Sintesi storica di Roma antica – L’apogeo e l’eredità latina

La crisi e la caduta

Con il III secolo d.C., Roma via via perde il ruolo centrale per la vastità e universalità del suo Impero, finché Diocleziano non lo separa in due parti ristrutturando profondamente economia, finanze, politica e burocrazia.Attuando la tetrarchia (governo dei 4) Diocleziano tenta di riformare l’impero,dividendolo in 4 parti,due occidentali e due orientali,entrambe gestite da due vice imperatori pronti alla successione,detti cesari e due imperatori detti augusti(lui e Massimiano).Inizia così il periodo del dominatus,ponendo così fine al periodo del principatus augusteo che,seppur in forma ridotta e formale,manteneva ancora intatte le vecchie istitutiones repubblicane.Con il dominato si instaura invece la concezione del sovrano assoluto di stampo medievale. Quest’opera garantisce a Roma un secolo di nuova prosperità e il Cristianesimo, autorizzato ufficialmente nel 313 d.C. da Costantino il Grande con l’editto di Milano, contribuisce a sostenere il regime. In quel periodo Roma contava circa 1,5 milioni di cittadini e l’Impero oltre 60 milioni. Nel IV secolo il baricentro dell’Impero si sposta verso oriente,la capitale diventa Bisanzio,rinominata Costantinopoli da Costantino con l’intento di far nascere una seconda Roma,detta appunto la “Nova Roma”, dopo le successive invasioni in Italia di barbari, visigoti e vandali, che arriveranno a saccheggiare persino l’Urbe nei rispettivi sacchi(410 e 455). Dopo la crisi del III sec. nel IV secolo d.C. secondo la storia classica “l’enorme ingranagio dell’Impero” si ferma del tutto. 

L’Impero romano d’Occidente iniziò a configurarsi come organismo statuale autonomo alla morte dell’imperatore Teodosio I (395),detto “il grande”, il quale decise di affidare gli immensi territori, sempre più vulnerabili alla pressione dei barbari, ai suoi due figli: Arcadio, il maggiore, cui fu assegnato il governo della parte orientale dell’Impero e Onorio, il minore, cui spettò la parte occidentale.

Non era certamente nelle intenzioni di Teodosio creare due organismi politici differenziati e completamente indipendenti fra di loro. La sua finalità era piuttosto quella di ricollegarsi, attraverso questa scelta, sia alle tradizioni tetrarchiche, che a quelle post-costantiniane. La divisione doveva cioè rivestire un carattere squisitamente burocratico, amministrativo, o riconducibile al problema della difesa militare. Da allora però, questi due grandi aggregati, ormai strutturatisi in Impero Romano d’Occidente e Impero romano d’Oriente, non si sarebbero più riuniti e avrebbero intrapreso dei percorsi di sviluppo sempre più autonomi fra di loro. L’idea dell’unità restò tuttavia salda nelle coscienze ancora per lungo tempo, e certo non si era ancora spenta quando, nel 476, il re degli Eruli Odoacre, depose l’ultimo Imperatore d’occidente, Romolo Augusto,detto Augustolo per la sua giovane età, e rimise le insegne dell’Impero all’imperatore d’Oriente Zenone.

In realtà oggi sappiamo con certezza che le istituzioni romane locali continuarono a funzionare ancora per svariati anni, in un’epoca che sfuma verso la leggenda.
Poi  Roma continuò a sopravvivere, questa volta però solo nella leggenda e nel mito, il mito della Città invitta che forgiò il mondo civile, e getto le basi dell’Italia, dell’Europa e del Mediterraneo uniti sotto un unica visione del mondo,dell’esercito,della cultura,delle leggi e della lingua latina.

Ma il mito di Roma si fonda sopratutto sulla Cultura, (più che sui monumenti), infatti il Cristianesimo non fu altro che l’erede di quest’ultima, modificando in parte i valori del Mos Maiorum ed inglobandone altri, e permettendo quindi alla Romanitas, di sopravvivere sotto un’altra veste e di giungere fino a noi. Ed in effetti a pensarci bene, la nostra Cultura non è altro che l’evoluzione del patrimonio di conoscenze che Roma, ci ha lasciato: si pensi solo alla storia, al diritto, alle istituzioni,all’architettura o più semplicemente ad usi e costumi popolari moltissimi dei quali ancora oggi esistenti. E’ forse per queste ragioni che Roma, è Aeterna.

DA ROMA A ROMA
Dal Medioevo, passando per il Rinascimento e giungendo fino ai nostri giorni, Roma è sempre stata vista come un ideale quasi irraggiungibile. Fin dall’alto Medio Evo con Carlo Magno si assistette alla volontà di voler riunire e ricostruire l’Impero, la sua stabilità, la sua cultura, le sue leggi, la pace e la prosperità che esso aveva portato al Mondo. Per secoli e secoli fino a Carlo V, molti ci provarono, nessuno ci riuscì. Intanto non mancarono di certo nazioni che pretendevano di esser ereditarie di Roma, così dopo Costantinopoli, seconda Roma, arrivò Mosca  la terza Roma.
Tuttavia quell’ideale e quei valori che costituirono Roma continuarono ad affascinare, e conquistare gli uomini.
Dal Seicento il viaggio in Italia è considerato tappa fondamentale dell’educazione, il così detto Grand Tour, che vedeva come sosta obbligata l’Urbe e le sue meraviglie. Come sostenne lo scrittore francese Michel De Montaigne: “Ho avuto conoscenza degli affari di Roma prima di avere nozione di quelli di casa. Conoscevo il Campidoglio e la sua pianta prima di conoscere il Louvre, e il Tevere prima di conoscere la Senna . . . La vista di luoghi che sappiamo essere stati frequentati da uomini illustri ci commuove addirittura più che non udire il racconto delle loro imprese o leggere i loro scritti”.

Oggi Roma viene vista, almeno dai più esperti, con un occhio più critico e meno idealizzato di quello dei letterati rinascimentali o medioevali, ma pur sempre con un sentimento di ammirazione per questa grandissima Civiltà che gettò le basi dell’Italia,dell’Europa e dell’Occidente.
Purtroppo in Italia vengono spesso quasi dimenticate le sue origini, e la gente dimentica che l’idea stessa di Italia, e della sua unità, è nata proprio con Roma. Forse questo distaccamento che la gente ed i politici hanno dai Romani, che in fondo sono gli avi degli italiani, è dovuto al Fascismo che sfruttò la Romanitas per fini meramente propagandistici,
tra l’altro travisando la storia o inventando valori, cose e idee che dell’antica Roma proprio non facevano parte.

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Informazioni su POPVLARES

Nato a Iulia Augusta Taurinorum, di origini osco-sannite e Romano-bizantine. Credo vivamente nei valori dell'Humanitas e in una Patria Romana e Socialista.
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