con l’assenza di una chiara visione strategica.

L’appello al popolo dei referendum come contraltare al centro è vacuo. Non esiste il popolo dei referendum, cerchiamo di usare un linguaggio meno barocco: non siamo ad un concerto di Vasco Rossi. Certo i referendum hanno segnato una ripresa positiva della partecipazione. Ma di qui a farne una svolta epocale ce ne corre. Conosco bene (ci ho fatto la campagna elettorale) i comitati dei referendum . I più seri e concreti erano i preti e le suore che poi sono quelli che hanno svolto un grande ruolo nella mobilitazione. Il resto era formato da ex ceto politico o di Rifondazione o di seL marginalizzato e che usa i comitati per rientrare in gioco.

Il problema vero di Vendola è che egli non riesce ad uscire fuori dagli schemi della II Republica. Soprattutto dal punto di vista mentale.

Alessandro Porcelluzzi in un bellissimo articolo pubblicato sul “Melograno” ha un po’ messo il dito nella piaga di un certo movimentismo collaterale a Rifondazione. Io personalmente credo che quei movimenti supportati da coscienza politica rappresentino un grande contributo alla democrazia. La parte più razionale dei No-Global ha svolto un ruolo altamente positivo nel sensibilizzare l’opinione pubblica sui mali della globalizzazione.

Ma altri movimenti no; soprattutto quelli esaltati da una vera calamità naturale come Pecoraro-Scanio. Questi movimenti sono strumentali rispetto alle esigenze narcisistico-politiche di qualche furbastro deleterio ma non servono alla democrazia. Prendiamo ad esempio i movimenti No-Tav,no katz ed affini. Una cosa è criticare la imposizione dall’alto di scelte senza coinvolgere le popolazioni locali; altra cosa è esprimere una posizione di principio contro l’alta velicità (per cui chi è a favore dell’alta velocità è di destra, chi è contro è di sinistra – questa è la visione post-moderna umorale della sinistra, che è una vera tragedia)

Ma torniamo a quello che scrive Alessandro. Egli dice che in Rifondazione c’era una componente ludica (io direi folcloristica) ed una politicistica che si reggevano vicendevolmente in simbiosi. Insomma nella componente folcloristica c’è quella “sinistra” che è solo brava a   contestare ma mai ad assumersi responsabilità (e contesta apriori i “dirigenti”). Poi c’è il ceto politico impenetrabile a qualsiasi cambiamento che però utilizza l’area ludica. I partiti della I Repubblica (con tutti i loro difetti erano un capolavoro di democrazia rispetto a questo schema).

E grossa parte di questo modello è passato in SeL grazie agli ex rifondaroli che sono appunto una sintesi perversa di politicismo e movimentismo. Di qui viene la opposizione vera ad una evoluzione verso il socialismo europeo. Perché costoro non vogliono partiti organici fondati su basi democratiche con regole trasparenti. Felice Besostri mi faceva notare che nella SPD tedesca tutte le votazioni sono rigorosamente a scrutinio segreto e non è possibile votare su liste precostituite. I dirigenti vengono scelti sulla base della loro capacità di convincere, con i propri interventi, iscritti e delegati.

Ma purtroppo noi veniamo da 20 anni di antipolitica e non potevamo aspettarci di più.

E del resto fu proprio Bettino Craxi con il suo bonapartismo ad aprire la strada al partito plebiscitario autoritario. Se il PSI finì fu anche per mancanza di classe dirigente credibile (fino ai quacquaraquà come Boselli e Nencini). Se la selezione viene fatta su criteri di fedeltà o opportunismo questo è il risultato. La gente seria e brava, in grado di discutere e far discutere è messa da parte. Ma poi anche quelli che facevano finta di essere i critici più feroci del craxismo hanno seguito la sua strada, anzi sono andati oltre. Vedi le varie anime dei postcomunisti

Di positivo c’è solo il fatto che la parola socialismo oggi torna ad essere pronunciabile (il riferimento di Vendola al socialismo del XXI secolo, è positivo ma non è una novità).

In concreto quale può essere il nostro ruolo di socialisti per la sinistra in una fase così difficile? Intanto noi siamo in gioco e dobbiamo giocare. Abbiamo attratto interesse, attivato speranze, non possiamo certo abbandonare il campo.

E poi vi sono tantissimi compagni in SeL che non accettano la identità sospesa o appesa e vogliono una sinistra socialista di governo (e sono stanchi del racconto senza progetto). Nello stesso PD vi sono molti che non accettano i limiti delle attuali forze politiche. Come i tanti non iscritti animati da intelligenza, cultura e passione, che vogliono tornare ad essere partecipi ma in modo razionale.

La rete ha un vantaggio rispetto alla tv , alla radio o a un comizio. E’ uno strumento interattivo dove occorre avere la capacità di discutere. Alla lunga non ci si può limitare a gridare W Nichi (o Sollazzo) . E sarà in futuro un mezzo sempre più importante di democrazia anche di quella organizzata nei partiti. Certo la rete non potrà mai sostituire il rapporto diretto tra le persone (guai!) ma è un mezzo per conoscersi e discutere in modo razionale.

Poi c’è un altro aspetto politico. Berlusconi non sarà più il leader del centrodestra (e questa è forse la vera fine della II Repubblica). Il rimescolamento di carte sarà fortissimo. Se manteniamo dritta la nostra barra di navigazione abbiamo tutto da guadagnare. Come dice Sergio Leone in “Giù la Testa”: “dove c’è rivoluzione, c’è confusione, e dove c’è confusione un uomo che sa il fatto suo ha tutto da guadagnare”

 

PEPPE GIUDICE

Annunci

Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Politica, PSI - PSDI, Socialismo. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...